Paese ladino dell'Alta Badia noto per la pista Gran Risa di Coppa del Mondo e come base per il Pralongià e le Dolomiti di Fanes.
Un po’ di storia
La Villa, in ladino La Ila, sta a 1.433 metri lungo il fondovalle della Val Badia, tra San Cassiano e Corvara. È un paese ladino cresciuto attorno ai masi e alla vita agricola, che con il turismo è diventato uno dei centri sciistici più noti dell'Alta Badia.
Il suo nome nel mondo dello sport è legato alla Gran Risa, la pista di gigante dove ogni dicembre si corre la tappa di Coppa del Mondo. È un tracciato ripido e tecnico, tra i più temuti del circuito, che negli anni ha visto vincere i più grandi slalomisti.
Il paese conserva la sua identità ladina nella lingua, nell'architettura dei masi e nelle tradizioni. Tutt'intorno si aprono i pascoli del Pralongià e i pendii che salgono verso il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, uno dei più selvaggi delle Dolomiti.
Nel cuore del paese resta il Ciastel Colz, un castello del Cinquecento, accanto alla chiesa parrocchiale costruita nel 1516. Sulla Gran Risa la Coppa del Mondo si corre dal 1985: la pista è tra le più temute del circuito per la sua pendenza. Fuori stagione i pendii cambiano volto con il progetto Movimënt, che sul Piz La Ila ha creato parchi per il gioco e l'attività all'aperto.
A tavola si ritrova la tradizione ladina. I cajincí sono i ravioli di ricotta e spinaci, la panicia è la zuppa d'orzo con speck e verdure, le tutres sono frittelle ripiene. Piatti nati da pochi ingredienti, quelli che la montagna ha sempre avuto a portata di mano.
Come incastrare La Villa in un viaggio di tre, cinque o sette giorni: Dolomiti in 3, 5 e 7 giorni: come organizzare il viaggio.
Cosa vedere
- L'altopiano del Pralongià, raggiungibile dagli impianti del paese, con i prati e le malghe tra La Villa e Corvara.
- Il tour in e-bike sul Pralongià, un anello tra i pascoli e i rifugi dell'altopiano sopra La Villa.
- La pista Gran Risa di Coppa del Mondo, che d'inverno taglia il pendio sopra il paese, e i sentieri verso il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies.
Come arrivare a La Villa
In auto si esce dall'A22 del Brennero a Bressanone/Val Pusteria, si prosegue fino a Brunico e si risale la Val Badia sulla SS244; La Villa si trova sul fondovalle tra San Cassiano e Corvara. La stazione ferroviaria più vicina è Brunico, da cui partono gli autobus di linea per l'Alta Badia. Da sud si può arrivare dal Passo Valparola.
Quando andare
In estate, tra giugno e settembre, gli impianti salgono al Pralongià e i sentieri portano verso il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies. L'inverno è la stagione dello sci, con la pista Gran Risa sopra il paese. A metà dicembre La Villa ospita la tappa di Coppa del Mondo di slalom gigante.
Domande frequenti
Cosa vedere a La Villa?
L'altopiano del Pralongià con le sue malghe, la pista Gran Risa di Coppa del Mondo e i sentieri verso il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies. È una buona base centrale per tutta l'Alta Badia.
Perché La Villa è famosa per lo sci?
Perché ospita la Gran Risa, la pista su cui si disputa ogni dicembre la tappa di Coppa del Mondo di slalom gigante dell'Alta Badia, celebre per la sua pendenza e per i grandi campioni che ci hanno vinto.
Quando si corre la Coppa del Mondo sulla Gran Risa?
La tappa di slalom gigante si tiene di solito a metà dicembre. In quei giorni il paese è affollato e conviene prenotare l'alloggio con largo anticipo. Il resto della stagione la Gran Risa resta aperta agli sciatori.
La Villa è una buona base per l'Alta Badia?
Sì. Sta al centro della valle, tra San Cassiano e Corvara, con impianti verso il Pralongià e collegamenti sciistici col resto del comprensorio. D'estate è un punto di partenza comodo per le escursioni verso Fanes.
Cosa fare a La Villa d'estate?
In estate la cabinovia sale al Piz La Ila, dove il progetto Movimënt ha creato parchi per il gioco e l'attività all'aperto. Da lì partono le passeggiate sul Pralongià e i sentieri verso il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies. In paese si vede anche il castello Ciastel Colz.
Cosa si mangia a La Villa?
La cucina è quella ladina della valle: cajincí (ravioli di ricotta e spinaci), panicia (zuppa d'orzo con speck e verdure), canederli e tutres, le frittelle ripiene. Sono piatti nati da pochi ingredienti di montagna.
