Il Col de Locia si alza dolce sopra La Val, il piccolo borgo della Val Badia che i ladini chiamano La Val e i tedeschi Wengen, raccolto ai margini del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies. E una di quelle mete che gli scialpinisti di casa frequentano da generazioni proprio perche unisce due cose preziose, pendii ampi e leggibili e uno sfondo da cartolina, con le guglie delle Odle da una parte e la mole imponente del Sasso della Croce dall altra. Non e una gita che cerca il numero o l esposizione estrema, ma il piacere asciutto della salita con le pelli in un anfiteatro silenzioso.
Tecnicamente non e estrema, e proprio per questo viene spesso indicata a chi muove i primi passi oltre le piste battute. Attenzione pero a non scambiarla per una passeggiata: qui si entra nel terreno innevato vero, dove il rischio valanghe va capito e rispettato, e dove ARTVA, pala e sonda non sono un accessorio ma la base del gioco. La salita si snoda tra radure e pendii aperti, e la discesa, quando la neve gira al punto giusto, ripaga ogni passo fatto in salita con una manciata di curve pulite.
Chi conosce la zona sa che la stessa partenza apre a itinerari ben piu impegnativi verso il Sasso Santa Croce e i grandi traversi dell altopiano di Fanes, e questo rende il Col de Locia anche un ottimo banco di prova prima di alzare l asticella. Il consiglio piu sensato e di tarare sempre la gita sul bollettino del giorno e non sul desiderio di salire, e di non avere fretta nel chiedere aiuto a una guida quando la base personale e ancora sottile. In Val Badia le guide alpine accompagnano regolarmente lo scialpinismo, ed e il modo piu intelligente per imparare a leggere la montagna d inverno.
Come arrivare — La Val (1.353 m)
Il punto di partenza è La Val, che i ladini chiamano La Val e i tedeschi Wengen, un paese raccolto della Val Badia disteso ai piedi del Passo di Santa Croce, ai margini del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies. Ci si arriva in auto risalendo la Val Badia da Brunico e deviando all'altezza di Pedraces poco sopra i 1.300 metri. D'inverno le strade sono quasi sempre tenute bene, ma gomme termiche o catene a bordo restano d'obbligo. In paese si trovano parcheggi dove conviene posteggiare per tempo nelle belle giornate, perché lo scialpinismo qui è di casa e i posti finiscono in fretta. Da lì si calzano le pelli e si imbocca il percorso verso i dolci pendii del Col de Locia, sotto le pareti del Sasso della Croce.
Il punto di partenza si trova in zona Alta Badia. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Salita con le pelli da La Val
Si sale lungo il percorso segnalato tra prati e radure fino ai pendii sommitali del Col de Locia.
2. Discesa nella neve fresca
Si scende lungo gli stessi pendii, scegliendo la linea in base alle condizioni della neve.
Quando andare e meteo
La finestra giusta è quella del pieno inverno, tra gennaio e marzo, quando il manto è ormai assestato e i pendii offrono buona neve sia in salita sia in discesa. Le giornate subito dopo una nevicata regalano la polvere più bella, ma sono anche le più delicate dal punto di vista valanghivo, e qui leggere il bollettino non è un optional. Nei weekend di alta stagione si incrociano più persone anche fuori pista, mentre l'infrasettimanale resta tranquillo. Scegliere una fase di tempo stabile e muoversi al mattino aiuta a trovare neve trasformata al punto giusto, prima che il sole del pomeriggio la rammollisca.
Attrezzatura consigliata
- Sci da alpinismo con attacchi e pelli, più ramponcini per gli eventuali tratti gelati
- ARTVA, pala e sonda indosso, e soprattutto la mano per usarli sul serio
- Casco e maschera o occhiali per la discesa
- Vestizione a strati traspirante, un paio di guanti di ricambio e il guscio antivento
- Bollettino valanghe letto la sera prima e ricontrollato al mattino, meglio con una app di nivologia
- Thermos caldo, qualcosa da mangiare e una piccola dotazione di emergenza
Consigli utili
- Consulta il bollettino valanghe Dolomiti dell'Alto Adige e tara la gita sul grado di pericolo del giorno, non sul desiderio di salire
- Prima di partire fai il classico test di trasmissione e ricerca dell'ARTVA con tutto il gruppo
- Sui pendii aperti mantieni le distanze di sicurezza tra una persona e l'altra, sia salendo sia scendendo
- Usa i punti di riferimento dell'orizzonte, dal Sasso della Croce alle Conturines fino al Sella e alla Marmolada, per orientarti e valutare l'esposizione dei versanti
- Se non hai una base solida di neve e valanghe, qui in zona le guide alpine accompagnano lo scialpinismo: è il modo più sensato per partire
Domande frequenti
Cosa serve per fare sci alpinismo al Col de Locia?
Oltre all'attrezzatura da sci alpinismo (sci, pelli, ramponcini), sono indispensabili ARTVA, pala e sonda, la capacità di usarli e la valutazione del bollettino valanghe. In caso di dubbi, affidarsi a una guida alpina.
Il Col de Locia va bene come prima uscita di scialpinismo?
È un itinerario adatto a chi è alle prime esperienze ma ha già qualche base: i pendii sono ampi e non estremi, però bisogna saper sciare fuori pista e gestire il materiale di autosoccorso. Per una vera prima volta è meglio farsi accompagnare.
Quanto tempo serve per salire al Col de Locia con le pelli?
Per i circa 750 metri di dislivello si calcolano in media due ore e mezza o tre, molto dipende dalla traccia e dalla consistenza della neve. La discesa, ovviamente, vola via in una manciata di minuti.
Dove trovo il bollettino valanghe per questa zona della Val Badia?
Il riferimento è il bollettino valanghe Dolomiti dell'Alto Adige, aggiornato ogni giorno nella stagione invernale. Va sempre incrociato con le previsioni meteo per capire le condizioni reali della giornata.