Il 7 agosto 2026 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso con impegni l'istruttoria aperta nel luglio 2025 nei confronti del Federconsorzio Dolomiti SuperSki e dei dodici Consorzi di valle che ne fanno parte.

Per chi ha sciato sulle Dolomiti fra il 2022 e il 2025 la notizia si riassume in una cifra: trenta milioni di euro fra voucher sconto e rimborsi diretti. La piattaforma per chiederli ha aperto il 15 ottobre 2026, e il primo giorno è andata come va di solito: code virtuali di quattro o cinque ore e gente che rinunciava.

Il 20 ottobre alle 10.46 siamo andati a misurarla: la coda c'è ancora, ma l'attesa dichiarata è di un minuto. Chi aveva lasciato perdere può riprovare adesso.

E poi c'è la cosa che quasi nessuno ha letto, perché sta nel regolamento e non nel comunicato: se non riesci a dimostrare che tipo di skipass avevi comprato, perdi il rimborso in contanti e il buono ti viene calcolato su una frazione della spesa. Ad Arabba quella frazione è l'8,12%. Qui sotto c'è la tabella con tutti e dodici i comprensori.

Cosa ha deciso l'Antitrust

L'istruttoria riguardava due possibili restrizioni della concorrenza previste dallo statuto federconsortile: la definizione, dentro il Federconsorzio, del prezzo degli skipass dei Consorzi di zona, e i limiti alla vendita degli skipass di valle attraverso soggetti terzi. In sostanza: chi decideva i prezzi delle singole valli, e dove si potevano vendere.

Il Federconsorzio e i dodici Consorzi hanno risposto con due impegni. Il primo è strutturale: rimuovere, anche modificando lo statuto, qualsiasi forma di coordinamento futuro sulle politiche di prezzo e di distribuzione degli skipass vallivi. Il secondo è economico: misure di ristoro per i consumatori.

L'Autorità ha ritenuto queste misure idonee ad attenuare gli eventuali effetti negativi sugli sciatori e ha chiuso il procedimento accogliendo gli impegni, il cui testo integrale è pubblicato. Da notare: chiudere con impegni non equivale a un accertamento di illecito, è un istituto diverso.

Chi ne ha diritto

Rientrano i consumatori che hanno acquistato skipass vallivi, giornalieri o pluri-giornalieri, nelle stagioni 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, dal Federconsorzio o dai dodici Consorzi aderenti.

L'elenco dei Consorzi coinvolti conta, perché dice se la tua valle rientra. Sono: Cortina d'Ampezzo, San Vito di Cadore e Auronzo-Misurina; Plan de Corones; Alta Badia; Val Gardena e Alpe di Siusi; Val di Fassa e Carezza; Alpe Lusia e San Pellegrino; Civetta; Arabba e Marmolada; 3 Zinnen Dolomites; Val di Fiemme e Obereggen; San Martino di Castrozza e Passo Rolle; Rio Pusteria e Bressanone.

Sono i dodici comprensori che formano il circuito, quindi in pratica chiunque abbia sciato sulle Dolomiti in quelle tre stagioni con uno skipass di valle è potenzialmente interessato.

Voucher al 30% o rimborso al 20%: cosa conviene

I trenta milioni si dividono in diciotto milioni di voucher sconto e dodici milioni di rimborsi diretti. Chi ha diritto potrà scegliere fra un voucher pari al 30% della spesa precedente, spendibile su acquisti futuri, e un rimborso diretto pari al 20% di quanto speso.

La scelta sembra ovvia e non lo è. Su una spesa di 500 euro il voucher vale 150 euro, il rimborso 100. Il voucher conviene di cinquanta euro, ma solo a una condizione: che tu torni a sciare lì e spenda abbastanza da usarlo tutto.

Se sei un abitué delle Dolomiti il voucher è denaro. Se ci sei stato una volta in vacanza e non hai in programma di tornare, cinquanta euro in più di uno sconto che non userai valgono zero, e i cento euro in contanti valgono cento euro. È una differenza che pesa soprattutto sui visitatori stranieri e occasionali, che sono una parte consistente di chi compra questi skipass.

  • Voucher: 30% della spesa, utilizzabile su acquisti futuri
  • Rimborso diretto: 20% della spesa, in denaro
  • Su 500 euro spesi: 150 euro di voucher contro 100 euro di rimborso
  • Il voucher conviene solo se tornerai e lo userai per intero

La piattaforma è aperta, e la coda si è sgonfiata

Le domande si presentano solo online, su benefits.dolomitisuperski.com, che porta alla piattaforma del negozio. Il regolamento è esplicito su questo punto e vale la pena saperlo prima di perdere tempo: le richieste arrivate per email, per posta ordinaria, per PEC o con un atto giudiziale non sono valide e possono essere scartate senza che nessuno ti avvisi.

