Quando si parla di Catinaccio, prima o poi si finisce a parlare delle Torri del Vajolet. Sono quelle guglie sottili e ardite che spuntano sopra la valle come canne d'organo di roccia, una delle immagini più riconoscibili di tutte le Dolomiti, e l'escursione ai Rifugi del Vajolet serve proprio a portarti ai loro piedi. La base è Gardeccia, ampio pianoro sopra la Val di Fassa, da cui parte la salita vera verso il cuore del massiccio.

Dal pianoro si imbocca il sentiero 546, un tracciato largo e ben tenuto che sale con decisione fino ai Rifugi Preuss e Vajolet, a 2.243 metri. L'ultimo strappo, su ghiaia mossa, è il più faticoso del primo tratto, ma le viste continue sui rifugi e sulla parete sud del Catinaccio aiutano a tenere il ritmo. Chi ha gambe e tempo può proseguire verso il Rifugio Re Alberto, a 2.621 metri, proprio sotto le Torri: qui il sentiero 542 si fa ripido e attraversa qualche passaggio esposto e franoso, da affrontare con passo sicuro.

È un'escursione impegnativa, classificata EE, con circa settecento metri di dislivello dalla partenza fino alle Torri. Non serve il kit da ferrata, ma occhi aperti e gambe allenate sì, e non è il giro da proporre a bambini piccoli. Il consiglio è di partire presto, così da avere margine per la parte alta e per il meteo del pomeriggio, e di calcolare bene il rientro tenendo conto degli ultimi impianti da Ciampedie o Vigo. In alta stagione, chi vuole pernottare al Rifugio Vajolet farebbe bene a prenotare con largo anticipo.

Come arrivareGardeccia (1.949 m)

L'escursione ha come base Gardeccia, a 1.949 m, nel cuore del Catinaccio sopra la Val di Fassa. Si arriva in auto a Pera di Fassa o a Vigo di Fassa, da dove gli impianti di risalita portano verso Ciampedie e la zona del Pian Pecei; da lì si raggiunge Gardeccia a piedi in circa 40 minuti. La vecchia navetta sulla strada per Gardeccia non è più disponibile come un tempo, quindi la combinazione più comoda è impianti più breve tratto a piedi. Conviene verificare orari e modalità di funzionamento delle cabinovie dell'anno in corso, perché cambiano di stagione in stagione.

Il punto di partenza si trova in zona Val di Fassa. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.

Itinerario tappa per tappa

1. Da Gardeccia al Rifugio Vajolet

Si sale lungo la valle del Vajolet su sentiero ben tracciato fino al Rifugio Vajolet e al vicino Rifugio Preuss.

2. Salita alle Torri

Chi vuole prosegue su sentiero ripido verso il Rifugio Re Alberto, sotto le verticali Torri del Vajolet.

Quando andare e meteo

Il periodo giusto va da fine giugno a settembre, con i rifugi aperti e la salita libera dalla neve. Luglio e agosto offrono le condizioni più stabili ma anche la massima presenza di escursionisti diretti alle Torri del Vajolet. Settembre è perfetto per chi cerca aria più fresca e meno gente, ma le giornate si accorciano e al mattino in quota può già pizzicare il freddo. È un percorso impegnativo (EE) con circa 700 m di dislivello dalla partenza alle Torri: parti presto, così hai tempo per la parte alta e un margine sul meteo del pomeriggio.

Attrezzatura consigliata

  • Scarponi da trekking con suola ben scolpita per la salita sul 546
  • Bastoncini, preziosi sui tratti ripidi in salita e in discesa
  • Giacca antivento e uno strato caldo per la quota del Vajolet
  • Antipioggia e acqua a sufficienza per tutta la giornata
  • Occhiali da sole, cappello e crema solare

Consigli utili

  • Da Gardeccia segui il sentiero 546, una salita decisa ma su tracciato largo e ben tenuto, fino ai rifugi Preuss e Vajolet
  • Dal Vajolet valuta la salita ripida al Rifugio Re Alberto (2.621 m) sotto le Torri solo se hai gambe e tempo
  • Il tratto verso le Torri ha qualche passaggio esposto con cavi: non serve il kit da ferrata, ma occhi aperti sì
  • Calcola il rientro tenendo conto degli ultimi impianti di risalita da Ciampedie o Vigo
  • Usa i rifugi Vajolet e Preuss per una sosta prima di attaccare la parte alta
  • Sconsigliato con bambini piccoli: oltre Gardeccia la salita è faticosa ed esposta in alcuni punti

Rifugi e punti di sosta

  • Rifugio Vajolet (2243 m) — Storico rifugio nel cuore del Catinaccio, ai piedi delle celebri Torri del Vajolet. Dettagli

Domande frequenti

Si può arrivare ai Rifugi del Vajolet con i bambini?

Il tratto fino a Gardeccia è facile e raggiungibile in navetta; la salita successiva al Rifugio Vajolet è impegnativa (EE) e adatta a ragazzi allenati, non ai più piccoli.

Qual è la differenza tra il Rifugio Vajolet e il Rifugio Re Alberto?

Il Rifugio Vajolet sta alla base della valle del Vajolet, a circa 2.243 m, ed è la meta principale dell'escursione; il Rifugio Re Alberto è più in alto, a 2.621 m, proprio ai piedi delle Torri, e si raggiunge con una salita ripida aggiuntiva sul sentiero 542. Chi vuole le viste più ravvicinate sulle guglie prosegue fino a Re Alberto.

Si può pernottare al Rifugio Vajolet?

Sì, il Rifugio Vajolet offre pernottamento nella stagione di apertura ed è una base molto usata per esplorare il Catinaccio in più giorni. In alta stagione la prenotazione è praticamente obbligatoria.

Quanto tempo serve per arrivare al Rifugio Vajolet da Gardeccia?

Da Gardeccia, sul sentiero 546, servono indicativamente 45 minuti-1 ora per i rifugi Preuss e Vajolet, a seconda del passo. La salita alle Torri verso Re Alberto aggiunge circa un'ora ed è la parte più impegnativa del giro.