Le Dolomiti sono uno di quei posti che mettono d'accordo tutti: chi cerca una passeggiata in famiglia tra prati e malghe, chi vuole un anello panoramico di mezza giornata e chi sogna di attraversare le montagne per giorni, dormendo in rifugio. Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2009, queste cime offrono una rete di sentieri tra le più dense e ben segnalate d'Europa, capace di accontentare ogni livello di esperienza.

Il bello è anche il rischio: con così tante possibilità, è facile sopravvalutare le proprie gambe o sottovalutare il meteo. In questa guida mettiamo ordine. Partiamo dalla scala di difficoltà CAI per capire cosa significano davvero le sigle sui cartelli, poi passiamo ai sentieri più belli, alle alte vie, alle vie ferrate, a come si dorme in rifugio e a cosa mettere nello zaino. L'obiettivo è semplice: aiutarti a scegliere il percorso giusto tra tutti i nostri itinerari e a tornare a casa con il sorriso e i muscoli stanchi, non con un soccorso alpino allertato.

La scala di difficoltà CAI: leggere i cartelli prima di partire

Il Club Alpino Italiano classifica i sentieri con una scala basata su parametri oggettivi come dislivello, lunghezza e tipo di terreno. Capire queste sigle è il primo passo per scegliere un itinerario adatto a te ed evitare brutte sorprese a metà giornata.

Le quattro categorie principali vanno dal sentiero turistico, percorribile praticamente da chiunque, fino ai percorsi attrezzati che richiedono kit da ferrata. Non è una gerarchia di prestigio: è una mappa onesta di cosa ti aspetta sotto le scarpe. Se vuoi orientarti per livello, abbiamo raccolto gli itinerari per difficoltà facile e quelli impegnativi.

Se sei agli inizi o cammini con bambini, orientati verso i percorsi T ed E e dai un'occhiata alla nostra selezione di itinerari facili. Chi cerca più adrenalina troverà pane per i propri denti tra le ferrate e l'alpinismo.

  • T (Turistico): percorsi su strade, mulattiere o sentieri ben evidenti, senza difficoltà tecniche. Adatti a tutti.
  • E (Escursionistico): sentieri di montagna ben tracciati e segnalati, che richiedono allenamento di base e calzature adeguate.
  • EE (Escursionisti Esperti): terreno impervio, pendii ripidi, ghiaioni o brevi nevai, tratti esposti che richiedono passo sicuro e assenza di vertigini.
  • EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura): le vie ferrate, percorsi attrezzati con cavi e scale che richiedono imbrago, casco e kit da ferrata.

I sentieri più belli delle Dolomiti

Stilare una classifica definitiva è impossibile, ma alcuni itinerari sono diventati delle vere icone, e per buone ragioni. Eccone una selezione che copre paesaggi e livelli diversi, tutti raggiungibili in giornata e tutti raccolti nella nostra sezione dedicata al trekking.

Tra i grandi classici c'è il giro delle Tre Cime di Lavaredo, l'anello panoramico per eccellenza che ruota attorno al simbolo più fotografato delle Dolomiti. Per chi ama l'acqua, il Lago di Sorapis incanta con il suo azzurro lattiginoso, mentre il sentiero Viel del Pan regala una camminata in quota con la Marmolada di fronte per tutto il tempo.

Sul versante altoatesino, l'anello del Seceda e il sentiero Adolf Munkel ai piedi delle Odle offrono scorci che sembrano dipinti, così come il giro del Sassolungo e l'ampio anello dell'Alpe di Siusi, perfetto per chi cerca prati ondulati più che pareti verticali. Tra storia e panorama spicca l'anello delle Cinque Torri, con le sue trincee della Grande Guerra a cielo aperto.

Vuoi vedere tutto il ventaglio? Esplora la sezione dedicata alle attività e l'elenco completo degli itinerari per filtrare in base a zona e difficoltà.

Le alte vie: trekking di più giorni da rifugio a rifugio

Le alte vie sono lunghi itinerari escursionistici che attraversano le Dolomiti collegando rifugio a rifugio, da percorrere in più giornate consecutive. Sono numerate e rappresentano l'esperienza di trekking più immersiva che queste montagne possano offrire.

