La Via delle Bocchette Centrali è la ferrata simbolo delle Dolomiti di Brenta e una delle più celebri delle Alpi. Il suo segreto non è la difficoltà tecnica, ma il percorso: una sequenza di cengie naturali che tagliano in orizzontale le pareti delle guglie più belle del gruppo, con centinaia di metri di vuoto sotto i piedi e il Campanil Basso, la torre più elegante del Brenta, a un tiro di sasso.
Il tracciato, attrezzato dalla SAT nel Novecento, collega la Bocca di Brenta alla Bocchetta degli Armi passando alla base di Sfulmini e Torre di Brenta. Il passaggio più famoso è la cengia Garbari, una balconata naturale che gira attorno al Campanil Basso: si cammina su una lama di roccia larga quanto basta, appesi al cavo, con la parete che sale verticale sopra la testa e sparisce verticale sotto i piedi.
Sia chiaro: è un itinerario per escursionisti esperti, allenati e abituati all'esposizione, con kit da ferrata completo e casco. I passaggi attrezzati non sono estremi, ma l'ambiente è d'alta montagna, la giornata è lunga e le scale metalliche aeree verso la Bocchetta degli Armi non perdonano distrazioni. La logistica classica prevede una notte in rifugio: si parte dal Tosa Pedrotti, oppure dai Brentei salendo alla Bocca di Brenta.
Come arrivare — Rifugio Tosa Pedrotti (2.491 m)
Il punto d'attacco è in quota, quindi prima devi salire a un rifugio. Le due vie classiche: da Vallesinella (Madonna di Campiglio) per il rifugio Casinei e i Brentei, oppure da Molveno con la cabinovia del Pradel e la lunga salita al rifugio Tosa Pedrotti. In entrambi i casi metti in conto una notte in rifugio: partire dal fondovalle e fare la ferrata in giornata è una tirata che sconsigliamo.
Il punto di partenza si trova in zona Dolomiti di Brenta. Per orari di funivie, parcheggi, navette e regole di accesso consulta la guida pratica.
Itinerario tappa per tappa
1. Dal Tosa Pedrotti alla Bocca di Brenta
Dal rifugio Tosa Pedrotti una breve salita porta alla Bocca di Brenta, a 2.552 metri, dove parte il tratto attrezzato. Da qui in poi imbrago agganciato e casco in testa.
2. La cengia Garbari e il Campanil Basso
Il cuore della via: la cengia naturale gira attorno alla base del Campanil Basso, la guglia simbolo del Brenta. Esposizione totale, difficoltà contenuta, panorama che non ha eguali sulle Dolomiti.
3. Sotto Sfulmini e Torre di Brenta
La via prosegue di cengia in cengia sotto le guglie degli Sfulmini e la Torre di Brenta, alternando tratti di cammino protetto e brevi risalite attrezzate.
4. Le scale della Bocchetta degli Armi e la discesa ai Brentei
Il finale è una sequenza di scale metalliche aeree che deposita alla Bocchetta degli Armi, a 2.749 metri. Da lì si scende per il sentiero verso il rifugio Alimonta e i Brentei, dove la birra è meritata.
Quando andare e meteo
La finestra buona va da fine giugno a metà settembre. A inizio stagione i canaloni possono conservare neve dura: chiama i rifugisti del Tosa Pedrotti o dei Brentei per lo stato del percorso prima di partire. In piena estate il nemico sono i temporali pomeridiani: si parte all'alba e si è fuori dalle attrezzature per il primo pomeriggio, senza eccezioni.
Attrezzatura consigliata
- Kit da ferrata omologato, imbrago e casco: obbligatori, non facoltativi
- Guanti da ferrata per cavi e scale
- Scarponi con suola rigida, niente scarpe da ginnastica
- Giacca antivento e strato caldo: a 2.900 metri fa freddo anche ad agosto
- Acqua abbondante: lungo la via non ce n'è
- Frontale ed eventuali ramponcini a inizio stagione
Consigli utili
- Dormi in rifugio e parti all'alba: la ferrata va chiusa prima dei temporali del pomeriggio
- Chiama i rifugi per lo stato dei nevai prima di salire, soprattutto a giugno e inizio luglio
- Se l'esposizione prolungata non è il tuo pane, vai con una guida alpina: qui si cammina sul vuoto per ore
- Percorrila da sud a nord, dalla Bocca di Brenta verso la Bocchetta degli Armi: è il senso classico e ti tieni il Campanil Basso in faccia
- Il traffico c'è anche in quota: nelle settimane centrali di agosto parti per primo o metti in conto attese ai passaggi
Rifugi e punti di sosta
- Rifugio Maria e Alberto ai Brentei (2182 m) — Nella conca sotto il Crozzon di Brenta, il rifugio che fu la casa di Bruno Detassis. Dettagli →
- Rifugio Tosa Tommaso Pedrotti (2491 m) — Alla Bocca di Brenta, dove partono le Bocchette Centrali: qui la SAT costruì il suo primo rifugio. Dettagli →
Domande frequenti
Quanto è difficile la Via delle Bocchette Centrali?
Tecnicamente è una ferrata di difficoltà media: i passaggi attrezzati non sono estremi. Il punto è l'esposizione, continua e severa, e la lunghezza della giornata in alta quota. Classificazione EEA: escursionisti esperti con attrezzatura, punto.
Serve la guida alpina per le Bocchette Centrali?
Se hai già esperienza di ferrate esposte e sai gestirti in ambiente d'alta montagna, no. Se è la tua prima ferrata seria o l'esposizione prolungata ti mette in crisi, sì: le guide di Madonna di Campiglio e Molveno la propongono tutta l'estate.
Da dove si parte per la Via delle Bocchette Centrali?
I punti base sono il rifugio Tosa Pedrotti, raggiungibile da Molveno, e il rifugio Brentei, raggiungibile da Vallesinella sopra Madonna di Campiglio. La formula classica è notte in rifugio e partenza all'alba.
Si possono fare le Bocchette Centrali in giornata?
Da Vallesinella è fattibile solo per gente molto allenata: oltre 1.200 metri di dislivello più la ferrata, con il rischio di trovarsi in quota nelle ore dei temporali. La notte in rifugio non è un vezzo, è la scelta giusta.