Il Parco naturale Tre Cime misura 11.878 ettari nei comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido. La Provincia di Bolzano lo ha istituito con un decreto di vincolo del 22 dicembre 1981. In tedesco si chiama Naturpark Drei Zinnen.

Sta tutto in Alto Adige, e questa è la cosa che più spesso confonde. Il parco è delimitato a nord dalla Val Pusteria, a est dalla Val di Sesto, a ovest dalla Val di Landro e a sud dal confine con la provincia di Belluno. Vuol dire che la strada a pedaggio da Misurina, il parcheggio del Rifugio Auronzo e le pareti sud delle Tre Cime restano fuori: sono in Veneto.

Qui trovi com'è fatto il parco, cosa ci si vede, da dove si entra a piedi e i divieti che valgono solo qui. La montagna in sé è nella pagina delle Tre Cime di Lavaredo, l'accesso in auto e in bus nella guida su come si arriva.

Due terzi di sasso

La Provincia scrive una cosa che spiega bene il paesaggio: circa due terzi del territorio del parco sono coperti da rocce e pendici detritiche. Il verde è una minoranza, e sta nelle valli e sui pochi ripiani.

La forma attuale è recente, in termini geologici: si è fatta negli ultimi due o tre milioni di anni, con l'acqua e i ghiacciai. I dossi e le alture circolari levigate dal ghiaccio si leggono bene sugli altipiani intorno alle Tre Cime e nell'Alta Val Fiscalina. In basso i detriti hanno sepolto tratti della Val Campo di Dentro, della Val Fiscalina e della Valle della Rienza, e in quei punti i torrenti scorrono sotto i sassi.

La Valle di Sesto, scrive la Provincia, è il luogo migliore di tutte le Dolomiti per capire la stratificazione. Dal basamento di scisti quarziferi si sale ai conglomerati di Ponte Gardena e della Val Gardena, da cui per secoli si ricavarono macine per i mulini, poi alle formazioni a Bellerophon e, fino a 2.000 metri, agli strati di Werfen, che non si vedono perché il bosco li copre. Sopra, la Dolomia dello Sciliar fa la Rocca dei Baranci, i Tre Scarperi, la Croda Rossa di Sesto, la Cima Undici e il Monte Popera, e la Dolomia Principale, in banchi orizzontali, fa la Cima Dodici (3.094 metri), il Monte Paterno (2.744) e le Tre Cime di Lavaredo (2.999).

L'acqua, che qui è poca e famosa

Nel parco c'è un solo lago di una certa dimensione, il Lago di Landro, nella valle omonima; tutto il resto sono laghetti alpini, come i Laghi dei Piani e il Lago di Malga di Mezzo, nati su un fondo impermeabile di marne degli strati di Raibl.

Le sorgenti invece contano. La Drava nasce ai piedi della Rocca dei Baranci, e la Rienza esce dai Laghi delle Tre Cime, vicino alla Grava Longia. Ci sono poi le sorgenti sulfuree e ferruginose dei Bagni di San Candido e dei Bagni di Moso, usate da secoli a scopo curativo: una parte dell'acqua di Moso viene imbottigliata come acqua minerale da tavola.

Cosa ci si vede: il picchio muraiolo, i larici, i camosci

L'animale simbolo del parco non è una marmotta né un'aquila: è il picchio muraiolo, che risale le pareti in parte svolazzando e in parte arrampicandosi, e con il becco lungo tira fuori insetti e ragni dalle fessure. Sulle stesse rocce ci sono il fringuello alpino, il sordone e l'aquila reale, che qui alleva uno o due aquilotti all'anno.

Sopra il limite del bosco, fino a 2.800 metri, si stendono praterie che nessuno ha mai coltivato: cariceti a pulvino e associazioni a sesleria, pascolo apprezzato dai camosci, e il canto dello spioncello. Fra la Rocca dei Baranci e il Passo Monte Croce i boschi sono di abete rosso e larice; sui pendii aridi della Val di Landro cresce il pino silvestre.

