Quasi tutta la superficie dei nove sistemi delle Dolomiti UNESCO è tutelata: da parchi nazionali, regionali o provinciali, come monumento o come sito Natura 2000. La Fondazione Dolomiti UNESCO elenca nove parchi sul territorio del riconoscimento, più il monumento naturale del Bletterbach: quattro in Alto Adige, due in Trentino, due in Veneto e uno in Friuli Venezia Giulia.

Nei parchi si cammina liberamente. Il Paneveggio, per esempio, scrive di essere aperto tutti i giorni dell'anno, senza orari e senza biglietto per gli spazi esterni. Cambiano però alcune regole: come tieni il cane, dove pianti una tenda, se puoi far volare un drone. E cambiano da un parco all'altro, perché ogni provincia e regione ha le sue leggi.

Qui trovi i parchi uno per uno, con i dati e i centri visite pubblicati dagli enti, e poi le regole, prima quelle dell'Alto Adige e poi le differenze negli altri parchi.

Quali sono i parchi delle Dolomiti

I nove parchi non sono dello stesso tipo. In Alto Adige sono parchi naturali provinciali, tutelati ciascuno da un decreto di vincolo paesaggistico. In Trentino sono parchi provinciali con un proprio ente e un piano del parco. In Veneto ci sono un parco regionale, affidato alle Regole d'Ampezzo, e un parco nazionale, le Dolomiti Bellunesi. In Friuli Venezia Giulia c'è un parco regionale.

Superficie e anno di nascita, come li pubblicano gli enti:

  • Sciliar-Catinaccio, Alto Adige: 7.288 ettari, istituito nel 1974, il primo dei sette parchi naturali altoatesini
  • Puez-Odle, Alto Adige: 10.729 ettari, istituito nel 1978 e ampliato nel 1999
  • Fanes-Senes-Braies, Alto Adige: 25.485 ettari, istituito nel 1980
  • Tre Cime, Alto Adige: 11.878 ettari, istituito nel 1981
  • Paneveggio-Pale di San Martino, Trentino: 19.726 ettari, istituito con la legge provinciale 18 del 1988
  • Adamello Brenta, Trentino: 620,50 chilometri quadrati dal 2003, istituito con la stessa legge del 1988
  • Dolomiti d'Ampezzo, Veneto: istituito dalla Regione Veneto nel 1990
  • Dolomiti Bellunesi, Veneto, parco nazionale: poco più di 31.000 ettari, istituito con decreto ministeriale del 20 aprile 1990
  • Dolomiti Friulane, Friuli Venezia Giulia: 36.950 ettari, istituito con legge regionale nel 1996

Alto Adige: Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Sciliar-Catinaccio

Il parco naturale Tre Cime (Naturpark Drei Zinnen) sta nel settore nord-orientale delle Dolomiti, fra la Val Pusteria, la Val di Sesto, la Val di Landro e il confine con la provincia di Belluno. Comprende boschi, pascoli e le Dolomiti di Sesto, con le Tre Cime di Lavaredo: 11.878 ettari nei comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido. Il centro visite è a Dobbiaco, nel centro culturale Grand Hotel, a 3 minuti a piedi dalla stazione. Nel 2026 è aperto dal 5 maggio al 31 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, con ingresso libero, e ospita una mostra permanente sulle Dolomiti Patrimonio UNESCO. Il lato nord delle Tre Cime, quello del rifugio Locatelli, ha una scheda a parte.

Il parco naturale Fanes-Senes-Braies è il più esteso dei quattro: 25.485 ettari fra Dobbiaco, Braies, Valdaora, Badia, Marebbe e La Valle. Protegge i prati calcarei e le forme carsiche delle Dolomiti di Braies e del gruppo di Fanes: gli altipiani di Fanes e Senes, Prato Piazza, laghi come il Lago di Braies e il Lago di Dobbiaco. Il centro visite è a San Vigilio di Marebbe, all'inizio della Val di Rudo, con parcheggio gratuito: nel 2026 è aperto fino al 31 ottobre, dal martedì al sabato, con gli stessi orari di Dobbiaco. Il 10 settembre 2026 la Provincia ha annunciato il rinnovo completo dell'edificio, che è del 2000: la progettazione dovrebbe partire nella primavera 2027 e i lavori sono previsti per la metà del 2028. Più dettagli sul parco sono nella nostra scheda.

Il parco naturale Puez-Odle (Naturpark Puez-Geisler) va dal Passo delle Erbe al Passo Gardena e tocca la Val Badia, la Val di Funes e la Val Gardena: 10.729 ettari fra Badia, Corvara, Funes, San Martino in Badia, Ortisei, Santa Cristina e Selva. A nord ci sono le Odle e il Sas de Putia, a sud gli altipiani della Gherdenacia e del Sassongher, il gruppo del Puez con la Vallunga e il gruppo del Cir. La Provincia lo chiama un libro aperto sulla storia della Terra, per le rocce e gli strati che vi si leggono. Il centro visite, aperto dal 2009, è a Santa Maddalena in Val di Funes, a pochi minuti a piedi dalla fermata dell'autobus Vergin: nel 2026 dal 5 maggio al 31 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18. A Zannes c'è anche un punto informativo sulle Dolomiti UNESCO.

