Nelle Dolomiti l'acqua non sta mai ferma. Scende dai ghiacciai, si infila nelle gole e a un certo punto salta nel vuoto. Ne nascono cascate che valgono da sole una gita: alcune le raggiungi in dieci minuti dal parcheggio, altre te le guadagni con una camminata nel bosco. In ogni caso, il rumore che senti prima ancora di vederle dice già tutto.
Le più conosciute sono tre. I Serrai di Sottoguda ai piedi della Marmolada, con la cascata del Franzei che d'inverno diventa una parete di ghiaccio. Le Cascate di Fanes vicino a Cortina, nascoste nel parco naturale. E le Cascate di Sappada, un corridoio di roccia dove l'acqua fa un salto dopo l'altro, a due passi da dove nasce il Piave.
In questa guida ti dico dove sono, come arrivarci, quando c'è più acqua e quali sono adatte ai bambini. Trovi anche il legame tra le cascate e l'arrampicata su ghiaccio, che qui è di casa. Se prima vuoi un quadro più ampio, parti dalla guida su cosa vedere nelle Dolomiti.
I Serrai di Sottoguda e la cascata del Franzei
I Serrai di Sottoguda sono una gola naturale scavata dal torrente Pettorina, ai piedi della Marmolada. Il canyon si allunga per circa due chilometri e mezzo tra il paese di Sottoguda e Malga Ciapela, con pareti di roccia altissime e punti in cui la larghezza scende a pochi metri. Cammini in fondo alla gola, con l'acqua accanto e la roccia che si chiude sopra la testa.
Dentro i Serrai scende la cascata del Franzei, un salto d'acqua di circa 110 metri lungo la parete. È la più alta della zona ed è anche quella che d'inverno gela e diventa un obiettivo per chi arrampica sul ghiaccio. Lungo il percorso incontri anche una piccola chiesa e una statua della Madonna in una grotta naturale.
Una cosa da sapere prima di partire: dopo la tempesta Vaia del 2018 l'accesso alla gola ha subito limitazioni per motivi di sicurezza. Prima di andare conviene verificare l'apertura del percorso e le regole d'ingresso presso l'ufficio turistico o il consorzio locale, perché le condizioni cambiano di stagione in stagione.
Le Cascate di Fanes, tra le più belle delle Alpi
Le Cascate di Fanes si trovano nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, poco a nord di Cortina. Sono due salti, una cascata alta e una bassa, che l'acqua compie dentro un anfiteatro di roccia chiara circondato dal bosco. La camminata per raggiungerle è già mezza gita, tra abeti e scorci sulle Tofane.
Il punto di partenza più comodo è da Cortina. Si va verso Dobbiaco, si supera l'area di Fiames e si parcheggia gratis vicino al Ponte Felizon, all'ingresso del parco. Da lì un sentiero facile porta alla cascata bassa in poco tempo, mentre per quella alta serve un po' più di salita. In estate il parcheggio si riempie presto, quindi meglio arrivare al mattino.
Le Fanes si possono raggiungere anche dal versante altoatesino, partendo da San Vigilio di Marebbe verso Pederü. Il periodo giusto va da giugno a novembre, quando i sentieri sono liberi dalla neve. È una delle mete d'acqua più amate della zona e, con la giornata giusta, la vista ripaga la camminata.
Le Cascate di Sappada e le sorgenti del Piave
Le Cascate di Sappada, chiamate anche Cascatelle del Mühlbach o del Rio del Mulino, sono a due passi dal centro del paese. L'acqua scende dentro un corridoio di roccia stretto e ripido, con un salto finale di una ventina di metri e tante cascatelle più piccole lungo il percorso. Il sentiero è breve, all'ombra della gola, e attrezzato con ponticelli e scalette che lo rendono adatto quasi a tutti.
Poco più su, in Val Sesis, nascono le sorgenti del Piave. L'acqua sgorga alle pendici del Monte Peralba, intorno ai 1.830 metri, e si raccoglie in una fontana di pietra con la scritta 'Qui nasce il Piave'. Il fiume caro alla storia italiana parte proprio da qui, in un angolo tranquillo di montagna raggiungibile con una camminata semplice.
Sappada è un buon punto di partenza per unire più cose in una giornata: le cascatelle al mattino, le sorgenti nel pomeriggio, con in mezzo il paese e le sue frazioni. È una zona di confine tra Veneto e Friuli, più raccolta rispetto alle valli attorno al Sella, e proprio per questo piace a chi cerca meno folla.
Quando andare: il disgelo e la portata massima
Le cascate delle Dolomiti hanno il loro momento migliore con il disgelo. Tra la primavera e l'inizio dell'estate, quando la neve accumulata in quota si scioglie, i torrenti si gonfiano e i salti d'acqua raggiungono la portata massima. È il periodo in cui le cascate fanno più rumore e più spettacolo, di solito tra maggio e i primi di luglio a seconda dell'annata e della quota.
In piena estate la portata cala un po', ma le cascate restano belle e i sentieri sono tutti aperti e comodi. In autunno l'acqua diminuisce ancora, però il bosco intorno cambia colore e regala un contorno diverso. Dopo forti piogge, in qualsiasi stagione, le cascate tornano gonfie in fretta: sono i giorni in cui rendono di più.
Un consiglio pratico: dopo giorni di pioggia intensa controlla lo stato dei sentieri prima di partire, perché nelle gole strette l'acqua sale in fretta e alcuni tratti possono chiudere per sicurezza. Le mezze stagioni, con acqua abbondante e poca gente, sono spesso il compromesso migliore.
