L'altopiano di Fanes è uno dei posti che ti restano dentro, in Dolomiti. Un mondo sospeso di pascoli, doline e laghetti dentro il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies. Qui la geologia carsica ha modellato un paesaggio quasi lunare, punteggiato di specchi d'acqua come il Lago di Limo, il Lé Vërt e il Lé Sëch, e la cultura ladina ci ha intrecciato le sue leggende più antiche, quelle del regno di Fanes e del suo popolo scomparso. Camminare quassù vuol dire attraversare una geografia e un mito insieme, con la sensazione di essere finito dentro una fiaba.
Il viaggio comincia in fondo alla Val dai Tamersc, al Rifugio Pederü, da dove una ripida strada militare porta sull'altopiano. Se dormi al Rifugio Fanes, d'estate il rifugio ti porta su in jeep. Tutti gli altri l'altopiano se lo conquistano a piedi. Lassù si apre il regno dei rifugi: il Lavarella, uno dei più alti delle Dolomiti, è famoso per il birrificio artigianale più alto d'Europa, mentre il vicino Fanes completa una coppia che è ormai un punto fermo per chi percorre l'Alta Via 1.
Il cuore scenografico del giro è l'anello tra i laghetti, con il Lé de Limo incastonato tra le marmotte e i pascoli d'alta quota. È un trekking lungo, oltre i quindici chilometri, che chiede gambe abituate alle distanze e una partenza mattutina per avere tutto il tempo e schivare i temporali del pomeriggio. Riempi le borracce già in basso, perché i veri punti di rifornimento sono concentrati in quota. E ricorda che sei dentro un parco naturale: restare sui sentieri segnalati non è solo buona educazione, è il modo di proteggere un equilibrio fragile.
Altopiano di Fanes al Rifugio Lavarella: nel regno dei Fanes è uno dei percorsi che abbiamo raccolto per livello e per zona: Trekking nelle Dolomiti: i sentieri più belli e come organizzarsi.
Come arrivare — Pederü (1.548 m)
Si parte dal Rifugio Pederü (1.548 m), in fondo alla Val dai Tamersc sopra San Vigilio di Marebbe. La strada che vi sale è a pedaggio e finisce nell'ampio parcheggio davanti al rifugio. Da qui comincia la ripida strada militare verso l'altopiano, da fare a piedi: il trasporto in jeep che il Rifugio Fanes organizza d'estate è riservato a chi dorme al rifugio. In alta stagione il parcheggio si riempie in fretta, quindi arriva presto e ti togli il pensiero.
Il punto di partenza si trova in zona San Vigilio di Marebbe e Fanes. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Salita da Pederü
Si sale sulla vecchia strada militare, ripida, fino all'altopiano. Se dormi al Rifugio Fanes, d'estate il rifugio ti porta su in jeep.
2. I rifugi e i laghi di Fanes
Arrivi ai rifugi Lavarella e Fanes. Da qui, se hai gambe e tempo, puoi fare il giro dei laghetti.
Quando andare e meteo
Il periodo migliore va da giugno a ottobre, quando l'altopiano è sgombro di neve, i rifugi Lavarella e Fanes sono aperti e i laghetti come il Lé de Limo danno il meglio. Giugno regala pascoli verdissimi, mentre fine settembre tinge l'erba di toni caldi e porta meno gente. L'estate è il periodo più affollato, complice anche il passaggio degli escursionisti dell'Alta Via 1. È un trekking lungo nel cuore del parco naturale, quindi muoviti presto: hai tempo a sufficienza ed eviti i temporali del pomeriggio. In quota, anche d'estate, l'aria resta fresca.
Attrezzatura consigliata
- Scarponi da trekking con buona suola, perché il giro completo supera i 15 chilometri
- Bastoncini telescopici, che danno una mano nella ripida salita iniziale dalla Val dai Tamersc
- Zaino con acqua abbondante e pranzo, oppure budget per fermarti in rifugio
- Abbigliamento a strati e guscio antipioggia, sull'altopiano il meteo gira in fretta
- Cappello, occhiali e crema solare per i lunghi tratti aperti e senza ombra
- Mappa o traccia GPS: l'altopiano è vasto e i sentieri si intrecciano
Consigli utili
- Se dormi al Rifugio Fanes, chiedi della jeep da Pederü e tieni le energie per l'altopiano invece che per la salita militare
- Dedica tempo all'anello dei laghetti di Fanes e al Lé de Limo: sono il cuore scenografico del giro e custodiscono le leggende ladine del regno dei Fanes
- Il Lavarella, a 2.050 metri in mezzo all'altopiano, ha anche un birrificio: la sosta qui è quasi un rito
- Riempi le borracce fin dalla partenza, perché i veri punti di rifornimento sono concentrati in quota
- Rispetta le regole del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies e resta sui sentieri segnalati
Rifugi e punti di sosta
- Rifugio Lavarella (2050 m) — Sull'altopiano di Fanes, con dentro il birrificio più alto d'Europa. Dettagli →
Domande frequenti
Si può accorciare la salita a Fanes?
Solo se dormi al Rifugio Fanes: d'estate il rifugio porta in jeep da Pederü chi pernotta, lo scrive sul suo sito. Per tutti gli altri la salita è a piedi.
Si può dormire ai rifugi sull'altopiano di Fanes?
Sì. I rifugi Lavarella e Fanes offrono pernottamento a pagamento e sono una base perfetta per spezzare l'escursione in più giorni o per affrontare le tappe dell'Alta Via 1. In alta stagione prenota, e con largo anticipo.
C'è una navetta da Pederü ai rifugi di Fanes?
Il Rifugio Fanes scrive sul suo sito che d'estate c'è un trasporto in jeep per chi dorme al rifugio. Un servizio aperto a tutti non l'abbiamo trovato su una fonte ufficiale: se non pernotti, conta di salire a piedi, e per ogni dettaglio chiedi al rifugio quando prenoti.
L'altopiano di Fanes è adatto a un'escursione con i cani?
Sì, se il cane è abituato alle lunghe camminate. Tieni conto della lunghezza dell'itinerario e delle regole del parco naturale. Porta acqua a sufficienza anche per lui, perché in salita le fonti scarseggiano.