La cosa più bella da guardare, in basso, sono i prati alberati a larice all'imbocco della Val Fiscalina e della Val Campo di Dentro: larici sparsi, fienili piccoli, fieno e pascolo di fine estate. La Provincia avverte che negli ultimi decenni l'intensificazione agricola li ha impoveriti.

Da dove si entra: tre valli, e l'auto resta giù

Dentro il parco si entra a piedi. L'ente turistico 3 Zinnen Dolomites indica tre accessi: la Valle della Rienza da Landro, in Val di Landro; la Val Campo di Dentro da San Candido; la Val Fiscalina da Sesto. Tutte e tre finiscono a un parcheggio di fondovalle, e da lì si cammina.

D'estate dal Dobbiaco sale il bus 444 verso il Rifugio Auronzo, che va prenotato in anticipo. La strada a pedaggio da Misurina, anche quella su prenotazione, parte invece dal Veneto e non attraversa il parco: come funziona è nella guida dedicata.

Il centro visite è a Dobbiaco, dentro il Centro culturale Grand Hotel, in via Dolomiti 37: tre minuti a piedi dalla stazione, con la ciclabile della Val Pusteria che passa davanti. È il modo più comodo di cominciare senza auto.

I divieti che valgono solo qui

Oltre alle regole comuni ai parchi altoatesini — cani sotto stretta sorveglianza, droni vietati, niente tenda, niente fuochi, piante protette — il decreto di questo parco contiene un elenco preciso di sentieri vietati alle biciclette.

Sono sette tratti, e sei toccano il Rifugio Locatelli. Fra questi c'è il sentiero 101 fra la Forcella Lavaredo, sul confine provinciale, e il rifugio stesso: è il tratto che molti pensano di fare in bici come parte del giro delle Tre Cime, e non si può. Gli altri vietati sono i collegamenti del Locatelli con la Grava Longia e la Forcella di Mezzo (105), con la Val Rinbon verso il Passo Grande dei Rondoi (102), con la Val Sassovecchio e il Rifugio al Fondo Valle (102-103), con il Rifugio Tre Scarperi (105) e, per il Rifugio Pian di Cengia e il Rifugio Comici, con il Rifugio al Fondo Valle (101-103), più il tratto Rifugio Tre Scarperi-Passo Grande dei Rondoi (10-11-105).

Il resto delle regole, confrontate parco per parco, è nella guida ai parchi naturali delle Dolomiti.

Alpinisti, guerra e Patrimonio UNESCO

Queste montagne furono scoperte dall'alpinismo nella seconda metà dell'Ottocento. I primi, scrive la Provincia, furono sportivi inglesi, e i locali consideravano quelle imprese stravaganti follie: il pastore saliva fin dove cresceva l'erba, il cacciatore fin dove andavano i camosci, e il resto era dimora di demoni e giganti. Poi vennero austriaci e tedeschi, e i primi portatori e le prime guide furono reclutati fra i cacciatori più esperti.

Dal maggio 1915 la montagna cambiò uso. Per due anni e mezzo qui si combatté una guerra d'alta montagna, e per due inverni si dovette dare cibo e riparo a decine di migliaia di soldati. I pianori attorno alle Tre Cime sono ancora disseminati di schegge di granata e il Sasso di Sesto, scrive la Provincia, è sforacchiato come una forma di gruviera; al cimitero di Sesto la Danza macabra di Rudolf Stolz ricorda quegli anni.

Dall'estate 2009 il parco è Patrimonio Mondiale UNESCO, nel sistema delle Dolomiti Settentrionali. Il centro visite di Dobbiaco ospita l'esposizione permanente dedicata al Patrimonio, con una grande meridiana che spiega il ritorno ciclico delle ere glaciali e un modello tridimensionale delle stratificazioni delle Dolomiti di Sesto e di Braies. Nel 2026 apre dal 5 maggio al 31 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, con ingresso libero.

Dentro il parco

Le nostre schede che cadono nei gruppi montuosi del parco.

Escursioni

Da vedere

La Croda Rossa di Sesto e la Pala di Popera viste da Dosoledo, sopra i boschi autunnali del Comelico

Cosa vedere · Comelico e Sappada

Gruppo del Popera e Croda Rossa di Sesto

Le cime selvagge che chiudono il Comelico a nord, dalla Croda Rossa di Sesto alla Cima Undici: regno di alpinismo, vie ferrate e memorie della Grande Guerra.

