Laghetto di Fie e castelli della zona
Un laghetto balneabile ai piedi dello Sciliar, tra i più puliti d'Italia, e i manieri storici che presidiano la conca, su tutti Castel Presule.
Valle per valle, le attrazioni che valgono il viaggio nelle Dolomiti: cime, laghi, altopiani, cascate e punti panoramici, con cosa vedere e come arrivare in ognuna.
Un laghetto balneabile ai piedi dello Sciliar, tra i più puliti d'Italia, e i manieri storici che presidiano la conca, su tutti Castel Presule.
Dall'altopiano si aprono alcune delle viste più celebri delle Dolomiti: il profilo del Sassolungo a ovest e la muraglia del Catinaccio che al tramonto si accende.
Il più vasto altopiano alpino d'Europa: 57 chilometri quadrati di prati ondulati, punteggiati da baite e malghe in legno, tra lo Sciliar e il Sassolungo.
La montagna simbolo dell'Alto Adige: il bastione piatto dello Sciliar con le due torri del Santner e dell'Euringer, e poco oltre le guglie dei Denti di Terrarossa.
L'altopiano-belvedere dell'Alta Badia tra Corvara e San Cassiano, un mare di prati ondulati con il Sella, il Sassongher e la Marmolada sempre in vista.
Il villaggio rurale di La Val e i celebri prati di Armentara, mare di fiori ai piedi del Sasso di Santa Croce, tra gli angoli più autentici dell'Alta Badia.
Una delle ferrate più amate del Sella, con un ponte tibetano sospeso nel vuoto, che porta al Rifugio Pisciadù e al suo laghetto d'alta quota.

La piramide rocciosa che svetta solitaria sopra Corvara e Colfosco, montagna simbolo dell'Alta Badia e belvedere a 360 gradi sulle Dolomiti.
La Regina delle Dolomiti, con il suo ghiacciaio e la terrazza di Punta Rocca a oltre 3.200 metri.

Il museo più alto d'Europa, sospeso a tremila metri, racconta la guerra combattuta dentro il ghiacciaio.
Il valico chiave del Sellaronda, crocevia di sciatori e ciclisti, con la funivia per la Terrazza delle Dolomiti.
Il balcone panoramico per eccellenza sulla Marmolada, l'antica via del pane tra Pordoi e Fedaia.
Una gola stretta scavata dal torrente Pettorina, con pareti alte e cascate, tra il borgo di Sottoguda e Malga Ciapela ai piedi della Marmolada.
Una selva di guglie, torri e campanili affilati: lo stadio estremo dell'erosione dolomitica e uno dei soggetti fotografici più amati delle Dolomiti.
La perla del Cadore: un lago alpino a 1.754 metri, dall'aria celebre per la sua purezza, incorniciato dai Cadini e a un passo dalle Tre Cime.

Il lago turchese lungo due chilometri che attraversa Auronzo di Cadore, cuore della vita estiva del paese tra spiagge, sport acquatici e passeggiate.
Un altopiano dove caddero circa 14.000 soldati tra il 1915 e il 1917, oggi grande museo all'aperto con trincee, gallerie e camminamenti recuperati.
Le frazioni storiche di Sappada, con le tipiche case in legno blockbau, cuore di un isola linguistica germanofona inserita tra i Borghi più belli d'Italia.
Le cascatelle del rio Muhlbach, con un salto di una ventina di metri tra le rocce, raggiungibili con una breve passeggiata fresca e ombrosa.
Le cime selvagge che chiudono il Comelico a nord, dalla Croda Rossa di Sesto alla Cima Undici: regno di alpinismo, vie ferrate e memorie della Grande Guerra.
In Val Sesis, ai piedi del Monte Peralba, sgorga il fiume sacro alla Patria: una meta carica di valore simbolico in una conca alpina silenziosa.
Un gruppo di torri rocciose dalle linee quasi perfette sopra Cortina, palestra di arrampicata e grande museo all'aperto della Prima Guerra Mondiale.
Uno dei laghi più celebri delle Dolomiti, dall'incredibile colore turchese, in un anfiteatro selvaggio dominato dalla guglia del Dito di Dio.
Il rifugio più alto di Cortina, con quella che molti considerano la terrazza panoramica più bella delle Dolomiti e le gallerie scavate durante la Grande Guerra.
Il gruppo simbolo di Cortina, salito in pochi minuti dalla storica funivia Freccia nel Cielo fino all'anfiteatro lunare di Ra Valles e alla Cima Tofana.
Un immenso deserto di roccia in quota, raggiungibile in funivia, che ispirò Il deserto dei Tartari di Buzzati.
Il punto panoramico più iconico delle Pale, con il laghetto che riflette il Cimon della Pala.
Il Cervino delle Dolomiti, vetta simbolo delle Pale, scalato per la prima volta nel lontano 1870.
Una delle valli più dolci delle Dolomiti, con le sorgenti del Travignolo e le malghe ai piedi delle Pale.
Un altopiano d'alta quota punteggiato di laghetti e pascoli, cuore delle leggende ladine del regno dei Fanes.
Salti d'acqua scenografici incassati in una gola boscosa lungo la salita verso l'altopiano di Fanes.
Un laghetto di montagna e i prati fioriti del Parco Fanes-Senes-Braies, tra cascate, marmotte e silenzio.
La montagna panoramica simbolo della Val Pusteria, con due musei in quota e un panorama che gira a 360 gradi.
La cresta più fotografata delle Dolomiti: le Odle che si impennano sopra i pascoli del Seceda, a poca distanza dall'arrivo della funivia sopra Ortisei.
Il salotto pedonale della Val Gardena, dove la cultura ladina e la grande tradizione dell'intaglio in legno convivono tra portici, botteghe e caffè.
L'anello classico attorno al Sassolungo e al Sassopiatto, con partenza dal Passo Sella e un susseguirsi di rifugi storici nel cuore delle Dolomiti.
Il capoluogo della Val Gardena: centro pedonale, botteghe di intaglio del legno e gli impianti che ti portano in pochi minuti sul Seceda e sull'Alpe di Siusi.
Una valle ampia e quasi pianeggiante alle spalle di Selva, porta del Parco Puez-Odle e camminata perfetta per chi cerca le Dolomiti senza fatica.
La perla delle Dolomiti: acque verde smeraldo, l'imbarcadero in legno e le barche a remi ai piedi della Croda del Becco, in uno dei paesaggi più fotografati al mondo.

