L'Alta Via 1 attraversa le Dolomiti da nord a sud: parte dal Lago di Braies, in Val Pusteria, e finisce a Belluno. La guida della Provincia di Belluno, i cui numeri sono gli stessi del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e del portale del CAI, le dà 125 chilometri, 7.300 metri di dislivello in salita e 8.400 in discesa, divisi in 12 tappe. L'ha ideata Piero Rossi nel 1969.
A fine settembre i rifugi chiudono ed è il momento in cui si prepara l'estate dopo. Sull'Alta Via 1 il lavoro vero non è allenare le gambe: è mettere in fila undici notti, una dopo l'altra, in rifugi che hanno pochi letti e aprono le prenotazioni in mesi diversi.
Nella guida di rifugio in rifugio abbiamo spiegato perché il vincolo sono i letti. Qui lo vedi sulla catena vera: le tappe, i rifugi con quota e posti letto, le date in cui aprono le prenotazioni per il 2027, i tratti attrezzati e come arrivi e riparti senza auto.
Il percorso: 125 chilometri dal Lago di Braies a Belluno
La guida della Provincia divide l'Alta Via 1 in tre parti. La prima va dal Lago di Braies alle Tofane, attraverso la Croda Rossa d'Ampezzo e l'altopiano di Fanes. La seconda va dalle Tofane alla Civetta, passando per il Nuvolau, la Croda da Lago e il Pelmo. La terza va dalla Civetta a Belluno, fra la Moiazza, il Tamer-San Sebastiano, il Pramper-Mezzodì e la Schiara.
Il punto più alto è il Rifugio Lagazuoi, a 2.752 metri, il più basso è Belluno, a 389. La guida conta 57 ore di cammino netto, varianti escluse. Come tappa più lunga la guida indica la settima, sei ore da Palafavera al Rifugio Vazzoler, ma l'ultima, se arrivi a piedi fino in centro a Belluno, ne chiede sette. La più corta è la prima, tre ore e mezza. Il dislivello più forte in salita è nella terza, 1.070 metri fra il Rifugio Fanes e il Lagazuoi. Quello in discesa è nell'ultima: 1.900 metri fino a Belluno.
Nella settima tappa passi lungo il Lago di Coldai, ai piedi della parete nord-ovest della Civetta. Le ultime quattro tappe, dal Passo Duran in giù, attraversano il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Altre fonti, fra cui la sezione del CAI di Treviso, parlano di 150 chilometri. Noi usiamo il numero della guida provinciale, che è lo stesso del Parco e del portale del CAI. Per gli altri trekking di più giorni c'è la guida al trekking nelle Dolomiti.
Le 12 tappe e dove finiscono
Le tappe della guida provinciale non sono l'unica sequenza possibile. Il portale di prenotazione del CAI ne propone un'altra, sempre in 12 tappe, che fa dormire al Rifugio Cinque Torri, al Croda da Lago, al Passo Staulanza, al Tissi e al 7° Alpini. Il portale e i gestori del 7° Alpini, poi, fanno del tratto dal Pian de Fontana al 7° Alpini una tappa sola, da 7 a 8 ore, senza la notte in bivacco.
Due tappe della guida non finiscono in un rifugio. La sesta si chiude a Palafavera, sulla statale 251 in Val di Zoldo: la guida stessa indica il Rifugio Venezia, due ore prima, a chi vuole allungare l'Alta Via di un giorno. L'undicesima si chiude al Bivacco del Marmol, un ricovero d'emergenza incustodito.
Qui sotto ci sono le tappe della guida, con il tempo di cammino netto e il dislivello in salita e in discesa. I tempi e i dislivelli li prendiamo da lì. I posti letto no, perché la guida è del 2005 e quei numeri sono cambiati.