Il Lago di Misurina con le Tre Cime di Lavaredo che si alzano sopra i boschi

Cosa vedere · Auronzo e Misurina

Lago di Misurina

La perla del Cadore: un lago alpino a 1.754 metri, dall'aria celebre per la sua purezza, incorniciato dai Cadini e a un passo dalle Tre Cime.

La Val Fiscalina vista dall'alto, con le cime della Meridiana di Sesto

Cosa vedere · Val di Sesto (Alta Pusteria)

Meridiana delle Dolomiti di Sesto

Cinque cime sopra Sesto portano il nome di un'ora, dal Nove all'Una: il sole ci passa sopra una dopo l'altra e la cima su cui si trova dice, più o meno, che ora è.

La Val Fiscalina con i prati e lo steccato, e le cime della Meridiana di Sesto sullo sfondo

Cosa vedere · Val di Sesto (Alta Pusteria)

Val Fiscalina

Una valle corta e spettacolare ai piedi delle Dolomiti di Sesto, dove i sentieri scorrono pianeggianti sotto le pareti della Meridiana di Sesto.

Le pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo tra la nebbia, con le vacche al pascolo

Cosa vedere · Val di Sesto (Alta Pusteria)

Versante nord delle Tre Cime di Lavaredo

Il volto più severo delle Tre Cime, le pareti che hanno fatto la storia dell'alpinismo, raggiunto dalla Val Fiscalina.

Rifugi

Domande frequenti

Il Parco naturale Tre Cime comprende il Rifugio Auronzo?
No. Il parco sta tutto in Alto Adige, nei comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido, e a sud finisce sul confine con la provincia di Belluno. La strada a pedaggio da Misurina, il parcheggio del Rifugio Auronzo e le pareti sud sono in Veneto, fuori dall'area protetta.
Quanto è grande il Parco naturale Tre Cime?
11.878 ettari, secondo la scheda della Provincia di Bolzano, con un dislivello di 1.961 metri fra il punto più basso e il più alto. Dobbiaco mette nel parco il 33 per cento del proprio territorio, Sesto il 50 e San Candido il 47.
Quando è stato istituito il parco Tre Cime?
Nel 1981: il decreto di vincolo paesaggistico è del 22 dicembre 1981, n. 103/V/81, con le modifiche successive. È il più giovane dei quattro parchi naturali dolomitici dell'Alto Adige.
Da dove si entra a piedi nel parco Tre Cime?
Da tre valli: la Valle della Rienza da Landro, la Val Campo di Dentro da San Candido e la Val Fiscalina da Sesto. Tutte e tre finiscono a un parcheggio di fondovalle, da dove si cammina. D'estate c'è anche il bus 444 da Dobbiaco, da prenotare in anticipo.
Si può andare in mountain bike nel parco Tre Cime?
Non ovunque. Il decreto del parco vieta la bici su sette sentieri o tratti, sei dei quali toccano il Rifugio Locatelli. Fra questi c'è il sentiero 101 fra la Forcella Lavaredo e il rifugio, cioè un pezzo del giro delle Tre Cime. Sugli altri percorsi valgono le regole generali dei parchi altoatesini, che consigliano gli itinerari ufficiali per mountain bike.
Dov'è il centro visite del parco e cosa c'è dentro?
A Dobbiaco, nel Centro culturale Grand Hotel, in via Dolomiti 37, a tre minuti a piedi dalla stazione. Ospita l'esposizione permanente sulle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, una grande meridiana sulle ere climatiche e un modello tridimensionale delle stratificazioni. Nel 2026 è aperto dal 5 maggio al 31 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, con ingresso libero.
C'è un solo lago nel parco Tre Cime?
Un solo lago esteso, sì: il Lago di Landro, nella valle omonima. Gli altri sono laghetti alpini, come i Laghi dei Piani e il Lago di Malga di Mezzo, posati su un fondo impermeabile di marne. Dai Laghi delle Tre Cime, vicino alla Grava Longia, nasce la Rienza.