Le cascate di ghiaccio e l'arrampicata a Sottoguda
D'inverno la storia cambia del tutto. Il freddo blocca l'acqua e le cascate che scendono dalle pareti dei Serrai si trasformano in colonne di ghiaccio. La gola di Sottoguda è uno dei posti più conosciuti in Europa per l'arrampicata su ghiaccio, con vie di ogni difficoltà a pochi minuti a piedi dall'ingresso.
Il canyon funziona come una palestra naturale. C'è terreno per chi muove i primi passi con piccozze e ramponi, seguito da una guida, e ci sono linee più dure per chi ha già esperienza. La cascata del Franzei, con i suoi salti, è tra le mete che gli arrampicatori tengono d'occhio quando il gelo è al punto giusto.
Se l'idea di camminare tra le cascate di ghiaccio ti attira anche solo da spettatore, guarda le cascate di ghiaccio di Sottoguda. Per l'arrampicata vera e propria serve attrezzatura adeguata e, se non hai esperienza, il supporto di una guida alpina: il ghiaccio è bello ma va rispettato.
Cascate adatte alle famiglie
Non tutte le cascate chiedono gambe allenate. Le Cascatelle di Sappada sono la scelta più semplice con i bambini: il sentiero è corto, all'ombra, e i ponticelli e le scalette rendono la passeggiata quasi un gioco. L'acqua che salta di roccia in roccia tiene i più piccoli incollati a guardare.
Anche la cascata bassa di Fanes è alla portata delle famiglie, partendo dal parcheggio del parco vicino a Cortina. Il tratto fino al primo salto è breve e i piccoli reggono senza problemi. Per la cascata alta, invece, serve un po' più di camminata e attenzione, quindi valuta l'età dei bambini prima di allungare il giro.
In generale, con i bambini conviene puntare sui sentieri brevi e attrezzati, evitare i giorni di piena dopo forti piogge e portare scarpe con una buona suola, perché vicino all'acqua le rocce sono spesso bagnate e scivolose. Con queste accortezze una gita alle cascate diventa la parte più divertente della vacanza.
Come arrivare, in breve
Le tre mete stanno in zone diverse delle Dolomiti, quindi conviene sceglierle in base a dove alloggi. I Serrai di Sottoguda sono ai piedi della Marmolada, si arriva a Sottoguda in auto passando per Rocca Pietore, lungo la strada che sale verso Malga Ciapela e il passo Fedaia.
Le Cascate di Fanes hanno due porte d'ingresso. Da Cortina si va verso Dobbiaco e si parcheggia vicino al Ponte Felizon, all'imbocco del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo. Dal versante altoatesino si parte da San Vigilio di Marebbe verso Pederü, con l'ultimo tratto soggetto a pedaggio.
Le Cascate di Sappada sono le più semplici da raggiungere: si arriva a Sappada in auto e le cascatelle partono vicino al centro, mentre le sorgenti del Piave si trovano poco più su, in Val Sesis. Ovunque tu vada, controlla parcheggi e aperture nel periodo scelto, perché in alta stagione gli spazi finiscono presto.
Domande frequenti
Quali sono le cascate più belle delle Dolomiti?
Tra le più conosciute ci sono i Serrai di Sottoguda con la cascata del Franzei, alta circa 110 metri, ai piedi della Marmolada; le Cascate di Fanes vicino a Cortina, nel Parco delle Dolomiti d'Ampezzo; e le Cascate di Sappada, o Cascatelle del Mühlbach, con un salto finale di una ventina di metri e le vicine sorgenti del Piave. Sono tre mete diverse tra loro, adatte a gusti e gambe differenti.
Quando andare a vedere le cascate?
Il momento migliore è con il disgelo, tra la primavera e l'inizio dell'estate, in genere da maggio ai primi di luglio, quando la neve si scioglie e i torrenti raggiungono la portata massima. In estate l'acqua cala un po' ma i sentieri sono tutti aperti. Dopo forti piogge le cascate tornano gonfie in fretta, in qualsiasi stagione.
Le cascate delle Dolomiti sono adatte alle famiglie?
Sì, diverse lo sono. Le Cascatelle di Sappada hanno un sentiero corto e attrezzato con ponticelli e scalette, perfetto con i bambini. Anche la cascata bassa di Fanes si raggiunge con una camminata breve dal parcheggio del parco vicino a Cortina. Meglio evitare i giorni di piena dopo forti piogge e usare scarpe con buona suola, perché le rocce vicino all'acqua sono scivolose.
Si possono vedere cascate di ghiaccio?
Sì, d'inverno. Nella gola dei Serrai di Sottoguda le cascate che scendono dalle pareti gelano e diventano colonne di ghiaccio. È uno dei posti più noti in Europa per l'arrampicata su ghiaccio, con vie di ogni difficoltà a pochi minuti dall'ingresso. Per arrampicare servono attrezzatura adeguata e, senza esperienza, il supporto di una guida alpina.
Come si arriva alle Cascate di Fanes?
Ci sono due punti di partenza. Da Cortina si va verso Dobbiaco, si supera Fiames e si parcheggia gratis vicino al Ponte Felizon, all'ingresso del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo, da dove un sentiero facile porta alla cascata bassa. In alternativa si parte da San Vigilio di Marebbe verso Pederü, sul versante altoatesino. Il periodo consigliato va da giugno a novembre.
Dove sono le cascate di Sappada?
Le Cascatelle del Mühlbach, o del Rio del Mulino, si trovano a due passi dal centro di Sappada, al confine tra Veneto e Friuli, dentro un corridoio di roccia raggiungibile con un breve sentiero attrezzato. Poco più su, in Val Sesis, alle pendici del Monte Peralba intorno ai 1.830 metri, nascono le sorgenti del Piave.