La Val di Zoldo non e solo crode e sentieri. I suoi borghi conservano un architettura alpina genuina, fatta di tabia, i fienili in legno annerito dal tempo, di vecchie case rurali in pietra e legno, di frazioni sparse tra Forno e Dont. Passeggiarci dentro significa leggere secoli di vita di montagna, in una valle che e rimasta piu defilata rispetto ai grandi flussi turistici e che proprio per questo conserva un ritmo lento, da scoprire con calma.

Il capitolo piu sorprendente, pero, e dolce. A fine Ottocento dalle valli bellunesi, Zoldo e Cadore in testa, parti una emigrazione di gelatieri che avrebbe cambiato la storia del gelato in Europa. Sfruttavano latte, panna, uova e il ghiaccio naturale dei torrenti, aprivano chioschi e laboratori, poi giravano paesi e citta con i carretti a mano annunciandosi col suono di un campanello. Nel dopoguerra l esodo verso i paesi di lingua tedesca fu massiccio, tanto che nel 1969 i gelatieri fondarono a Francoforte la loro associazione, la Uniteis. Questa storia di partenze e di mestiere e raccontata dal Museo del Gelato della valle, che ne custodisce attrezzi, macchine e memorie: una visita che fa capire un pezzo unico dell identita zoldana e della tradizione dolciaria italiana.

Domande frequenti

Perche Zoldo e famosa per il gelato?

Perche a partire da fine Ottocento dalla Val di Zoldo e dal Cadore emigrarono generazioni di gelatieri che diffusero il gelato artigianale in Italia e in Europa, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, dove nel 1969 fondarono a Francoforte l associazione Uniteis.

Cosa si puo vedere nei musei del gelato di Zoldo?

Il Museo del Gelato della valle raccoglie attrezzi storici, antiche macchine, carretti e testimonianze dell emigrazione dei gelatieri zoldani, ricostruendo un mestiere e la storia di un intera comunita di montagna.