- 1. Lago di Braies-Rifugio Biella: 3 ore e mezza, 900 m in salita e 60 in discesa
- 2. Rifugio Biella-Rifugio Fanes: 4 ore e mezza, 565 m in salita e 830 in discesa
- 3. Rifugio Fanes-Rifugio Lagazuoi: 5 ore, 1.070 m in salita e 375 in discesa
- 4. Rifugio Lagazuoi-Rifugio Nuvolau: 5 ore e mezza, 635 m in salita e 810 in discesa
- 5. Rifugio Nuvolau-Rifugio Città di Fiume: 4 ore e mezza, 260 m in salita e 915 in discesa
- 6. Rifugio Città di Fiume-Rifugio Venezia-Palafavera: 5 ore e mezza, 580 m in salita e 990 in discesa
- 7. Palafavera-Rifugio Coldai-Rifugio Tissi-Rifugio Vazzoler: 6 ore, 850 m in salita e 650 in discesa
- 8. Rifugio Vazzoler-Rifugio Carestiato: 4 ore, 550 m in salita e 430 in discesa
- 9. Rifugio Carestiato-Rifugio Sommariva al Pramperet: 5 ore, 450 m in salita e 430 in discesa
- 10. Rifugio Sommariva al Pramperet-Rifugio Pian de Fontana: 3 ore, 540 m in salita e 760 in discesa
- 11. Rifugio Pian de Fontana-Bivacco del Marmol: 4 ore, 830 m in salita e 195 in discesa
- 12. Bivacco del Marmol-Rifugio 7° Alpini-Belluno: 7 ore, 100 m in salita e 1.900 in discesa
La catena dei letti: il collo di bottiglia è la quinta sera
Le tappe si possono spostare. Quello che non si sposta è dove c'è un letto, e quanti ce ne sono.
Il Città di Fiume ha 20 letti. Se tutti seguissero alla lettera la sequenza della guida, da Braies non potrebbero partire più di 20 persone al giorno, e solo se quei letti fossero tutti per loro. La sera prima, al Nuvolau, i letti sono 24. La prima sera, al Biella, sono 42, più del doppio.
Le varianti servono anche a questo. Dal Nuvolau la guida ne propone una che scende per le Cinque Torri e passa dal Rifugio Croda da Lago, sul Lago Federa, che ha 50 posti letto. Il portale del CAI fa dormire proprio lì la quinta sera, invece che al Città di Fiume.
Nella parte sud i rifugi sono piccoli. Fra il Carestiato e Belluno la guida prevede tre notti: al Pramperet, che ha 25 letti, al Pian de Fontana, che il numero non lo pubblica, e al Bivacco del Marmol. Chi non vuole dormire in bivacco va dal Pian de Fontana al 7° Alpini in una tappa sola. Il Rifugio Bianchet, che ha 40 posti letto secondo la sezione del CAI di Belluno, sta sulla variante che esce per la Val Vescovà, e i gestori del 7° Alpini lo indicano anche come partenza per la ferrata finale.
Del Lagazuoi non abbiamo un numero verificato. A metà settembre, però, sul suo sito c'era scritto che le prenotazioni per l'estate 2026 erano esaurite.
Qui sotto ci sono i rifugi dove finiscono le tappe, con la quota e i posti letto che dichiarano i rifugi stessi o le sezioni del CAI che li possiedono. Dove non abbiamo un numero verificato, non lo scriviamo.
- Rifugio Biella, 2.327 m: 42 posti letto
- Rifugio Fanes, 2.060 m: 66 posti letto in camera, più un dormitorio da 11. Del vicino Rifugio Lavarella, a 2.050 m, non abbiamo un numero verificato
- Rifugio Lagazuoi, 2.752 m: numero non verificato
- Rifugio Nuvolau, 2.575 m: 24 posti letto
- Rifugio Città di Fiume, 1.917 m: 20 posti letto
- Rifugio Venezia, 1.947 m: 62 posti letto, più 10 nel bivacco
- Rifugio Coldai, 2.135 m: 93 posti letto
- Rifugio Tissi, 2.250 m: numero non verificato
- Rifugio Vazzoler, 1.714 m: 52 posti letto
- Rifugio Carestiato, 1.834 m: 8 camere da 4 letti, più 4 camere nella dépendance
- Rifugio Sommariva al Pramperet, 1.857 m: 25 posti letto
- Rifugio Pian de Fontana, 1.632 m: il sito del rifugio non dichiara i letti
- Rifugio 7° Alpini, 1.502 m: i gestori scrivono 50 posti letto, la sezione del CAI di Belluno, che ne è proprietaria, 60
Prenotazioni 2027: il Nuvolau apre per ultimo
La regola della guida di rifugio in rifugio è prenotare partendo dal rifugio più piccolo. Sull'Alta Via 1 c'è un ostacolo: i rifugi non aprono le prenotazioni tutti insieme, e il Nuvolau, uno dei più piccoli con i suoi 24 letti, è l'ultimo fra quelli che hanno già dato una data.
