Il Pralongià e l ampio altopiano erboso che si distende tra Corvara, La Villa e San Cassiano, un balcone soleggiato che molti chiamano l anfiteatro delle Dolomiti per il giro d orizzonte che regala. Salendo in sella si pedala su comode strade bianche tra pascoli e malghe, con il Gruppo del Sella che incombe alle spalle e il dente aguzzo del Sassongher a fare da guardiano sopra Corvara. E un terreno generoso, fatto di saliscendi morbidi piuttosto che di rampe cattive, dove la bici diventa un modo per allungare lo sguardo invece che una fatica fine a se stessa.
Il bello di questo anello e che si lascia addomesticare secondo le gambe del momento. Chi vuole godersi solo la parte alta carica la bici sulla cabinovia del Col Alt e si ritrova in pochi minuti intorno ai duemila metri, saltando lo strappo iniziale; chi ha voglia di pedalare se lo guadagna tutto, dislivello compreso. In quota la rete dei rifugi e fitta, dal Bioch al Pralongià passando per le tante utia ladine, e quasi ogni sosta diventa un pretesto per voltarsi a contare le cime, dalla Marmolada al Pelmo fino al Civetta allineati sull orizzonte.
L Alta Badia ha investito molto sulla mobilita dolce, e si vede: le stazioni di e-bike sharing punteggiano Corvara, La Villa, il Col Alt, Piz Sorega e Piz la Ila, e al Rifugio Pralongià c e perfino un punto di ricarica per non restare mai a piedi. Questo rende il giro davvero alla portata di molti, dalle coppie ai gruppi di amici, senza bisogno di essere ciclisti allenati. Resta un consiglio che vale per ogni uscita in quota, dosare l assistenza nella prima parte e tenere un occhio al cielo, perche sull altopiano i temporali del pomeriggio non chiedono permesso.
Come arrivare — Corvara (1.568 m)
La base naturale del giro è Corvara (1.568 m), che si raggiunge in auto salendo la Val Badia da Brunico oppure scollinando i passi dolomitici, il Campolongo da Arabba e il Gardena dalla Val Gardena. In paese non manca dove lasciare l'auto, anche se in piena estate i parcheggi a pagamento si riempiono presto, ed è facile trovare noleggi di e-bike se non si porta la propria. Il bello dell'altopiano del Pralongià è che lo si può addomesticare: caricando la bici sulla cabinovia del Col Alt o sulla Boè si arriva intorno ai 2.000 metri saltando la parte più ripida della salita. Da lì in poi si pedala su comode strade bianche con il Sella e il Sassongher sempre davanti.
Il punto di partenza si trova in zona Alta Badia. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Salita da Corvara al Pralongià
Si sale verso l'altopiano lungo strade forestali, eventualmente aiutandosi con la seggiovia.
2. Anello tra le malghe
Si percorre l'altopiano tra malghe e punti panoramici, prima della lunga discesa di rientro.
Quando andare e meteo
Le strade sterrate del Pralongià sono in condizioni buone più o meno da fine giugno a inizio ottobre, quando la neve è ormai sparita e le malghe in quota lavorano a pieno ritmo. Settembre resta il mio mese preferito: l'erba dell'altopiano vira al dorato, l'aria è limpida e le piste sono molto meno trafficate rispetto al cuore dell'estate. In luglio e agosto si incontra più gente, ma gli impianti girano tutti e accorciano la fatica. Vale la regola di sempre in Dolomiti, partire presto: i temporali del pomeriggio arrivano puntuali e su sterrato bagnato anche una discesa banale diventa scivolosa.
Attrezzatura consigliata
- E-bike o mountain bike ben revisionata, con freni a disco in ordine per le lunghe discese su sterrato
- Casco allacciato sempre, non è negoziabile su questi tracciati misti
- Batteria carica al 100 percento e, sui circa 550 metri di dislivello, la possibilità di ricaricare alla stazione del Rifugio Pralongià
- Guanti, occhiali e una giacca antivento, perché in cresta tira aria anche d'estate
- Borraccia o camelbak ben pieni e qualche barretta per le soste lunghe in quota
- Kit foratura con camera d'aria di scorta, leve e pompetta
Consigli utili
- Nella prima parte tieni l'assistenza su un livello basso, così la batteria ti accompagna fino al rientro senza sorprese
- Concediti una sosta al Rifugio Bioch e poi al Pralongià: sono i due balconi migliori sull'altopiano, con Sella, Marmolada, Pelmo e Civetta tutti in fila
- Il single track verso i prati di Störes è il tratto più divertente del giro, ma richiede mano ferma sui freni in discesa
- Sfrutta la rete di e-bike sharing dell'Alta Badia, con punti a Corvara, La Villa, Col Alt, Piz Sorega e Piz la Ila, per non restare mai a secco
- Controlla l'orario di chiusura degli impianti: caricare la bici in cabinovia ti regala energia per godere l'anello in quota invece di bruciarla in salita
Domande frequenti
Serve una e-bike per il giro del Pralongià?
Non è obbligatoria, ma i 600 m di dislivello rendono l'e-bike molto più accessibile. In alternativa si possono usare gli impianti di risalita abilitati al trasporto bici.
Dove noleggio una e-bike a Corvara per salire al Pralongià?
In Alta Badia i punti di noleggio sono numerosi, sia a Corvara sia nei paesi vicini come La Villa e San Cassiano, spesso con casco compreso nel prezzo. In luglio e agosto conviene prenotare il giorno prima, perché i modelli buoni vanno a ruba.
Quanto dura davvero l'anello del Pralongià in e-bike?
Pedalando in modo regolare si sta intorno alle tre ore e mezza effettive, a cui aggiungere le soste nelle malghe. Se si carica la bici in cabinovia per la salita iniziale, il giro si accorcia in modo sensibile.
Il percorso del Pralongià è adatto a chi non è un esperto di MTB?
In gran parte si tratta di ampie strade bianche, senza passaggi tecnici, quindi è alla portata di chi ha una preparazione di base. L'unico tratto da affrontare con un po' di attenzione è il single track di Störes, dove serve una buona gestione dei freni.