Prepararsi prima di partire

Le belle giornate in montagna si pianificano, non si improvvisano. Scegli un percorso adatto alla tua preparazione e alla tua esperienza. La scala di difficoltà CAI (T, E, EE, EEA) ti aiuta a giudicarlo con onestà. Leggi dislivello, lunghezza ed esposizione prima di partire. Controlla le previsioni la sera prima e di nuovo al mattino. Parti presto per stare davanti ai temporali del pomeriggio, che d'estate si formano sulle Dolomiti. E avvisa sempre qualcuno del tuo piano e di quando pensi di tornare, così possono dare l'allarme se non rientri.

Segui la segnaletica: i segnavia bianco-rosso-bianco del CAI e i cartelli numerati agli incroci. Non lasciare il sentiero per "scorciatoie" su terreno ripido o senza traccia. E torna indietro senza rimpianti quando il meteo, l'orologio o le gambe ti dicono di no. La cima sarà ancora lì la prossima volta. Controlla meteo e stagioni →

La scala di difficoltà CAI spiegata

Il Club Alpino Italiano (CAI) classifica i sentieri su una scala a quattro livelli. Descrive il terreno e l'esperienza che servono, non la tua forma fisica. Quindi leggila come la capacità minima che un percorso pretende.

SiglaSignificato
TTuristico: percorsi facili e ben segnalati su fondo solido, vanno bene per tutti, famiglie comprese. Non serve esperienza.
EEscursionistico: ci rientra la maggior parte dei sentieri di montagna. Chiede un po' di allenamento e l'abitudine a camminare su fondo irregolare. Può avere brevi tratti ripidi o esposti.
EEEscursionisti Esperti: terreno tosto come sentieri esposti, passaggi su roccia, pendii ripidi e nevai. Serve piede fermo, niente vertigini ed esperienza.
EEAEscursionisti Esperti con Attrezzatura: vie ferrate e percorsi attrezzati dove kit certificato, casco e imbrago sono obbligatori.

Se un percorso è classificato sopra la tua esperienza, arrivaci per gradi o vai con una guida alpina. Non lasciare che la foto di una guida ti porti su un terreno da cui non sapresti tornare in sicurezza.

Cosa portare

Per un'escursione estiva in giornata l'essenziale è: acqua e cibo a sufficienza, strati caldi più una giacca impermeabile (in quota il tempo cambia in fretta), protezione solare (cappello, occhiali e crema ad alto fattore), scarponi robusti con buona suola, una mappa o un GPS, una torcia frontale, un piccolo kit di primo soccorso, un telo termico d'emergenza e un telefono carico con power bank. Prepara lo zaino come se potessi restare fuori più del previsto.

Per una via ferrata, tre cose non si discutono: un set certificato secondo la norma EN 958 (due longe con moschettoni a sgancio rapido e un dissipatore di energia), un imbrago da arrampicata e un casco. Non improvvisarlo mai con cordini qualsiasi. Solo il dissipatore certificato taglia la forza d'urto di una caduta sul cavo d'acciaio. Il dettaglio su abbigliamento e calzature resta nella guida al trekking, così questa pagina resta sulla sicurezza. Vedi la guida completa all'attrezzatura da trekking →

Numeri di emergenza e chiamata di soccorso

In emergenza, chiama il 112, il numero unico europeo per le emergenze (NUE). Una centrale unica localizza la chiamata e manda il servizio giusto, incluso il soccorso alpino, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). La chiamata è gratuita e funziona anche senza credito, senza SIM o con il telefono bloccato. Quando chiami, resta calmo e di': cosa è successo e quante persone sono coinvolte, le condizioni degli eventuali feriti, dove ti trovi con precisione (nome o numero del sentiero, rifugio più vicino, coordinate GPS) e il meteo sul posto. Non riagganciare finché l'operatore non te lo dice e tieni libera la linea, così i soccorsi possono richiamarti.