La più famosa e accessibile è l'Alta Via n. 1, che parte dal Lago di Braies e scende fino alla zona di Belluno: circa 150 km che si percorrono in genere in 10-12 giorni, dormendo nei rifugi lungo il cammino. Non richiede tecniche alpinistiche su tutto il tracciato, ma serve allenamento, costanza e una buona organizzazione delle tappe. Chi è già rodato può cercare ispirazione tra gli itinerari per esperti.

Il periodo per affrontarle è ristretto, di norma da fine giugno a fine settembre, quando i rifugi sono aperti e i nevai residui si sono sciolti. La prenotazione anticipata dei posti letto è fondamentale: i rifugi più gettonati si riempiono con largo anticipo. Per pianificare logistica, trasporti e tappe ti consigliamo di partire dalla guida pratica e dalla sezione dove dormire e mangiare.

Vie ferrate: dove il trekking incontra la verticale

Le vie ferrate sono percorsi attrezzati con cavi d'acciaio, staffe e scale fissate alla roccia, che permettono di affrontare tratti esposti rimanendo assicurati. Molte nascono dai sentieri militari della Prima Guerra Mondiale, quando gli alpini stesero cavi e scale per spostare uomini e rifornimenti tra le cime: percorrerle oggi è anche un viaggio nella storia.

Rientrano nella categoria EEA e non vanno improvvisate. Richiedono assenza di vertigini, passo fermo e l'attrezzatura corretta: imbrago, casco e un set da ferrata con dissipatore conforme alla norma EN 958, che assorbe l'energia in caso di caduta. Senza kit, e senza saperlo usare, una ferrata diventa pericolosa.

Tra le proposte più note ci sono la via ferrata Tridentina, un classico tecnico e frequentato, e la ferrata delle Trincee sulla Marmolada, che si snoda tra gallerie e postazioni belliche. Se è la tua prima volta, valuta una guida alpina e parti dagli itinerari di ferrate e alpinismo.

Dormire in rifugio: come funziona davvero

Il rifugio è il cuore dell'esperienza dolomitica: si arriva stanchi, si mangia piatti caldi della tradizione e si dorme a quote dove il silenzio e il cielo stellato non hanno prezzo. Ma ci sono regole e abitudini che conviene conoscere prima.

La prenotazione è praticamente obbligatoria nei rifugi più famosi, soprattutto in luglio e agosto, e va fatta direttamente al rifugio via telefono o email. La formula più diffusa è la mezza pensione, che include cena e prima colazione oltre al pernottamento. Si cena presto, in genere tra le 18.30 e le 20.00, e attorno alle 22 si spengono le luci per rispettare il riposo di tutti.

In camerata serve il sacco lenzuolo personale (spesso obbligatorio), perché le coperte non vengono lavate a ogni cambio; le scarpe restano all'ingresso e si usano le ciabatte. Porta contanti, una torcia frontale e, se dormi in dormitorio, dei tappi per le orecchie. Per scegliere dove fermarti dai un'occhiata alla sezione dove dormire e mangiare e a rifugi come il rifugio Locatelli, il rifugio Lagazuoi e il rifugio Coldai.

  • Prenota in anticipo, direttamente al rifugio, soprattutto in alta stagione.
  • Porta sempre il sacco lenzuolo personale e le ciabatte.
  • Tieni contanti con te: non tutti i rifugi accettano carte o hanno copertura di rete.
  • Rispetta gli orari di cena e il silenzio serale.

Attrezzatura e sicurezza: cosa mettere nello zaino

Non serve l'equipaggiamento del conquistatore dell'Everest, ma alcuni elementi fanno la differenza tra una giornata serena e una brutta avventura. La base è sempre la stessa: scarponi con buona suola, abbigliamento a strati e protezione dal sole e dalla pioggia.