Il 15 ottobre, giorno di apertura, è andata male. Davanti alla piattaforma c'è una coda virtuale, e quel giorno dichiarava fra le quattro e le cinque ore di attesa. Dolomiti Superski lo ha ammesso dicendo di aver ricevuto troppe richieste e di stare lavorando ad aumentare la capacità, e ha consigliato di riprovare più tardi.

Il 20 ottobre alle 10.46 siamo andati a vedere com'è adesso. La coda c'è ancora, il sistema la dichiara apertamente, ma l'attesa stimata è di un minuto. Abbiamo ricontrollato alle 10.47 per non riportare un caso isolato: stessa cifra. Chi si era arreso la settimana scorsa, oggi entra.

Per fare domanda serve registrarsi o entrare nella propria area MyDolomiti, accettare il regolamento, scegliere fra rimborso e buono e, dove la verifica automatica non basta, caricare i documenti. Se la piattaforma chiede un'integrazione hai quindici giorni naturali per rispondere: passati quelli la domanda è rigettata e l'importo che ti era stato messo da parte torna disponibile per gli altri.

  • Solo dal portale: email, PEC, raccomandata e atti giudiziali non valgono
  • 15 ottobre: coda dichiarata di 4-5 ore
  • 20 ottobre, ore 10.46 e 10.47: coda dichiarata di 1 minuto
  • Quindici giorni per rispondere a una richiesta di integrazione, poi si decade

Il numero dello skipass vale fino a centoquaranta euro

Questa è la parte che cambia il conto in tasca e che sta solo nel regolamento, all'articolo 8. Se dimostri di aver comprato uno skipass in un comprensorio ma non riesci a dimostrare di che tipo fosse, succedono due cose insieme: perdi la possibilità di scegliere il rimborso in denaro, e il buono non viene calcolato su quello che hai speso.

Viene calcolato su una percentuale della spesa, e quella percentuale è il rapporto fra gli skipass di valle venduti e il totale venduto da quel consorzio nelle tre stagioni. Il regolamento la pubblica comprensorio per comprensorio, ed è un dato che non si trova da nessun'altra parte.

Le differenze sono enormi. Ad Arabba e Marmolada è l'8,12%: su 500 euro spesi, il buono si calcola su 40,60 euro e vale dodici euro. A San Martino di Castrozza e Passo Rolle è il 97,52%: sugli stessi 500 euro il buono ne vale quasi centocinquanta. In mezzo c'è tutto il resto.

Tradotto: ritrovare il numero della tessera, o una ricevuta che dica che skipass era, può valere dai dodici ai centoquaranta euro a seconda di dove hai sciato. È il quarto d'ora meglio speso di questa procedura.

  • San Martino di Castrozza e Passo Rolle: 97,52%
  • Fiemme e Obereggen: 90,26%
  • Rio Pusteria e Bressanone: 86,94%
  • 3 Zinnen Dolomites: 85,77%
  • Civetta: 84,61%
  • Alpe Lusia e San Pellegrino: 81,33%
  • Plan de Corones: 73,41%
  • Cortina d'Ampezzo: 73,31%
  • Val Gardena e Alpe di Siusi: 28,34%
  • Alta Badia: 18,03%
  • Val di Fassa e Carezza: 14,86%
  • Arabba e Marmolada: 8,12%

Quelle percentuali dicono anche un'altra cosa

Sono nate per calcolare un buono, ma di fatto sono una fotografia che nessuno aveva mai pubblicato: dicono dove la gente compra lo skipass di una valle sola e dove compra il circuito intero.

Nei quattro comprensori attorno al Sella, Arabba, Alta Badia, Val di Fassa e Val Gardena, lo skipass di valle è una minoranza netta: fra l'8 e il 28 per cento delle vendite. Ha senso, perché da lì si fa la Sellaronda e per farla serve il pass di tutto il circuito.

Ai bordi è il contrario. A San Martino, in Val di Fiemme, a Rio Pusteria e in Civetta lo skipass di valle è fra l'80 e il 97 per cento: chi scia lì scia lì, e il circuito non lo usa.

È anche il motivo per cui i trenta milioni non si distribuiscono in parti uguali: i fondi sono dodici plafond separati per consorzio, con una ripartizione che il regolamento stesso definisce non paritaria.

Primo arrivato primo servito, e i fondi non sono un unico salvadanaio

Il criterio è dichiarato ed è first come, first served. Non c'è una scadenza per presentare domanda, e all'inizio sembra una buona notizia: in realtà significa che a decidere non è il calendario ma la capienza residua del fondo giusto nel momento in cui la tua domanda viene validata.

