La Brigata Tridentina è una di quelle ferrate che gli appassionati conoscono a memoria, e non a caso: incastonata nella parete del Pisciadù, nel Gruppo del Sella, mette in fila tutto quello che si cerca in una via attrezzata. C'è la cascata che scroscia di fianco al cavo, ci sono i passaggi verticali sotto la Torre Exner e c'è il celebre ponte tibetano sospeso sul vuoto, il momento che resta più impresso a chi la percorre. Per questo è anche una delle più affollate delle Dolomiti, e in agosto bisogna fare i conti con le code.
L'avvicinamento dal Passo Gardena richiede circa 45 minuti sul sentiero 666, fino all'attacco riconoscibile dal salto d'acqua. La via si sviluppa poi con un primo tratto più dolce, una lunga traversata verso sinistra e un finale impegnativo nella conca sotto la parete sud della Torre Exner, dove il livello sale e conviene arrivare con le braccia ancora lucide. Si parla di una difficoltà media (EEA) ma di un dislivello complessivo che supera i mille metri: non è una ferratina da pomeriggio, ma un impegno di mezza giornata vera.
Il premio è il Rifugio Pisciadù, affacciato sul laghetto a 2.583 metri, dove fermarsi prima di rientrare. La discesa non rifà i tratti attrezzati: si scende su sentiero, in genere lungo la Val Setus verso il passo. Resta una via che chiede rispetto: kit omologato e controllato, casco, imbrago e, soprattutto, un occhio fisso sul bollettino. Con i temporali in arrivo non si sale e basta, perché il cavo metallico richiama i fulmini e la roccia bagnata diventa una trappola. Se non hai esperienza su ferrate di questo livello, la cosa più sensata è affidarsi a una guida alpina.
Come arrivare — Passo Gardena (2.121 m)
La ferrata Brigata Tridentina si raggiunge dall'ampio parcheggio lungo la SS243 tra Colfosco e il Passo Gardena, a circa 1.950 m, poco prima del valico salendo dall'Alta Badia. Si arriva in auto da Corvara e Colfosco oppure dal versante di Selva di Val Gardena, scollinando al Passo Gardena. Dal parcheggio si imbocca il sentiero 666 (segnalato anche come 29A), che in circa 45 minuti porta sotto la parete, all'attacco riconoscibile dalla cascata del Pisciadù. Gli spazi di sosta sono limitati e si riempiono prestissimo nei mesi caldi: arrivare all'alba è quasi un obbligo se non vuoi parcheggiare lontano e allungare l'avvicinamento.
Il punto di partenza si trova in zona Alta Badia. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Avvicinamento dal Passo Gardena
Dal Passo Gardena si segue il sentiero di avvicinamento fino all'attacco della ferrata, ai piedi delle pareti del Pisciadù.
2. La ferrata e il ponte tibetano
La progressione su cavo supera placche e diedri verticali fino al celebre ponte tibetano sospeso, prima del tratto finale verso la forcella.
3. Arrivo al Rifugio Pisciadù
Superata la forcella si raggiunge il Rifugio Pisciadù sul suo laghetto, ideale per una sosta prima del rientro.
Quando andare e meteo
Il periodo affidabile va da fine giugno a settembre, quando la parete è ormai sgombra dalla neve residua e le giornate sono lunghe. È una ferrata impegnativa (EEA) e molto battuta: in agosto si formano colli di bottiglia all'attacco e soprattutto sul ponte tibetano, perciò partire all'alba significa più sicurezza e meno attese sui passaggi esposti. Da evitare in modo categorico con temporali in arrivo: il cavo metallico richiama i fulmini e la roccia bagnata diventa una trappola. Guarda sempre il bollettino del mattino e, se il cielo non convince, rinuncia senza pensarci due volte: la montagna resta lì.
Attrezzatura consigliata
- Kit da ferrata omologato con dissipatore, controllato di recente
- Imbragatura e casco, non negoziabili su questa via
- Guanti da ferrata per non rovinarsi le mani sul cavo
- Scarponi con suola rigida e buon grip sulla roccia
- Giacca antivento e uno strato termico per la quota del Pisciadù
- Acqua a sufficienza e snack energetici per oltre 1.000 m di dislivello
Consigli utili
- Controlla nodi, moschettoni e usura del kit prima di mettere mano al cavo
- Sul ponte tibetano sotto la Torre Exner sali uno alla volta e lascia spazio a chi precede
- Se non hai esperienza su ferrate di questo livello, mettiti in cordata con una guida alpina
- Premiati con una sosta al Rifugio Pisciadù, sul laghetto a 2.583 m, prima del rientro
- Programma anche la discesa: il sentiero di rientro verso il Passo Gardena chiede tempo e gambe ancora lucide
- Calcola il dislivello vero, oltre i mille metri: non è una ferratina, ma una salita di mezza giornata
Rifugi e punti di sosta
- Rifugio Pisciadù (2585 m) — Rifugio nel cuore del Sella, arrivo della via ferrata Tridentina. Dettagli →
Domande frequenti
Che attrezzatura serve per la ferrata Tridentina?
Sono indispensabili imbragatura, set da ferrata omologato con dissipatore e casco. Sono consigliati guanti e scarponi con suola scolpita. Per chi è alle prime esperienze è opportuno affidarsi a una guida alpina.
La ferrata Tridentina è adatta ai principianti?
No. È classificata come impegnativa (EEA): richiede esperienza su ferrate, buona preparazione fisica e assenza di vertigini. I principianti dovrebbero iniziare da ferrate più facili o andare con una guida.
Quanto tempo richiede la ferrata Tridentina andata e ritorno?
Tra i 45 minuti di avvicinamento, la ferrata vera e propria con le code di alta stagione, la sosta al Rifugio Pisciadù e il rientro a piedi servono mediamente 5-6 ore. Meglio abbondare con il margine e tenere conto delle attese al ponte tibetano.
Si puo scendere dal Rifugio Pisciadù senza rifare la ferrata?
Sì, dal rifugio si rientra su un sentiero escursionistico che riporta verso il Passo Gardena senza ripercorrere i tratti attrezzati in discesa. Resta comunque un sentiero di montagna con qualche passaggio che chiede passo sicuro.
La ferrata Tridentina è adatta ai bambini?
Non è una via da prima esperienza: i tratti verticali sotto la Torre Exner, il ponte tibetano e la difficoltà EEA la rendono inadatta ai più piccoli. Ragazzi ben allenati, con kit della taglia giusta e accompagnati da adulti esperti o da una guida, possono affrontarla, ma con grande prudenza.