Lo Sciliar, Schlern in tedesco, è la montagna simbolo dell'Alto Adige, quel bastione di roccia con i due torrioni che chiudono l'orizzonte sopra l'Alpe di Siusi. Questo itinerario punta dritto al suo altopiano sommitale e al Rifugio Bolzano, lo Schlernhaus, uno dei rifugi più antichi di tutto l'arco alpino. Si parte da Compatsch, a 1.844 metri, e la prima cosa che attraversi è la distesa di prati dell'Alpe, l'altopiano più vasto d'Europa, prima di cominciare a salire sul serio. Il dislivello sfiora gli 800 metri e la lunghezza non scherza. Quindi non è una passeggiata, è un'escursione vera, da fare con le gambe allenate.
Il cuore della salita è il Sentiero dei Turisti, il Touristensteig, che dalla Baita Saltner sale con pazienza fino al ripiano in cima. Il nome dice escursionisti esperti, ma la difficoltà sta tutta nella lunghezza e nel dislivello, non nell'esposizione. Niente passaggi attrezzati, niente tratti aerei: ti bastano piede fermo e un po' di abitudine alla montagna. Sul pianoro il paesaggio cambia di colpo: l'erba lascia il posto a roccette e dossi, e davanti si aprono i Denti di Terrarossa, le guglie rossastre che fanno da contrasto al grigio della dolomia. Da qui, in venti minuti, puoi aggiungere la breve salita al Monte Pez, a 2.563 metri il punto più alto dello Sciliar.
Il Rifugio Bolzano è uno di quei posti da vivere con calma, non solo da toccare di sfuggita. Spezza la salita in due giorni, dormi lassù, e ti prendi l'altopiano nelle sue ore migliori, all'alba e al tramonto, quando gli escursionisti di giornata se ne sono andati e resta solo il silenzio. Chi fa tutto in giornata deve invece partire presto, meglio con una delle prime cabinovie da Siusi, perché l'andata e ritorno è lunga e d'estate i temporali del pomeriggio in quota sono puntuali. Il pianoro è del tutto scoperto e battuto dal sole, quindi l'acqua non basta mai: riempi le borracce a Compatsch, perché in salita le fonti scarseggiano.
Come arrivare — Compatsch, Alpe di Siusi (1.844 m)
Si parte da Compatsch, a 1.844 metri, la porta dell'Alpe di Siusi. Di giorno l'altopiano è chiuso al traffico, quindi il modo più pratico è la cabinovia Alpe di Siusi, che da Siusi allo Sciliar ti porta a Compatsch in pochi minuti; l'auto la lasci ai parcheggi a valle della stazione. In alternativa ci sono gli autobus dedicati da Castelrotto e da Fie allo Sciliar. Prendere una delle prime corse fa la differenza, perché l'itinerario è lungo e ogni mezz'ora guadagnata al mattino te la giochi nel pomeriggio.
Il punto di partenza si trova in zona Alpe di Siusi (Seiser Alm). Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Salita al pianoro sommitale
Dall'alpe sali lungo il sentiero fino al ripiano in cima allo Sciliar.
2. Al Rifugio Bolzano
Tocchi il rifugio e fai un salto sul Monte Pez, il punto più alto.
Quando andare e meteo
La stagione buona va da giugno a ottobre, quando il pianoro in cima e il sentiero sono puliti dalla neve. A inizio estate qualche lingua di neve può resistere nei canaloni in ombra, mentre l'autunno ti dà aria limpida e una vista nitidissima sui Denti di Terrarossa e sul Catinaccio. È un percorso da escursionisti esperti, con quasi 800 metri di dislivello: parti all'alba per essere in vetta prima dei temporali pomeridiani, che d'estate qui non perdonano. I tratti aperti del pianoro prendono tutto il sole, quindi nelle giornate calde l'acqua non basta mai.
Attrezzatura consigliata
- Scarponi da trekking con suola ben tassellata, il pianoro alterna roccette ed erba
- Bastoncini, utili sui quasi 800 metri di dislivello in salita e poi in discesa
- Abbigliamento a strati con guscio antivento e antipioggia: in quota il tempo gira in fretta
- Almeno un litro e mezzo d'acqua a testa, in salita le fonti scarseggiano
- Cappello, occhiali e crema solare per i lunghi tratti scoperti dell'altopiano
- Qualche euro o uno spuntino per la sosta al Rifugio Bolzano
Consigli utili
- Sali con una delle prime cabinovie: l'andata e ritorno è lunga e vuole un buon margine
- Pensa a dormire al Rifugio Bolzano, uno dei più antichi delle Dolomiti, per prenderti alba e tramonto sull'altopiano
- Dal rifugio aggiungi la breve salita al Monte Pez, a 2.563 metri il punto più alto dello Sciliar: venti minuti e ci sei
- Segui il sentiero dei turisti che passa dalla Baita Saltner, ben tracciato e senza difficoltà tecniche
- Guarda il meteo: il pianoro è scoperto e con i temporali non hai dove ripararti
- Riempi le borracce a Compatsch prima di partire, dopo non trovi acqua fino al rifugio
Rifugi e punti di sosta
- Rifugio Bolzano allo Sciliar (2457 m) — In cima allo Sciliar, uno dei rifugi più vecchi di tutte le Dolomiti. Dettagli →
Domande frequenti
Quanto è dura la salita allo Sciliar?
È tosta (EE): 700 m di dislivello e parecchi chilometri, serve gamba. Se vuoi spezzarla, dormi al Rifugio Bolzano e finisci il giorno dopo.
Quanto tempo serve per salire allo Sciliar dall'Alpe di Siusi?
Per il solo Rifugio Bolzano metti in conto circa tre ore e mezza di salita lungo il sentiero dei turisti, e un po' meno per scendere. Con le soste e l'eventuale puntata al Monte Pez è una giornata piena: per i quasi 800 metri di dislivello serve buon allenamento.
Si può dormire al Rifugio Bolzano?
Sì. Il Rifugio Bolzano (Schlernhaus) è uno dei più antichi dell'arco alpino e ti dà il pernottamento. Spezzare la salita in due giorni rende tutto più umano e ti regala l'altopiano nelle ore migliori, all'alba e al tramonto, quando i pochi rimasti se ne sono andati.
Il sentiero per il Rifugio Bolzano è pericoloso?
No. È per escursionisti esperti soprattutto per la lunghezza e il dislivello, non per l'esposizione. Non ci sono passaggi attrezzati: ti servono piede fermo, gambe allenate e un po' di abitudine alla montagna, senza attrezzatura da ferrata.