I fondi sono separati e stagni. Dodici plafond per i rimborsi, uno per consorzio, e dodici per i buoni, a loro volta divisi in tre tranche annuali per le stagioni 2026/27, 2027/28 e 2028/29. Fanno quarantotto salvadanai distinti, e il regolamento vieta di spostare soldi da uno all'altro: se finisce quello del tuo comprensorio, la domanda viene rigettata e non si può pretendere niente.

La divisione dei diciotto milioni di buoni in tre tranche annuali è il dettaglio che ribalta la lettura di tutti. Adesso non ci sono diciotto milioni disponibili: c'è la quota di questa stagione. È scritto nel regolamento all'articolo 9, e non l'abbiamo visto riportato da nessuna parte.

Un pezzo buono c'è, ed è in fondo al regolamento: i soldi non utilizzati non tornano ai consorzi. I buoni non spesi entro la stagione 2028/29 fanno riaprire il portale nelle stagioni successive, e i rimborsi avanzati confluiscono nel fondo buoni dello stesso consorzio. In un modo o nell'altro devono arrivare ai consumatori.

Perché le associazioni dei consumatori non sono soddisfatte

Assoutenti, che era intervenuta nel procedimento, ha espresso forte delusione per la decisione di accogliere gli impegni, parlando di «rimborsi a ostacoli e consumatori beffati».

Il presidente Gabriele Melluso contesta soprattutto il doppio binario fra voucher e rimborso in denaro, sostenendo che si tratti di un meccanismo che penalizza il consumatore e che non garantisce un ristoro equo.

È una critica che va riportata perché tocca esattamente il punto che sollevavamo sopra: due strumenti presentati come alternativi hanno valore molto diverso a seconda di chi sei, e la platea che ne esce peggio è quella meno organizzata per farsi sentire.

Il 15 ottobre, davanti alle code del primo giorno, Assoutenti è tornata alla carica chiedendo di «azzerare del tutto l'intera procedura avviata» e di far ripartire le domande «solo quando la piattaforma sarà in grado di garantire il servizio ai cittadini». Melluso l'ha chiamato un flop annunciato e ha parlato di pesanti discriminazioni verso chi non riesce ad accedere per primo.

Su quest'ultimo punto ha ragione sul meccanismo: con il primo arrivato primo servito, un'ora di coda non è un fastidio, è una posizione in classifica. Resta che cinque giorni dopo la coda dichiarata era di un minuto, quindi il danno, per chi è ancora in tempo, si è rivelato più piccolo di quanto sembrasse il primo giorno. Le due cose stanno insieme: il meccanismo è discutibile e la finestra non si è chiusa.

Cosa faremo noi, e perché possiamo dirlo

Su questa vicenda ci sono due cose da seguire nel tempo, e le seguiremo entrambe.

La prima è la procedura, che adesso è aperta. Continuiamo a controllarla ogni settimana e a segnare in testa la data dell'ultimo aggiornamento. La cosa che guarderemo più da vicino è la capienza residua dei fondi: la piattaforma la mostra in tempo reale, e con quarantotto salvadanai separati il momento in cui qualcuno si svuota è una notizia vera per chi deve ancora fare domanda.

La seconda è più interessante e nessuno la farà. Gli impegni non riguardano solo i rimborsi: c'è la rimozione del coordinamento sui prezzi e la stabilizzazione di alcune promozioni per le successive cinque stagioni invernali, per circa venti milioni. Cinque stagioni sono lunghe, e un impegno vale quanto la verifica che lo accompagna.

Noi il prezzo dello skipass giornaliero lo registriamo già nel nostro archivio dei dati verificati, con la data di ogni rilevazione. Da questa stagione lo faremo sapendo cosa cercare: se il coordinamento è davvero finito, i prezzi delle singole valli dovrebbero cominciare a divergere fra loro. Se non divergeranno, avremo i numeri per dirlo.

Nel frattempo, la nostra guida allo skipass Dolomiti Superski resta il punto di partenza per capire come funziona il sistema delle valli e del super-skipass.

Le fonti

La fonte primaria di questo articolo è il comunicato stampa dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del 7 agosto 2026, provvedimento I877-I877B, di cui sono pubblici sia il testo integrale sia il formulario degli impegni, da cui provengono tutte le cifre, l'elenco dei Consorzi e le condizioni dei ristori.

Le posizioni di Assoutenti sono riprese dalle dichiarazioni del presidente Gabriele Melluso riportate dalla stampa nazionale il 7 agosto 2026.

Questa pagina è stata scritta il 7 agosto 2026 e aggiornata il 16 settembre e il 20 ottobre 2026.

