Nelle Dolomiti la strada non è solo il modo per arrivare: è metà del viaggio. I passi sono valichi d'alta quota che collegano una valle all'altra con tornanti scenografici, e per molti sono la vera esperienza dolomitica, quella che si fa con il motore acceso e il finestrino abbassato.
Ognuno ha il suo mezzo. C'è chi li affronta in auto con calma, chi ci porta la moto perché qui è il paradiso delle due ruote, e chi se li conquista in bici da corsa, pedalata dopo pedalata. La stessa salita cambia completamente a seconda di come la sali.
Questa guida ti aiuta a orientarti: il classico giro dei quattro passi, quali sono i più belli, come viverli in auto, in moto e in bici, e le cose pratiche che contano davvero, dalla ZTL estiva a quando conviene andare. Per i dati di ogni valico c'è la pagina dei passi dolomitici; per il resto, continua a leggere.
Il giro dei quattro passi: la Sellaronda su strada
L'itinerario classico è il giro attorno al gruppo del Sella, la Sellaronda su strada. Quattro passi in fila, Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo, per una cinquantina di chilometri che chiudi in mezza giornata, ma che cambiano panorama a ogni tornante.
Lo puoi girare in un senso o nell'altro, partendo da Arabba, dalla Val Gardena, dall'Alta Badia o dalla Val di Fassa: il bello è che il gruppo del Sella ti resta sempre al centro, un enorme castello di roccia attorno a cui giri. Ai valichi trovi rifugi dove fermarti a mangiare con vista.
Se hai tempo, allunga verso i passi vicini, il Falzarego e il Giau, e trasformi il giro in una giornata intera di strada tra le più belle d'Europa. Un consiglio da chi ci passa spesso: parti presto, perché in alta stagione i passi si intasano dopo metà mattina.
- Il giro: Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo attorno al Sella
- Lunghezza: una cinquantina di km, mezza giornata
- Partenza libera: Arabba, Val Gardena, Alta Badia o Val di Fassa
- Da aggiungere: Falzarego e Giau per la giornata intera
I passi più belli, uno per uno
Il Passo Pordoi, a 2.239 metri, è il più alto tra i passi asfaltati del gruppo del Sella e un mito del Giro d'Italia. Da qui la funivia sale al Sass Pordoi, il terrazzo panoramico che affaccia sulla Marmolada e su decine di gruppi. Poco sotto parte il sentiero del Viel del Pan, il balcone con la Regina di fronte per tutto il tempo.
Il Passo Sella regala la vista ravvicinata sul Sassolungo e sulla Città dei Sassi. Il Passo Gardena chiude l'anello verso l'Alta Badia, ai piedi delle torri del Sella. E poi c'è il Passo Giau, per molti il più scenografico di tutti, con i suoi tornanti e l'anfiteatro di cime che si apre in cima.
Non dimenticare il Falzarego, sopra Cortina, da cui la funivia sale al Lagazuoi tra gallerie e trincee della Grande Guerra, con le Cinque Torri poco distanti. Ogni passo ha il suo carattere: c'è quello severo, quello dolce, quello che toglie la parola all'ultima curva.
In moto: il paradiso delle due ruote
Per i motociclisti i passi dolomitici sono una specie di pellegrinaggio. Tornanti in serie, asfalto in buone condizioni e panorami che cambiano di continuo: d'estate incroci moto arrivate da mezza Europa, con la Germania e l'Austria in prima fila.
La strada, però, va rispettata. Sono valichi di montagna con dislivelli, curve cieche e traffico misto di auto, ciclisti e pullman. In discesa usa il freno motore per non surriscaldare i freni, tieni una guida pulita nei tornanti e fai attenzione ai ciclisti, numerosissimi. La velocità non serve: qui si va piano per guardarsi intorno.
Occhio anche ai controlli e ai rumori: negli ultimi anni le lamentele per le moto troppo rumorose sui passi hanno portato a più verifiche. Goditi la guida senza esagerare, è la maniera giusta di viverli.
In bici da corsa: le salite dei campioni
Chi ama la bici da corsa qui trova le salite che fanno la storia del ciclismo. Pordoi, Sella, Gardena e Giau sono nomi che i ciclisti si raccontano, e ogni tornante è una piccola conquista.
Il momento clou sono le giornate a misura di ciclista, quando alcuni passi vengono chiusi alle auto e lasciati alle sole biciclette, come il Sellaronda Bike Day. E c'è la Maratona dles Dolomites, la granfondo dell'Alta Badia che ogni anno raduna migliaia di appassionati.