Se a ottobre prenoti il Vazzoler per la settima sera, hai già fissato anche la quarta, quella del Nuvolau, che non potrai prenotare prima di gennaio. Le strade sono due: aspettare gennaio e costruire le altre notti attorno al Nuvolau, oppure prenotare prima il resto e accettare il rischio di dover spostare tutto.
Prima di scegliere, leggi le condizioni, perché le caparre non sempre tornano indietro. Al Biella il 50 per cento versato alla prenotazione non si rimborsa. Al Vazzoler non si rimborsano i 30 euro a persona di caparra.
Queste sono le date per l'estate 2027 che i rifugi pubblicavano sui loro siti a metà settembre 2026. Gli altri rifugi della catena, sulle pagine che abbiamo consultato, una data non la davano ancora.
- Rifugio Coldai: da metà ottobre
- Rifugio Vazzoler: a ottobre, con la data esatta che il rifugio si era impegnato a pubblicare il 26 settembre
- Rifugio Venezia: a fine novembre
- Rifugio Croda da Lago: il 1° dicembre
- Rifugio Nuvolau: da gennaio 2027, sul sito del rifugio
Come si prenota
Non esiste una prenotazione unica per tutta l'Alta Via. Il CAI ha un portale, Prenota Rifugi, con una pagina dedicata all'Alta Via 1 che elenca le tappe e rimanda ai rifugi. Fra quelli della catena, sul portale ci sono il Città di Fiume, il Vazzoler, il Pramperet e il Pian de Fontana. Quasi tutti hanno anche una prenotazione sul proprio sito, e le regole cambiano da un rifugio all'altro.
Due cose valgono per più rifugi. Al Vazzoler e al Croda da Lago la prenotazione vale fino alle 18: se arrivi più tardi, avvisa. E almeno al Città di Fiume e al Croda da Lago il sacco lenzuolo o il sacco a pelo sono obbligatori. Le regole generali della notte in quota sono nella guida ai rifugi delle Dolomiti.
- Biella: prenotazione online, con una caparra del 50 per cento che non si rimborsa
- Lagazuoi: prenotazione online, con la carta di credito per la caparra
- Città di Fiume: richiesta dal sito, confermata solo dopo una caparra di 35 euro a persona, sacco lenzuolo obbligatorio
- Croda da Lago: prenotazione valida fino alle 18, sacco a pelo obbligatorio
- Venezia: modulo di richiesta sul sito
- Vazzoler: solo mezza pensione, caparra di 30 euro a persona, prenotazione valida fino alle 18
- Carestiato: solo online, con la carta di credito a garanzia
- Pian de Fontana: prenotazione obbligatoria
Difficoltà: i tratti attrezzati e come evitarli
La guida provinciale classifica l'Alta Via 1 come EE ed EEA, cioè per escursionisti esperti e, in alcuni tratti, con l'attrezzatura da ferrata, più un breve passaggio alpinistico nella zona del Marmol. Il percorso di base, scrive, è alla portata di un buon escursionista, e i passaggi difficili sono attrezzati. Le prime due tappe sono facili, la terza e la quarta sono EE.
I tratti attrezzati sono tre, e i primi due si possono evitare. Nella quinta tappa la discesa dal Nuvolau al Passo Giau passa per un salto di roccia con una scala e alcune corde metalliche. Chi non vuole farla scende con la variante per le Cinque Torri e il Croda da Lago, che la guida descrive come facile ma un po' più lunga. Nella sesta tappa il Sentiero Flaibani sale alla Forcella di Val d'Arcia, a 2.476 metri: se non te la senti, per esempio con il brutto tempo, la guida indica la variante per il Passo Staulanza.