Le dodici percentuali, le tranche annuali dei fondi buoni, i quindici giorni per l'integrazione documentale, il divieto di presentare domanda fuori dal portale e il destino dei fondi non spesi vengono tutti dal Regolamento ufficiale dell'iniziativa, il PDF di otto pagine linkato in testa a questa pagina, letto il 20 ottobre 2026. È un documento pubblico che quasi nessuno ha aperto: le testate hanno ripreso il comunicato e la pagina vetrina.

I tempi di attesa del 15 ottobre e la richiesta di Assoutenti di azzerare la procedura vengono dalla stampa locale e nazionale di quel giorno. L'attesa di un minuto del 20 ottobre l'abbiamo misurata noi, alle 10.46 e di nuovo alle 10.47, sulla coda virtuale che la piattaforma mostra prima dell'accesso.

Se trovi un'informazione nuova prima di noi, scrivicelo.

Domande frequenti

Chi ha diritto ai rimborsi sugli skipass Dolomiti Superski?

Chi ha acquistato skipass vallivi, validi per un solo comprensorio da 1 a 31 giorni, nelle stagioni 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, in uno dei dodici comprensori del circuito, da Cortina a Bressanone. Sono esclusi gli skipass Dolomiti Superski, gli stagionali e formule come Superski Family, Superdays e Ikon Pass.

Quanto si può ottenere?

Si sceglie fra un voucher sconto pari al 30% della spesa precedente, utilizzabile su acquisti futuri, e un rimborso diretto pari al 20% di quanto speso. Il totale stanziato è di 30 milioni di euro: 18 in voucher e 12 in rimborsi.

Conviene il voucher o il rimborso?

Dipende soprattutto da una cosa: se tornerai a sciare lì. Su 500 euro spesi il voucher vale 150 euro e il rimborso 100, ma il voucher vale quella cifra soltanto se lo userai per intero. Per chi c'è stato una volta sola, il rimborso in denaro è quasi sempre la scelta migliore, a meno di non cedere il buono, che non è nominativo, a qualcuno che scia in quel comprensorio entro la stagione 2028/29.

Come si fa domanda?

Solo online, da benefits.dolomitisuperski.com, registrandosi o entrando nell'area MyDolomiti. Le richieste mandate per email, PEC, posta o con un atto giudiziale non sono valide. La domanda la presenta chi ha usato lo skipass, non il tour operator, e dopo l'invio non si cambia più né la scelta fra buono e rimborso né il comprensorio del buono.

C'è ancora la coda per entrare?

Sì, ma non è più quella del primo giorno. Il 15 ottobre l'attesa dichiarata era di quattro o cinque ore. Il 20 ottobre alle 10.46 e di nuovo alle 10.47 l'abbiamo misurata noi: un minuto. Chi aveva rinunciato la settimana scorsa può riprovare.

Che documenti servono?

Il numero dello skipass oppure una prova di pagamento, come una ricevuta o un estratto conto. Valgono anche il codice WTP della MyDolomitiCard e il codice della tessera Telepass. Se lo skipass era compreso in un pacchetto, la prova di pagamento deve indicarne il prezzo a parte.

Cosa succede se non trovo il numero dello skipass?

Perdi due cose. Non puoi più scegliere il rimborso in denaro, e il buono non si calcola su quello che hai speso ma su una percentuale, pari al peso degli skipass di valle sulle vendite totali di quel comprensorio. Va dall'8,12% di Arabba e Marmolada al 97,52% di San Martino e Passo Rolle: su 500 euro spesi la differenza è fra dodici euro e quasi centocinquanta.

C'è una scadenza per fare domanda?

No, e proprio per questo conta la fretta. Il criterio è primo arrivato primo servito e i fondi sono quarantotto plafond separati, dodici per i rimborsi e dodici per i buoni divisi in tre tranche annuali. Quando finisce quello del tuo comprensorio la domanda viene rigettata, e i soldi non si spostano da un consorzio all'altro.

Ho comprato lo skipass con il gruppo sportivo, posso chiedere il rimborso?

Sì, in deroga. Negli acquisti collettivi di soli skipass fatti da gruppi organizzati, associazioni sportive o federazioni, la domanda può presentarla chi ha comprato per tutti, a patto di provare l'acquisto collettivo, dichiarare che trasferirà i benefici agli effettivi acquirenti e assumersene la responsabilità. Non vale se l'acquisto era dentro un pacchetto con altri servizi.

Dolomiti Superski è stata condannata?

No. L'Autorità ha chiuso il procedimento accogliendo gli impegni proposti, che è un istituto diverso dall'accertamento di un illecito. Gli impegni comprendono la rimozione del coordinamento sui prezzi degli skipass di valle e le misure di ristoro per i consumatori.