L'area protetta più estesa dell'Alto Adige: altipiani carsici, laghi alpini e rifugi, in un territorio che la tradizione ladina lega al mitico regno di Fanes.
Una delle ciclabili più amate delle Alpi: attraversa l'intera valle tra paesi, prati e Dolomiti, con il vantaggio di poter rientrare comodamente in treno con la bici al seguito.
La montagna simbolo della Val Pusteria: comprensorio sciistico d'inverno, terrazza panoramica d'estate e sede di musei in quota firmati da grandi nomi dell'architettura.
Quando il sole cala, le pareti del Catinaccio passano dal rosa al rosso fuoco: è l'enrosadira, il fenomeno che la leggenda ladina lega al roseto maledetto di Re Laurino.

La Regina delle Dolomiti si raggiunge in quota con la funivia che parte da Malga Ciapela e sale fino a Punta Rocca, tra panorami sterminati e le tracce della Grande Guerra.
Tre guglie verticali nel cuore del Catinaccio, ai cui piedi sorgono rifugi che hanno fatto la storia dell'alpinismo: un anfiteatro di roccia tra i più scenografici della Val di Fassa.
La valle laterale più amata della Val di Fassa: una conca verde di prati, baite e cascate alle spalle di Pozza, dove le auto restano fuori e si cammina nel silenzio.

La montagna di Cavalese, regno dello sci e palcoscenico della leggendaria Final Climb del Tour de Ski.
La montagna più selvaggia del Trentino: porfido scuro, oltre cento laghetti e le trincee della Grande Guerra.
Il bosco di abete rosso di risonanza che da quattro secoli regala ai liutai il legno per i loro strumenti.
Le guglie del Latemar e il piccolo lago smeraldo che i ladini chiamano il lago dell'arcobaleno.
Il punto panoramico da cui nasce la cartolina più famosa della Val di Funes: il borgo con la sua chiesa nei prati e l'anfiteatro delle Odle a chiudere l'orizzonte.
Una chiesetta barocca del 1744 isolata nei prati di Ranui, con le guglie delle Odle alle spalle: forse l'immagine più riconoscibile delle Dolomiti.
La chiesetta barocca con le guglie delle Odle alle spalle: una delle viste più fotografate delle Dolomiti.
Una malga a quasi 1.900 metri ai piedi delle Odle, raggiungibile con una salita tranquilla nel bosco: meta ideale per una camminata facile e una sosta golosa.
Il trekking simbolo della Val di Funes: un anello facile che corre sotto le pareti nord delle Odle, tra boschi, radure e malghe dove fermarsi a mangiare.
Uno specchio d'acqua tranquillo tra due parchi naturali e una delle valli più amate delle Dolomiti di Sesto.
Cinque cime allineate che portano i nomi delle ore e segnano il tempo come un orologio di pietra alto quasi tremila metri.
La montagna di Sesto che si raggiunge in cabinovia in pochi minuti, con creste panoramiche aperte sulle Dolomiti.

Una valle corta e spettacolare ai piedi delle Dolomiti di Sesto, dove i sentieri scorrono pianeggianti sotto le pareti della Meridiana di Sesto.
Il volto più severo delle Tre Cime, le pareti che hanno fatto la storia dell'alpinismo, raggiunto dalla Val Fiscalina.
I paesi di tabia in legno e la sorprendente storia dei gelatieri zoldani, che dalle Dolomiti portarono il gelato nel mondo.
Un laghetto smeraldo a 2.143 metri ai piedi della Civetta, tra le tappe più fotografate dell'Alta Via 1.
Il massiccio a forma di trono che domina la Val di Zoldo, con tanto di orme di dinosauro ai suoi piedi.
La parete delle pareti, quattro chilometri di roccia alta quasi milleduecento metri, mito dell'alpinismo dolomitico.