La ferrata delle Trincee è una delle vie attrezzate più celebri e dure delle Dolomiti, e corre lungo la cresta vulcanica del Padon, proprio di fronte al ghiacciaio della Marmolada. Non è roba per tutti: è un itinerario tecnicamente difficile, da escursionisti esperti con attrezzatura completa, che taglia una cresta tutta torri, pinnacoli e pareti verticali tra Porta Vescovo e il Passo Padon. Lungo il percorso tocchi le due cime principali della catena, la Mesola a 2.727 metri e la Mesolina a 2.642. E il nome dice già tutto: passa sopra postazioni, camminamenti e gallerie scavate durante la Prima Guerra Mondiale, su un fronte che fa parte della storia più dura di queste montagne.

Quello che la distingue dalle altre è la roccia. Qui non trovi la dolomia chiara e lavorata che c'è ovunque nel gruppo, ma una roccia vulcanica scura, abrasiva e povera di appigli, che ti chiede un buon lavoro di piedi e un po' di confidenza con l'arrampicata in aderenza. Il tratto più tosto è quello iniziale, quasi verticale sulla parete ovest della Mesola: è proprio questo che sconsiglia il percorso a chi ha poca esperienza, perché ti mette alla prova subito e va valutato con onestà prima di partire. Casco, imbragatura, kit da ferrata omologato e guanti non sono accessori, sono il minimo.

Il momento più bello è l'attraversamento della lunga galleria di guerra, circa trecento metri scavati nella roccia, con diramazioni e feritoie che si aprono di colpo sul panorama della Marmolada: qui la pila frontale è davvero obbligatoria. La finestra è stretta, da luglio a settembre, quando la cresta è libera da neve e ghiaccio residuo e gli impianti di Porta Vescovo girano. Parti presto e tieni d'occhio il cielo, perché la cresta della Mesola prende i fulmini e i temporali del pomeriggio sono frequenti, pericolosissimi quando sei appeso al cavo. Ma nelle giornate stabili il ghiacciaio della Marmolada proprio di fronte ripaga ogni fatica. Se hai dubbi su meteo o condizioni, una guida alpina della zona di Arabba è la scelta giusta.

Come arrivarePorta Vescovo / Arabba (2.478 m)

L'avvicinamento più comodo è da Arabba: dalla località sali con la funivia di Porta Vescovo fino a quota 2.478 metri, da cui raggiungi la cresta del Padon e l'attacco della ferrata. Arabba sta lungo la strada tra il Passo Pordoi e il Passo Campolongo, nel cuore del Sellaronda, e ci arrivi in auto dalla Val Badia, dalla Val di Fassa o dall'Agordino. In alternativa imbocchi l'itinerario dal versante del Passo Fedaia, da dove un sentiero segnato in rosso sale per un cinquecento metri prima dei primi cavi. Gli impianti tagliano un sacco di avvicinamento, ma controlla gli orari di apertura estivi: da lì dipende tutta la logistica.

Il punto di partenza si trova in zona Arabba e Marmolada. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.

Itinerario tappa per tappa

1. Avvicinamento da Porta Vescovo

Raggiungi l'attacco seguendo la cresta del Padon.

2. La ferrata e le gallerie

Percorri la cresta attrezzata e attraversi le gallerie scavate durante la guerra.

Quando andare e meteo

La finestra utile è stretta, da luglio a settembre, quando la cresta è libera da neve e ghiaccio residuo e gli impianti girano. La piena estate è il momento più sicuro: a inizio e fine stagione possono restare nevai nei canali e sui tratti in ombra, infidi su una roccia già di suo impegnativa. Parti presto e tieni d'occhio il cielo, perché la cresta della Mesola prende i fulmini e i temporali del pomeriggio qui sono frequenti e pericolosi quando sei appeso al cavo. Nelle giornate stabili il panorama sul ghiacciaio della Marmolada, proprio di fronte, ripaga ogni fatica.

Attrezzatura consigliata

  • Kit da ferrata completo con dissipatore omologato, niente improvvisazioni
  • Imbragatura e casco, obbligatori su tutta la cresta
  • Guanti da ferrata e scarponi robusti: la roccia vulcanica nera del Padon è abrasiva e ostica
  • Pila frontale carica per la lunga galleria di guerra, circa trecento metri al buio
  • Abbigliamento a strati con guscio antivento per la cresta esposta
  • Acqua, cibo e telefono carico per ogni evenienza

Consigli utili

  • È un percorso da escursionisti esperti: senza kit da ferrata e confidenza con i passaggi aerei lascialo stare
  • Tieni la pila a portata di mano: la galleria principale è lunga, con diramazioni e feritoie aperte sulla Marmolada
  • Parti con la prima funivia di Porta Vescovo e rientra prima del primo brontolio di temporale
  • Il tratto iniziale, quasi verticale sulla parete della Mesola, è il più duro: valutalo prima di partire
  • Se hai dubbi su esposizione, condizioni o meteo, affidati a una guida alpina della zona di Arabba

Domande frequenti

Serve la torcia per la ferrata delle Trincee?

Sì, portala. Il percorso passa dentro gallerie scavate durante la Grande Guerra e una pila frontale lì dentro fa la differenza.

Che difficoltà ha la ferrata delle Trincee?

È una ferrata dura, da escursionisti esperti con attrezzatura, su una cresta lunga ed esposta. Il punto più tosto è la parete iniziale, ripida e con pochi appoggi sulla nera roccia vulcanica. Ti servono esperienza, allenamento e attrezzatura completa: non è per principianti.

Quanto dura la ferrata delle Trincee sul Padon?

Tra avvicinamento, percorso attrezzato, attraversamento delle gallerie e rientro metti in conto almeno quattro ore e mezza, da gestire con un buon margine per essere fuori prima dei temporali del pomeriggio.

Perché si chiama ferrata delle Trincee?

Perché corre lungo postazioni, camminamenti e una lunga galleria scavati durante la Prima Guerra Mondiale sulla cresta della Mesola e della Mesolina, nel gruppo del Padon, proprio di fronte alla Marmolada. Quel fronte di guerra le dà il nome e un fortissimo valore storico.