Il terzo tratto è alla fine. Dalla Forcella del Marmol parte la ferrata Piero Rossi, che prima si chiamava ferrata del Marmol. Vince 500 metri di dislivello sul versante sud della Schiara e poi si innesta nella ferrata Zacchi. Il Parco Nazionale la descrive come un tratto molto impegnativo ed esposto, e i gestori del 7° Alpini la indicano solo a escursionisti esperti con il kit da ferrata. Dal bivacco al rifugio la guida dice di mettere in conto tre ore, e ricorda chi, arrivato al bivacco nel tardo pomeriggio, è stato sorpreso dalla notte.
Per chi non fa ferrate ci sono due uscite. La prima è la variante dei gestori del 7° Alpini: dal Pian de Fontana per la Val del Grisol, Cajada e Forcella Pis Pilon, 13 chilometri, da 8 a 10 ore, difficoltà EE. La seconda è la variante della guida che dal Pian de Fontana scende al Rifugio Bianchet e lungo la Val Vescovà fino alla statale Agordina, e chiude l'Alta Via in 11 giorni invece che in 12, senza passare dalla Schiara.
Al 7° Alpini noleggiano il kit da ferrata e organizzano l'accompagnamento con una guida alpina. Le ferrate Piero Rossi e Zacchi erano state chiuse dopo la caduta di massi di fine agosto 2023, e il Comune di Belluno le ha riaperte con un'ordinanza nel luglio 2024: prima di partire controlla che siano aperte. Per l'attrezzatura c'è la guida alle vie ferrate.
Quando partire: la finestra in cui la catena è aperta
La finestra utile la decidono il rifugio che apre per ultimo e quello che chiude per primo. Nel 2026 le camere del Nuvolau chiudevano il 20 settembre, come il Rifugio Venezia, e il Tissi aveva come ultimo giorno di apertura il 19. La sezione del CAI di Belluno scrive che i suoi rifugi aprono di norma da metà giugno al 20 settembre, salvo adattamenti dei gestori.
Le date dell'estate 2027 non sono ancora uscite. La guida provinciale ricorda che a inizio stagione, nella gola lungo la ferrata del Marmol, c'è ancora neve, e che dopo la chiusura, per dormire, restano i ricoveri invernali dei rifugi del CAI. Settembre è più tranquillo, ma sull'Alta Via 1 la stagione finisce presto: ne abbiamo scritto nella guida alle Dolomiti a settembre.
Queste erano le date del 2026, come le pubblicavano i rifugi.
- Rifugio 7° Alpini: dal 30 maggio al 27 settembre
- Rifugio Carestiato: dal 6 giugno, tutti i giorni fino a settembre
- Rifugio Pian de Fontana: dal 6 giugno al 30 settembre
- Rifugio Città di Fiume: dal 13 giugno al 27 settembre
- Rifugio Vazzoler: dal 13 giugno al 26 settembre
- Rifugio Venezia: dal 13 giugno al 20 settembre
- Rifugio Croda da Lago: dal 15 giugno, con pernottamenti fino al 16 ottobre
- Rifugio Nuvolau: camere aperte fino al 20 settembre
- Rifugio Tissi: ultimo giorno di apertura il 19 settembre
- Rifugio Sommariva al Pramperet: dal 20 giugno al 20 settembre, secondo la pagina del rifugio, che non indica l'anno
Come arrivare a Braies e come tornare da Belluno
Per dodici giorni l'auto conviene lasciarla a casa. Il sito della Valle di Braies non dice nulla su chi la lascia per più giorni: scrive che i parcheggi al lago sono a pagamento e i posti limitati. Per le regole d'accesso alla valle c'è la guida ai parcheggi dei laghi.
In treno arrivi in Val Pusteria, a Dobbiaco, a Villabassa o a Monguelfo. La linea 442 sale al Lago di Braies da Dobbiaco e Villabassa, e dall'autostazione di Dobbiaco ci mette 28 minuti. In alta stagione la rinforza la linea 439, che parte dalla stazione di Monguelfo.
Nel 2026 l'accesso alla valle era regolato dal 1° luglio al 15 settembre, fra le 9 e le 16. In quel periodo anche il bus andava prenotato online e pagato in anticipo, e la Mobilcard e il Guest Pass non valevano. Per il 2027 l'associazione turistica della valle ha già scritto che la regolazione tornerà nei mesi estivi, con i dettagli in primavera.
