Il cuore della Val di Zoldo, patria dei gelatieri emigranti e base per il Pelmo e il Civetta.
Un po’ di storia
Forno di Zoldo sta a 848 metri, dove la valle del Maè si allarga tra i boschi. È il centro principale della Val di Zoldo, un paese di case in pietra e legno stretto tra il Pelmo e il Civetta. Dal 2016 fa parte del comune di Val di Zoldo, nato dalla fusione con Zoldo Alto.
La sua storia parla di ferro e di gelato. Per secoli le fucine lavorarono il ferro estratto dalle montagne, e il nome stesso del paese ricorda i forni fusori. Quando le miniere chiusero, gli uomini di Zoldo partirono per l'Europa a vendere gelato. Da qui nacque una scuola di gelatieri famosa nel mondo, che ancora oggi la valle festeggia e racconta nei suoi musei.
Oggi Forno è la base per salire alle grandi cime. Da qui partono le strade verso il Passo Staulanza e i sentieri ai piedi del Pelmo, la montagna che i vecchi chiamavano il Caregon del Padreterno. In inverno gli impianti dello Ski Civetta collegano la valle a uno dei caroselli più ampi delle Dolomiti.
Cosa vedere
- I borghi e i musei del gelato, che raccontano la storia dei gelatieri emigranti tra le vecchie case della valle.
- Il Monte Pelmo, il Caregon del Padreterno, che domina la valle con la sua sagoma a trono.
- Il Passo Staulanza, valico tra la Val di Zoldo e la Val Fiorentina, punto di partenza per i sentieri ai piedi del Pelmo e del Civetta.
Domande frequenti
Perché Forno di Zoldo è famoso per il gelato?
Perché dalla Val di Zoldo partirono generazioni di gelatieri che aprirono gelaterie in tutta Europa. La tradizione è raccontata nei musei del gelato della valle e celebrata ogni anno con feste dedicate ai maestri gelatai zoldani.
Come si arriva a Forno di Zoldo?
In auto si esce dall'A27 a Belluno o a Longarone e si risale la Val di Zoldo lungo la strada del Maè. La stessa strada porta al Passo Staulanza, verso Selva di Cadore e la Val Fiorentina.