Se vuoi entrare nel dettaglio di ciclabili, e-bike e salite, dai un'occhiata alla guida su come andare in bici nelle Dolomiti.
La ZTL e le prenotazioni: attenzione prima di partire
C'è una novità che conviene conoscere. Da qualche anno i passi più affollati del gruppo del Sella, Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo, possono avere accessi regolamentati in alcune giornate e fasce orarie estive, per gestire il traffico e ridurre l'inquinamento. In certi casi serve una prenotazione online per salire in auto o in moto.
Le regole cambiano ogni anno e non valgono per tutti i passi allo stesso modo, quindi la cosa più furba è verificare prima di partire cosa è previsto per la stagione in corso e per il valico che ti interessa. Trovare il passo chiuso o dover prenotare all'ultimo è una seccatura evitabile.
Per orientarti tra spostamenti, orari e organizzazione, è utile la guida pratica del sito.
Dove fermarsi: soste, panorami e rifugi di valico
Il bello dei passi è che invitano a fermarsi. Su quasi ogni valico c'è un rifugio o una baita dove prendere fiato e mangiare qualcosa con la vista che vale il viaggio. Il Sass Pordoi e il Lagazuoi si raggiungono con la funivia direttamente dai passi, e in pochi minuti ti ritrovi a oltre 2.700 metri.
Le soste più belle sono spesso quelle brevi: il sentiero del Viel del Pan dal Pordoi, il giro tra le trincee al Lagazuoi dal Falzarego, la terrazza in cima al Giau. Passeggiate di pochi minuti o poche ore che trasformano un giro in auto in un ricordo.
Se pianifichi il giro, alterna guida e soste: un passo, una camminata corta, un caffè in rifugio. È così che i passi dolomitici danno il meglio.
Quando andare (e quando evitare)
I passi d'alta quota sono aperti in genere da fine primavera a metà autunno, più o meno da giugno a ottobre. D'inverno diversi valichi chiudono per neve, mentre altri restano aperti perché servono i comprensori sciistici. A inizio e fine stagione controlla sempre lo stato delle strade.
In piena estate i passi sono splendidi ma trafficati, soprattutto a metà giornata e nei fine settimana. Le ore migliori sono le prime del mattino e quelle del tardo pomeriggio, quando la luce è morbida e la strada più libera. Settembre, come per il resto delle Dolomiti, unisce clima gradevole e meno gente.
Per scegliere il periodo in base a quello che cerchi, c'è la guida su quando andare nelle Dolomiti.
Domande frequenti
Quali sono i passi più belli delle Dolomiti?
Tra i più celebri ci sono il Passo Pordoi (il più alto del gruppo del Sella, con la funivia al Sass Pordoi), il Passo Sella con il Sassolungo di fronte, il Passo Gardena, il Passo Falzarego sopra Cortina con il Lagazuoi e la storia della Grande Guerra, e il Passo Giau, per molti il più scenografico con i suoi tornanti.
Quanto dura il giro dei quattro passi (Sellaronda in auto)?
Il giro attorno al gruppo del Sella (Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo) è di una cinquantina di chilometri e si percorre in mezza giornata, ma conviene mettere in conto più tempo per le soste e i panorami. Puoi partire da Arabba, dalla Val Gardena, dall'Alta Badia o dalla Val di Fassa.
Serve la prenotazione per salire ai passi dolomitici?
Da qualche anno i passi più affollati del gruppo del Sella possono avere accessi regolamentati in alcune giornate e fasce orarie estive, con prenotazione online in certi casi. Le regole cambiano ogni anno e non valgono per tutti i passi allo stesso modo: verifica sempre prima di partire per la stagione in corso.
I passi si possono fare in moto e in bici?
Sì. I passi dolomitici sono un paradiso per i motociclisti, con tornanti e asfalto in buone condizioni, e una meta storica per i ciclisti su strada. In alcune giornate estive certi passi vengono chiusi alle auto e lasciati alle biciclette, come il Sellaronda Bike Day.
Quando aprono e chiudono i passi delle Dolomiti?
I passi d'alta quota sono di solito aperti da giugno a ottobre. D'inverno alcuni chiudono per neve, mentre altri restano aperti per servire i comprensori sciistici. A inizio e fine stagione conviene controllare lo stato delle strade prima di mettersi in viaggio.