Borgo di lingua tedesca ai piedi dello Sciliar, con il campanile più alto della zona e vive tradizioni contadine.

Un po’ di storia

Castelrotto, Kastelruth in tedesco, sta a 1.060 metri su una conca soleggiata ai piedi dello Sciliar. È un borgo di lingua tedesca, il centro storico più importante dell'altopiano, con case dipinte, portici e un campanile che si vede da lontano.

Il campanile è il simbolo del paese. Alto oltre 80 metri, si erge sulla piazza centrale accanto alla chiesa parrocchiale. La torre è rimasta in piedi dopo un incendio che nell'Ottocento distrusse la vecchia chiesa, poi ricostruita. Il suono delle sue campane scandisce ancora la vita del borgo.

Castelrotto tiene strette le sue tradizioni. Le processioni religiose, le sfilate in costume e le feste contadine fanno parte del calendario. Il paese è anche legato alla musica popolare altoatesina, con i suoi cori e i suoi gruppi folk conosciuti in tutta la regione.

Il gruppo più famoso sono i Kastelruther Spatzen, i "passeri di Castelrotto", nati nel 1976. Sono la formazione di musica popolare di lingua tedesca di maggior successo, con oltre cento dischi d'oro. Ogni anno a giugno il loro Open Air richiama migliaia di persone, e nel paese un museo dedicato raccoglie premi e ricordi della band.

Il campanile che si vede oggi risale al 1756-58. Fu costruito dal maestro Simon Rieder di Bressanone dopo l'incendio del 1753, che danneggiò la vecchia chiesa gotica e decine di edifici del borgo. A fine maggio Castelrotto è anche una delle tappe della Cavalcata Oswald von Wolkenstein, grande torneo equestre che unisce i paesi dello Sciliar.

Come incastrare Castelrotto in un viaggio di tre, cinque o sette giorni: Dolomiti in 3, 5 e 7 giorni: come organizzare il viaggio.

Cosa vedere

  • Lo Sciliar, la montagna simbolo che domina il borgo con i suoi Denti di Terrarossa.
  • L'anello dell'Alpe di Siusi, il giro tra prati e malghe del grande altopiano sopra il paese.
  • La piazza centrale con il campanile alto oltre 80 metri, le case affrescate e la chiesa parrocchiale, cuore del centro storico.

Come arrivare a Castelrotto

In auto si esce dall'autostrada A22 del Brennero al casello di Bolzano Nord e si sale lungo la strada verso l'altopiano dello Sciliar. La stazione ferroviaria più vicina è Ponte Gardena, sulla linea del Brennero, collegata a Castelrotto dai bus di linea. Da Bolzano ci sono corriere dirette che raggiungono il centro del paese.

Quando andare

L'estate è il periodo migliore per le escursioni sull'Alpe di Siusi e le feste in costume del borgo. In autunno i prati virano al giallo e l'aria è limpida. D'inverno il paese è base per lo sci e per le passeggiate sulla neve, con il centro storico animato dai mercatini.

Domande frequenti

Cosa vedere a Castelrotto?

La piazza centrale con il campanile alto oltre 80 metri, le case affrescate e la chiesa parrocchiale. Dal paese si sale allo Sciliar e all'Alpe di Siusi, con i prati e le malghe del grande altopiano.

Perché Castelrotto è famosa?

Per il suo borgo curato ai piedi dello Sciliar, il campanile che domina la piazza e le tradizioni contadine e musicali. È il centro storico principale dell'altopiano dell'Alpe di Siusi.

Come si arriva a Castelrotto?

In auto si esce dall'A22 al casello di Bolzano Nord e si sale verso lo Sciliar. La stazione più vicina è Ponte Gardena, collegata al paese dai bus di linea, e da Bolzano partono corriere dirette per il centro.

Quando conviene visitare Castelrotto?

L'estate è ideale per le escursioni e le feste in costume, l'autunno per i colori e l'aria limpida. D'inverno il paese diventa base per lo sci e per le passeggiate sulla neve.

Chi sono i Kastelruther Spatzen?

Sono il gruppo di musica popolare di lingua tedesca più famoso, nato a Castelrotto nel 1976. Il nome significa "passeri di Castelrotto". Hanno vinto oltre cento dischi d'oro e ogni anno a giugno tengono il loro Open Air. In paese c'è un museo dedicato alla band.

Quanto è alto il campanile di Castelrotto?

Il campanile supera gli 80 metri ed è il simbolo del paese. Fu costruito tra il 1756 e il 1758 dal maestro Simon Rieder di Bressanone, dopo l'incendio del 1753 che aveva distrutto la vecchia chiesa gotica e molti edifici del borgo.