Il Lago di Carezza, Karersee per gli altoatesini, se ne sta acquattato a 1.534 metri dentro un bosco di abeti, sotto le guglie del Latemar che si rispecchiano nell'acqua. Grande non è: trecento metri per centotrenta, una ventina di profondità nei punti buoni. Eppure è il lago più fotografato delle Dolomiti, e il motivo è uno solo, il colore. Smeraldo, turchese, blu cupo, le tinte cambiano di ora in ora con la luce e la profondità. Per questo i ladini lo chiamano da sempre Lec de Ergobando, il lago dell'arcobaleno. È un monumento naturale protetto, alimentato dalle sorgenti sotterranee del Latemar, e questo spiega perché livello e colori cambino così tanto da una stagione all'altra.
Qui la leggenda gira da generazioni. Parla della ninfa Ondina, che viveva nell'acqua del lago. Il mago del Latemar se ne innamorò e provò più volte a rapirla. Un giorno fece apparire sopra il bacino un arcobaleno bellissimo, per attirarla. Ma Ondina non ci cascò, e il mago, accecato dalla rabbia, spezzò l'arcobaleno e ne buttò i pezzi nell'acqua. Da allora, dice la storia, il lago riflette mille colori. È il tipo di racconto perfetto da fare ai bambini mentre cammini lungo la sponda.
Il giro è una passeggiata, non un'escursione. Il sentiero attorno al lago corre quasi piatto tra gli abeti e si chiude in venti, trenta minuti, senza fatica. Lo fanno tutti, dai passeggini ai nonni, ed è proprio questo a riempirlo nelle ore centrali d'estate, quando i pullman scaricano fiumi di gente sul belvedere principale. Chi conosce il posto ti dice sempre la stessa cosa: vieni all'apertura. Luce radente, acqua ferma, riflessi del Latemar perfetti e sentiero quasi vuoto. E in ottobre i larici attorno alle sponde diventano oro, la cornice più bella di tutto l'anno.
Come arrivare — Parcheggio Lago di Carezza (1.520 m)
Si parte dal parcheggio del Lago di Carezza, sulla statale 241 della Val d'Ega, quella che da Bolzano sale al Passo Costalunga. In auto da Bolzano sono una quarantina di minuti, mentre da Fiemme e Fassa scolli proprio dal Costalunga. Il lago sta dal lato opposto della strada rispetto al parcheggio, ma per fortuna un sottopasso pedonale ti evita di attraversare la statale, sempre trafficata da queste parti. Il posteggio è a pagamento e d'estate si riempie in fretta, soprattutto a metà giornata, quindi arriva presto. Se preferisci lasciare l'auto a casa, ci sono i bus di linea che da Bolzano risalgono la valle e fermano alla stazione Karersee, a due passi dall'imbocco del sentiero.
Il punto di partenza si trova in zona Val di Fiemme. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Belvedere principale
Dal parcheggio arrivi in due minuti al punto da cui tutti fanno la foto.
2. Anello nel bosco
Chiudi il giro del lago camminando tra gli abeti.
Quando andare e meteo
Da aprile a novembre il giro è pulito dalla neve e alla portata di chiunque, bambini e nonni compresi. Il momento migliore è il primo mattino: acqua ferma come uno specchio, Latemar riflesso nitido, pullman ancora lontani. Tarda primavera e inizio autunno tirano fuori i verdi e gli azzurri più accesi, quelli che hanno dato al lago il soprannome di lago arcobaleno. D'estate, invece, le ore centrali sono un caos. Anche d'inverno il sentiero resta una bella camminata sulla neve, però il bacino spesso ghiaccia e al posto dei colori smeraldo trovi una crosta bianca, bella a modo suo.
Attrezzatura consigliata
- Scarpe da passeggio o trekking leggere: il fondo è facile ma a tratti sterrato
- Una giacca antivento, perché vicino all'acqua l'aria resta fresca
- Macchina fotografica o smartphone, qui i riflessi del Latemar valgono lo scatto
- Una borraccia e qualcosa da sgranocchiare
- Carta o contanti per il parcheggio a pagamento
Consigli utili
- Vieni all'apertura: con la luce radente del mattino i riflessi sono perfetti e il sentiero quasi vuoto
- Resta dietro le staccionate e leggi i cartelli: il lago è protetto e alla riva non ci si avvicina ovunque
- Non fermarti al primo belvedere, sempre pieno: chiudi tutto l'anello nel bosco per vedute diverse
- Scegli tra i due tracciati: il giro corto sull'acqua è poco più di un chilometro, l'anello lungo nel bosco supera i cinque
- In ottobre punta i larici dorati attorno alle sponde, è il momento più fotogenico dell'anno
- Abbina la visita al vicino Passo Costalunga o ai sentieri tematici sotto il Latemar
Domande frequenti
Si può fare il bagno nel Lago di Carezza?
No, il bagno è vietato: è un lago protetto. Qui si cammina e ci si gode i punti panoramici lungo le sponde, nient'altro.
Quanto dura il giro del Lago di Carezza?
Dipende da quale fai. Il giro corto attorno all'acqua è circa un chilometro e te la cavi in venti minuti, mentre l'anello lungo nel bosco lungo il sentiero 11 supera i cinque chilometri e ti porta via un paio d'ore con calma.
Perché il Lago di Carezza cambia colore?
L'acqua passa dal verde smeraldo all'azzurro intenso a seconda della profondità, della luce e dei minerali sul fondo. È alimentato dalle sorgenti sotterranee, quindi livello e colori cambiano molto durante l'anno. Per questo lo chiamano il lago arcobaleno.
Il Lago di Carezza è adatto a bambini e cani?
Sì. Il sentiero attorno al lago è facile e quasi piatto, perfetto per le famiglie. I cani sono ammessi al guinzaglio, ma anche per loro vale il divieto assoluto di entrare in acqua: il lago è area protetta.
Dove si parcheggia al Lago di Carezza?
Il parcheggio è lungo la statale 241 della Val d'Ega, sul lato opposto al lago e collegato da un sottopasso pedonale che ti evita di attraversare la strada. È a pagamento e d'estate si riempie in fretta, soprattutto a metà giornata, quindi conviene arrivare presto. Tariffe da verificare per l'anno in corso.
Come si arriva al Lago di Carezza?
In auto sulla statale 241, una quarantina di minuti da Bolzano salendo verso il Passo Costalunga, oppure scollinando dal Costalunga se arrivi da Fiemme e Fassa. Senza auto ci sono i bus di linea che da Bolzano risalgono la valle e fermano alla stazione Karersee, vicino all'imbocco del sentiero.