Il Pelmo è il massiccio che chiude a nord la Val di Zoldo, fra la Val Fiorentina e la valle del Boite. Il consorzio turistico della Val di Zoldo gli dà 3.168 metri e riporta anche una misura più recente, 3.159. A ovest gli sta accanto il Pelmetto, 2.990 metri, separato dai canaloni della Fisura.
In Val di Zoldo lo chiamano al caregon de'l Padreterno, il trono di Dio, per l'ampio circo glaciale sul lato est che lo fa somigliare a una sedia. È stata la prima cima delle Dolomiti salita da un alpinista, nel 1857. Cime e luoghi del sito vicini sono elencati più sotto.
Sulla carta

Le cime più note
- Monte Pelmo3.172 m
- Monte Pelmetto2.996 m
Quote dalla carta (OpenStreetMap).
Com'è fatto il gruppo
Il Pelmo ha l'aspetto di due monoliti, il Pelmo e il Pelmetto, e poche diramazioni: le Crode di Forca Rossa, 2.784 metri, e le Cime di Val d'Arcia, 2.626, che scendono verso la valle del Boite. La Fondazione Dolomiti UNESCO descrive il sistema come un'alternanza di piastroni e muraglie di roccia calcarea e dolomitica con selle e falsipiani verdi, e scrive che il Pelmo domina su tutto.
Ai piedi del Pelmetto, a 2.050 metri e non lontano dal rifugio del Passo Staulanza, c'è un masso con impronte di dinosauri del Triassico superiore, le prime scoperte in Italia: cinque piste di tre tipi di animali. Il consorzio chiede di raggiungerlo con molta attenzione, soprattutto nell'ultimo tratto. Altre impronte, più recenti, sono sulla cresta dello spallone nord-est, oltre i 3.000 metri.
Da dove si parte: i tre rifugi
Alla base del Pelmo ci sono tre rifugi:
- A ovest il rifugio del Passo Staulanza, 1.766 metri, sulla provinciale 251 fra la Val di Zoldo e la Val Fiorentina: ci arrivi in auto, ed è un punto d'appoggio anche per l'Alta Via 1.
- A nord-ovest il Rifugio Città di Fiume, che si raggiunge con una comoda strada sterrata dalla provinciale 251. È frequentato dalle famiglie ed è una tappa dell'Alta Via 1.
- A est il Rifugio Venezia-Alba Maria De Luca, 1.947 metri. Dalla Val di Zoldo ci sali con il sentiero panoramico dal Passo Staulanza, con quello più impegnativo della Val d'Arcia o da Coi e Palafavera; dal Cadore, da Zoppè e da Borca.
Cosa si fa
Il giro del Pelmo passa dal Rifugio Venezia, e la nostra scheda sul Pelmo racconta l'anello. La via normale alla cima parte dallo stesso rifugio, passa per la cengia di Ball e sale per un ripido ghiaione: il consorzio la definisce impegnativa, ed è una salita alpinistica. Dalla vetta si vedono fra le altre l'Antelao, le Tofane, la Marmolada, la Civetta e il Cristallo.
Dal Città di Fiume si raggiunge facilmente l'altopiano di Mondeval, dove sono stati trovati i resti dell'uomo di Mondeval, un cacciatore del Mesolitico. D'inverno il consorzio propone ciaspolate, come quella da Coi a I Lach, e con neve buona sci alpinismo, per esempio a Forca Rossa. Idee e regole sono nella guida alle ciaspolate.
Storia: la prima cima delle Dolomiti
Il 19 settembre 1857 l'inglese John Ball raggiunse la vetta passando per la cengia che poi prese il suo nome; la guida del posto che lo accompagnava non arrivò in cima. Per la Fondazione Dolomiti UNESCO è la prima conquista dell'alpinismo nelle Dolomiti. Ball scrisse di aver scelto il Pelmo perché gli era sembrato il più bello dei monti che aveva visto.
Il Pelmetto fu salito nel 1896 dalle guide Clemente Callegari, detto il Battistrada, e Angelo Panciera, detto il Mago. Il Rifugio Città di Fiume, scrive il consorzio, è l'unico rifugio in Italia fondato da un club alpino straniero, quello croato.
Nomi, basi e Patrimonio UNESCO
Il nome non cambia da una lingua all'altra: Monte Pelmo anche nei testi in tedesco e in inglese della Val di Zoldo. Le basi sono Forno di Zoldo e la Val di Zoldo da un lato, San Vito di Cadore dall'altro; per il Rifugio San Marco, sopra San Vito, il Pelmo forma con l'Antelao la porta del Cadore.
Il Pelmo dà il nome al sistema 1 del Patrimonio, Pelmo, Croda da Lago: 4.344 ettari in provincia di Belluno, fra la valle del Boite, la Val di Zoldo, la Val Fiorentina, la Val Codalonga e la Val Costeana, con i Lastoi de Formin e il Monte Cernera. Gli altri sistemi sono nella pagina sulle Dolomiti UNESCO.
Da vedere
Cosa vedere · Val di Zoldo e Civetta
Monte Pelmo, il Caregon del Padreterno
Il massiccio a forma di trono che domina la Val di Zoldo, con tanto di orme di dinosauro ai suoi piedi.
Nei dintorni
Contenuti che cadono nel riquadro del gruppo ma sono più vicini a un altro.
Domande frequenti
Quanto è alto il Monte Pelmo?
3.168 metri secondo il consorzio turistico della Val di Zoldo, che riporta anche una misura più recente di 3.159. Il Pelmetto arriva a 2.990 metri.
Perché il Pelmo si chiama Caregon del Padreterno?
Per l'ampio circo glaciale sul lato est, che lo fa sembrare una sedia: il trono di Dio.
Da dove si parte per il Rifugio Venezia?
Dalla Val di Zoldo dal Passo Staulanza, dalla Val d'Arcia o da Coi e Palafavera; dal Cadore da Zoppè e da Borca. Il rifugio sta a 1.947 metri, sul lato est del Pelmo.
Chi ha salito per primo il Pelmo?
L'inglese John Ball, il 19 settembre 1857, per la cengia che oggi porta il suo nome. Per la Fondazione Dolomiti UNESCO è la prima conquista dell'alpinismo nelle Dolomiti.
Dove sono le impronte di dinosauro del Pelmetto?
Su un masso ai piedi del Pelmetto, a 2.050 metri, non lontano dal rifugio del Passo Staulanza, da cui si parte. Il consorzio consiglia molta attenzione nell'ultimo tratto.