La copertura mobile nelle Dolomiti ha dei buchi. Se non hai segnale, spostati di pochi metri verso un punto più alto o aperto e prova un SMS o le app dedicate. L'app gratuita GeoResQ, sostenuta dal CAI e gestita dal CNSAS, può tracciare il tuo percorso e mandare un allarme con la posizione esatta. L'app "112 Where ARE U" invia le tue coordinate quando chiami il 112. Se non hai un telefono, usa il segnale internazionale di soccorso alpino: 6 segnali (acustici o luminosi) al minuto, uno ogni 10 secondi, poi un minuto di pausa, ripetuti finché qualcuno risponde (la risposta è di 3 segnali al minuto). All'elicottero, alza entrambe le braccia a Y per dire "ho bisogno di aiuto".

Inverno: rischio valanghe e bollettino

Fuori dalle piste battute e controllate (scialpinismo, fuoripista e ciaspolate) la neve fresca significa rischio valanghe, ed è il pericolo invernale più grave in assoluto. Prima di ogni uscita leggi il bollettino valanghe, pubblicato da AINEVA e dai servizi valanghe di Trento, Bolzano e Veneto e aggiornato ogni giorno d'inverno (di norma entro le 17). Classifica il pericolo sulla scala europea a 5 livelli.

GradoPericolo
1Debole
2Moderato
3Marcato
4Forte
5Molto forte

La scala non è lineare. Il grado 3 (Marcato) è già un pericolo serio, non "medio", e concentra una larga parte degli incidenti. Dal 1° gennaio 2022 la legge italiana impone a chi si muove su neve fuori dalle piste controllate (ciaspolatori inclusi, dove ci sono condizioni di pericolo valanghe) di portare il kit di autosoccorso: ARTVA, pala e sonda. Ma portarlo non basta. Chi resta sepolto ha solo pochi minuti, quindi devi allenarti finché usi il kit senza pensarci. Frequenta un corso di prevenzione e autosoccorso in valanga e, nel dubbio, affidati a una guida alpina capace di leggere il manto nevoso e il terreno.

I pericoli più comuni in montagna

Temporali e fulmini del pomeriggio. D'estate i temporali si formano sulle Dolomiti nel pomeriggio. I segnali d'allarme: nuvole a torre o a incudine, raffiche fredde improvvise e un ronzio nell'aria. Se ti coglie, scendi subito e allontanati da creste, cime e punti appuntiti. In via ferrata, molla il cavo metallico: attira i fulmini.

Altitudine, sole e UV. In quota il sole e i raggi UV picchiano molto più forte che a valle e rimbalzano su roccia e neve, causando scottature, colpi di calore e cecità da neve. Copriti e usa crema e buoni occhiali. Freddo e ipotermia. La temperatura cala in fretta con la quota e dopo un cambio di tempo. Bagnato, vento e stanchezza portano l'ipotermia anche d'estate, quindi porta sempre strati caldi e impermeabili. Stanchezza, esposizione e vertigini. La fatica ti mangia la concentrazione proprio dove il terreno è più esposto. Dosa lo sforzo, mangia e bevi spesso e, sul terreno esposto, tieni tre punti di contatto e non lasciare che le vertigini ti facciano affrettare i passi.

Quando affidarsi a una guida alpina, e le regole d'oro

Affidati a una guida alpina qualificata ogni volta che il percorso supera la tua esperienza, per la tua prima via ferrata, per qualsiasi traversata su ghiacciaio e per lo scialpinismo o il fuoripista d'inverno. La guida legge il manto nevoso, il terreno e il meteo al posto tuo e trasforma un obiettivo serio in uno gestibile. Le regole d'oro sono semplici. Pianifica il percorso e avvisa qualcuno. Controlla previsioni e bollettino valanghe. Parti presto e rispetta l'orario di rientro. Adatta il percorso al più debole del gruppo. Porta l'attrezzatura giusta e sappi usarla. E non vergognarti mai di tornare indietro. La montagna premia l'umiltà.