L'arrivo è a Belluno. Dal 7° Alpini il sentiero 501 scende la Val d'Ardo fino a Bolzano Bellunese: da lì prosegui a piedi fino in centro o prendi un autobus, e i gestori contano cinque ore dal rifugio a Belluno. In centro c'è l'info point dove chi finisce l'Alta Via si fa mettere il timbro, come ricordava il Comune nel luglio 2024.
Belluno ha la stazione ferroviaria, sulla linea Padova-Belluno-Calalzo e con i treni diretti che arrivano da Venezia per Treviso e Conegliano. Se l'auto è rimasta in Val Pusteria, il ritorno con i mezzi è lungo: treno fino a Calalzo, autobus della linea 30 di Dolomiti Bus fino a Cortina, poi la linea 445 fino a Dobbiaco. Gli orari del 2027 non sono ancora pubblicati. Il resto è nella guida alle Dolomiti senza auto.
Domande frequenti
Quante tappe ha l'Alta Via 1 e quanto è lunga?
La guida della Provincia di Belluno, con gli stessi numeri del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e del portale del CAI, la divide in 12 tappe: 125 chilometri dal Lago di Braies a Belluno, 7.300 metri di dislivello in salita e 8.400 in discesa, 57 ore di cammino netto. Altre fonti parlano di 150 chilometri. Con la variante del Rifugio Bianchet, che esce per la Val Vescovà, si chiude in 11 giorni.
L'Alta Via 1 è difficile? Serve il kit da ferrata?
È classificata EE ed EEA. Le prime tappe sono facili. I tratti attrezzati sono la discesa dal Nuvolau al Passo Giau, il Sentiero Flaibani sotto il Pelmo e soprattutto la ferrata Piero Rossi, ex Marmol, alla fine. I primi due si evitano con le varianti della guida provinciale. Per la ferrata finale ci sono la variante senza ferrata dei gestori del 7° Alpini, da 8 a 10 ore, e quella che scende per il Rifugio Bianchet.
Quando aprono le prenotazioni dei rifugi dell'Alta Via 1 per il 2027?
Non tutti insieme. A metà settembre 2026 il Coldai annunciava metà ottobre, il Vazzoler ottobre, il Venezia fine novembre, il Croda da Lago il 1° dicembre e il Nuvolau gennaio 2027. Il Nuvolau, con 24 letti, è fra i più piccoli ed è l'ultimo ad aprire fra quelli che hanno dato una data: conviene costruire il giro attorno a quella notte.
Qual è il rifugio con meno posti letto sull'Alta Via 1?
Fra quelli dove finiscono le tappe e che dichiarano il numero, il Città di Fiume, con 20 letti. Seguono il Nuvolau con 24 e il Pramperet con 25. Il Città di Fiume è la quinta sera: se tutti seguissero la sequenza della guida, da Braies non potrebbero partire più di 20 persone al giorno.
Come si arriva al Lago di Braies senza auto?
In treno in Val Pusteria e poi con la linea 442, che parte da Dobbiaco e passa da Villabassa. In alta stagione c'è anche la 439 dalla stazione di Monguelfo. Nel 2026, nel periodo regolato dal 1° luglio al 15 settembre, il bus andava prenotato online e Mobilcard e Guest Pass non valevano. Le regole del 2027 escono in primavera.
Come si torna indietro da Belluno?
Belluno ha la stazione ferroviaria, sulla linea Padova-Belluno-Calalzo e con i treni diretti da Venezia. Per tornare in Val Pusteria con i mezzi prendi il treno fino a Calalzo, il bus della linea 30 fino a Cortina e la linea 445 fino a Dobbiaco.
In che periodo si può fare l'Alta Via 1?
Quando tutti i rifugi della catena sono aperti. Nel 2026 i primi aprivano fra fine maggio e giugno, le camere del Nuvolau e il Rifugio Venezia chiudevano il 20 settembre e il Tissi il 19. La sezione del CAI di Belluno indica per i suoi rifugi, di norma, da metà giugno al 20 settembre. Le date del 2027 non sono ancora pubblicate.