Isola linguistica germanofona ai piedi del Peralba, con le sue borgate di case in legno e le sorgenti del Piave.

Un po’ di storia

Sappada, Plodn nella parlata locale, sta a 1.245 metri all'estremità nord del Cadore, dove il Veneto tocca Friuli e Austria. È un'isola linguistica: qui si parla ancora un dialetto tedesco arcaico, il plodarisch, portato attorno all'anno Mille dai coloni arrivati dalla valle austriaca di Villgraten.

Il paese non è un abitato unico ma una fila di quindici borgate distese lungo la strada, ciascuna con il proprio nome antico. Le più vecchie conservano le case in legno di tipo blockbau, con i tronchi incastrati agli angoli e i ballatoi al sole. Sappada Vecchia, la borgata di Cima, è la parte più intatta e racconta come si viveva un tempo tra fienagione, boschi e lunghi inverni.

Poco sopra il paese, sotto il Monte Peralba, nascono le sorgenti del Piave. Il fiume che gli italiani chiamano sacro alla patria parte da qui, come un piccolo rivo tra i sassi. Fino al 2017 Sappada apparteneva alla provincia di Belluno in Veneto; poi, con un referendum, è passata al Friuli, ma resta legata al Comelico e alle Dolomiti che la circondano.

Cosa vedere

Domande frequenti

Cosa vedere a Sappada?

Le sorgenti del Piave sotto il Peralba, le borgate di legno di Sappada Vecchia con le case in tronchi incastrati e le cascate del Mühlbach. Vale anche una passeggiata tra le quindici borgate per sentire il dialetto tedesco locale.

Perché a Sappada si parla tedesco?

Perché è un'isola linguistica germanofona. Attorno all'anno Mille arrivarono coloni dalla valle austriaca di Villgraten, che portarono un dialetto tedesco arcaico, il plodarisch, ancora vivo tra gli abitanti.