In montagna il meteo cambia in fretta: una giornata limpida può trasformarsi in temporale nel giro di un'ora, soprattutto nel pomeriggio. Controlla sempre le previsioni, parti presto e pianifica di rientrare nel primo pomeriggio. Acqua, scorte alimentari, una mappa o traccia GPS e una piccola dotazione di primo soccorso non dovrebbero mai mancare. Trovi altri consigli logistici nella nostra guida pratica.

Per le ferrate l'attrezzatura specifica (imbrago, casco e set conforme alla norma EN 958) non è opzionale. E qualunque sia il percorso, vale una regola d'oro: scegli l'itinerario in base alla tua esperienza reale, non a quella che vorresti avere. In caso di emergenza, in Italia il numero unico è il 112.

  • Scarponi da trekking con suola scolpita e abbigliamento a strati.
  • Giacca antipioggia/antivento, cappello e crema solare.
  • Acqua a sufficienza, snack energetici e un kit di primo soccorso essenziale.
  • Mappa o traccia GPS, frontale e telefono carico (numero emergenze 112).
  • Per le ferrate: imbrago, casco e set da ferrata a norma EN 958.

Quando andare: la stagione giusta per ogni passo

La stagione escursionistica nelle Dolomiti è concentrata tra inizio estate e inizio autunno. La finestra ideale per la maggior parte dei sentieri di quota e per le alte vie va da fine giugno a fine settembre, quando i rifugi sono aperti, i nevai si sono sciolti e i sentieri sono percorribili in sicurezza.

Luglio e agosto sono i mesi più affollati e caldi: splendidi, ma con sentieri e rifugi gremiti, soprattutto sui percorsi iconici. Settembre, per molti, è il mese perfetto: meno gente, temperature gradevoli e una luce che accende le pareti di rosa al tramonto, l'enrosadira. A inizio e fine stagione, però, occhio a nevai residui e a temperature notturne basse.

Se viaggi con bambini, scegli percorsi e periodi tranquilli partendo dagli itinerari per famiglie; chi cerca grandi traversate troverà ispirazione tra gli itinerari per esperti. E per non perderti i laghi e le cascate nei giorni più caldi, c'è la sezione dedicata ai laghi e cascate.

Domande frequenti

Qual è il sentiero più adatto per iniziare a fare trekking nelle Dolomiti?

Per chi è alle prime armi sono ideali i percorsi classificati T ed E, come molti anelli panoramici in quota raggiungibili anche con gli impianti. Un buon punto di partenza è la nostra selezione di itinerari facili e di percorsi per famiglie, che privilegiano dislivelli contenuti e sentieri ben segnalati.

Cosa significano le sigle T, E, EE ed EEA sui cartelli?

Sono i gradi di difficoltà della scala CAI: T sta per Turistico (per tutti), E per Escursionistico (allenamento di base), EE per Escursionisti Esperti (terreno impervio ed esposto) e EEA per Escursionisti Esperti con Attrezzatura, ovvero le vie ferrate che richiedono imbrago, casco e kit.

Serve prenotare il rifugio per dormire?

Sì, nella maggior parte dei casi. Nei rifugi più famosi e in alta stagione (luglio e agosto) la prenotazione è di fatto obbligatoria e va fatta direttamente al rifugio. Ricorda di portare il sacco lenzuolo personale e dei contanti, perché non tutti accettano carte o hanno copertura di rete.

Quanto dura l'Alta Via n. 1 delle Dolomiti?

L'Alta Via n. 1 si sviluppa per circa 150 km dal Lago di Braies fino alla zona di Belluno e si percorre in genere in 10-12 giorni, dormendo nei rifugi lungo il cammino. Non richiede tecniche alpinistiche sull'intero tracciato, ma serve buon allenamento e una pianificazione attenta delle tappe.

Posso fare una via ferrata senza esperienza?

Le vie ferrate rientrano nella categoria EEA e non andrebbero affrontate senza esperienza, attrezzatura idonea (imbrago, casco e set conforme alla norma EN 958) e capacità di usarla. Se è la tua prima volta, la scelta più sicura è affidarsi a una guida alpina prima di avventurarti in autonomia.