È la gita in bici più facile delle Dolomiti e insieme una delle più belle, il che è una combinazione rara. Si parte dall'Alta Pusteria, si segue la Drava, si attraversa il confine e si finisce in Austria, a Lienz.
Quello che ferma quasi tutti non è la pedalata, che è alla portata di chiunque. È la domanda successiva: e poi come torno? La risposta esiste, è comoda, e quasi nessuno la spiega bene.
I numeri veri della tratta
Da Dobbiaco a Lienz sono 49 chilometri. Se parti dalla stazione di San Candido, che è il punto di partenza più usato perché ci arrivi in treno, scendono a 44.
Il dislivello è di 500 metri, tutti in discesa: Dobbiaco sta a 1.256 metri, Lienz a poco più di 670. Non c'è una salita degna di questo nome in tutto il percorso, ed è il motivo per cui questa ciclabile funziona anche con i bambini o con chi non pedala mai.
Il tempo di percorrenza dichiarato è di due o tre ore, che diventano quattro o cinque se ti fermi a mangiare e a fotografare, cosa che farai. Il fondo è adatto a qualsiasi tipo di bicicletta e il percorso corre quasi sempre lontano dalla strada.
- Da Dobbiaco: 49 km
- Da San Candido: 44 km
- Dislivello: 500 metri, tutti in discesa
- Tempo: 2-3 ore di pedalata effettiva
- Fondo adatto a ogni tipo di bici, in gran parte lontano dalle auto
Come si torna: il treno con il vagone delle bici
Questo è il punto che decide se la giornata funziona. Il rientro da Lienz si fa in treno, e non è un treno qualunque che tollera le bici: sulla linea della Val Pusteria circola un convoglio con un vagone dedicato, pensato apposta per chi ha appena fatto la discesa.
I biglietti per il ritorno si acquistano direttamente alla stazione di Lienz, quindi non serve organizzare niente prima di partire. Il treno non ferma solo a Lienz e Dobbiaco: si sale anche a Sillian, Tassenbach, Abfaltersbach, Mittewald e Thal, il che significa che puoi accorciare il percorso se ti stanchi o se il tempo cambia.
È una libertà che poche gite in bici concedono: puoi decidere a metà strada di fermarti, e non resti a piedi.
Il documento, che sembra un dettaglio e non lo è
A metà percorso si attraversa il confine fra Italia e Austria, fra Prato alla Drava e Sillian. Non c'è nessun controllo e il passaggio è talmente discreto che quasi non te ne accorgi.
Porta comunque un documento d'identità: sei in un altro Paese, prendi un treno austriaco e in caso di qualsiasi imprevisto ti serve. È il genere di cosa che nessuno menziona e che rovina la giornata a chi se ne dimentica.
Vale anche per la copertura sanitaria: la tessera sanitaria europea sul retro della tessera italiana copre l'Austria, e in bici male che vada un cerotto può servire.
Quando andare, e cosa cambia rispetto al resto delle Dolomiti
La ciclabile è percorribile da primavera inoltrata all'autunno. In piena estate è affollata nelle ore centrali, ma è un affollamento diverso da quello dei passi: qui la strada è larga, la gente si distribuisce su cinquanta chilometri e non si concentra in un parcheggio.
È esattamente il contrario del problema che abbiamo misurato al Passo Sella, dove il parcheggio si riempie alle 7 e 42: lì la pressione si concentra in un punto e in un'ora, qui si spalma su una valle intera.
Settembre è probabilmente il mese migliore: aria limpida, meno gente, e i colori che cominciano a girare lungo il fiume. Il treno di rientro funziona anche allora.
Da dove abbiamo preso questi dati
Le distanze, il dislivello e il tempo di percorrenza vengono dagli enti turistici della Val Pusteria e dell'Alta Pusteria, che sono gli stessi che gestiscono la segnaletica del percorso. Il funzionamento del treno con il vagone bici e le stazioni intermedie vengono dalla stessa fonte.
Abbiamo verificato il 7 agosto 2026 e ricontrolliamo a ogni stagione, perché orari e servizi cambiano. Se trovi qualcosa di diverso sul posto, scrivicelo: correggiamo e aggiorniamo la data.
Una precisazione, perché in giro circola confusa: i 105 chilometri che qualche volta si leggono non sono questa tratta, sono l'intera ciclabile della Val Pusteria da Rio di Pusteria a Lienz. Da Dobbiaco in giù sono 49.
Domande frequenti
Quanto è lunga la ciclabile da Dobbiaco a Lienz?
Quarantanove chilometri da Dobbiaco, quarantaquattro se parti dalla stazione di San Candido. Il dislivello è di 500 metri, tutti in discesa, e il tempo di pedalata effettiva è di due o tre ore.
Come si torna indietro da Lienz?
In treno. Sulla linea della Val Pusteria circola un convoglio con un vagone dedicato alle biciclette, e i biglietti si comprano direttamente alla stazione di Lienz, senza prenotare prima.
Si può accorciare il percorso?
Sì, ed è uno dei vantaggi di questa gita. Il treno ferma anche a Sillian, Tassenbach, Abfaltersbach, Mittewald e Thal, quindi puoi salire a bordo a metà strada se ti stanchi o se cambia il tempo.
Serve un documento?
Sì, portalo. A metà percorso si attraversa il confine con l'Austria fra Prato alla Drava e Sillian: non c'è controllo, ma sei in un altro Paese e prendi un treno austriaco. Utile anche la tessera sanitaria europea, sul retro della tessera italiana.
È adatta ai bambini?
Sì, è una delle poche gite in bici delle Dolomiti davvero adatte alle famiglie e a chi non pedala abitualmente: non c'è nessuna salita degna di nota, il fondo va bene per qualsiasi bici e il percorso corre quasi sempre lontano dalle auto.
Qual è il periodo migliore?
Da primavera inoltrata all'autunno. Settembre è probabilmente il mese migliore: aria limpida, meno gente e i primi colori lungo il fiume. Il treno di rientro è attivo anche allora.