Il parco naturale Sciliar-Catinaccio (Naturpark Schlern-Rosengarten) è il primo parco naturale istituito in Alto Adige, nel 1974: 7.288 ettari fra Castelrotto, Tires e Fiè allo Sciliar. Comprende il massiccio dello Sciliar con le cime Santner ed Euringer, il Catinaccio con il Catinaccio d'Antermoia, 3.002 metri, i boschi intorno a Siusi, Fiè e Tires e la Val Ciamin. Il centro visite è a Siusi, in piazza Oswald von Wolkenstein 6, a 2 minuti a piedi dall'autostazione. La pagina ufficiale dà gli orari senza un periodo: dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14 alle 18, a luglio e agosto anche la domenica dalle 9 alle 12. Ci sono poi due punti informativi, al laghetto di Fiè e alla segheria Steger a Tires.

Trentino: Paneveggio-Pale di San Martino e Adamello Brenta

Il Paneveggio-Pale di San Martino occupa 19.726 ettari in sette comuni, per il 64 per cento nel comune di Primiero San Martino di Castrozza. È stato istituito dalla Provincia di Trento con la legge provinciale 18 del 1988, poi sostituita dalla legge provinciale 11 del 2007. A est ci sono le Pale di San Martino, con il Cimon della Pala, il Mulaz e la Vezzana. A ovest ci sono i porfidi della catena del Lagorai. In mezzo c'è la foresta di Paneveggio.

I centri visitatori sono tre, più la casa del sentiero etnografico del Vanoi. A settembre 2026 il parco pubblica questi orari, senza una data di chiusura. Villa Welsperg, la sede, a Castelpietra, dal 28 settembre apre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, e nel fine settimana dalle 9 alle 12:30 e dalle 14 alle 17. Il centro di Paneveggio dal 14 settembre apre solo nel fine settimana, dalle 10 alle 13:30 e dalle 14 alle 16:30. Quello di San Martino di Castrozza dal 7 settembre apre solo nel fine settimana, dalle 9 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30.

L'Adamello Brenta è il più grande dei due: dal 2003 misura 620,50 chilometri quadrati e comprende l'Adamello, la Presanella e le Dolomiti di Brenta. L'ente racconta che nacque nel primo piano urbanistico provinciale, nel 1967, insieme al Paneveggio, e che furono i primi due parchi provinciali d'Italia. L'atto che lo ha istituito, insieme al Paneveggio, è la legge provinciale 18 del 6 maggio 1988; dal 2007 vale la legge provinciale 11. Nel 2009 il gruppo di Brenta è entrato nel Patrimonio UNESCO, e dal 2015 il parco è fra gli UNESCO Global Geoparks. È anche il parco dell'orso bruno, a cui le norme del parco dedicano un impegno particolare: come comportarti lo trovi nella guida alla fauna delle Dolomiti.

Il parco ha sette case del parco, ciascuna con un tema. Nel Brenta c'è la casa del parco Lago Rosso, sulle sponde del Lago di Tovel, che spiega perché il lago si arrossava fino al 1964. Apre dal 13 giugno al 27 settembre tutti i giorni e dal 1° maggio al 1° novembre nei fine settimana, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con ingresso gratuito. Il resto del gruppo è nella guida alle Dolomiti di Brenta.

Veneto e Friuli: Dolomiti d'Ampezzo, Dolomiti Bellunesi e Dolomiti Friulane

Il parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo è stato istituito dalla Regione Veneto con la legge regionale 21 del 22 marzo 1990, su una parte della proprietà antica e indivisa delle Regole d'Ampezzo, che lo gestiscono. Comprende la metà settentrionale del territorio di Cortina d'Ampezzo: la Tofana, le Cime di Fanes e il Lagazuoi, il Col Bechei, la Croda Rossa e il Cristallo. A nord confina con il parco Fanes-Senes-Braies. Sul Lagazuoi, sulla Tofana e sul Cristallo, scrive il parco, gli impianti di risalita funzionano anche d'estate. Nove riserve integrali e undici orientate coprono il 25 per cento dell'area, e sentieri e piste forestali superano i 300 chilometri, con 8 vie ferrate e 6 sentieri attrezzati. Il Sorapis, il Nuvolau e la Croda da Lago non fanno parte del parco: dal 2003 una parte di questi massicci è tutelata come area Natura 2000.

Il parco nazionale Dolomiti Bellunesi è l'unico parco nazionale di questa guida. È stato istituito con decreto ministeriale del 20 aprile 1990, e l'ente che lo gestisce è nato il 12 luglio 1993. Si estende per poco più di 31.000 ettari in 15 comuni della provincia di Belluno, fra le valli del Cismon e del Piave, fino alla Val Pramper, in Val di Zoldo. I gruppi sono le Vette Feltrine, il Cimonega, il Pizzocco, i Monti del Sole, la Schiara, la Talvena, il Pramper e lo Spiz di Mezzodì. Il simbolo è la campanula di Moretti, un fiore endemico delle Dolomiti, e la sorveglianza spetta ai Carabinieri forestali. Il museo naturalistico del parco è a Belluno, in piazza Piloni 25: apre il lunedì dalle 15 alle 17, con ingresso libero.

Il parco naturale delle Dolomiti Friulane è stato istituito dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la legge regionale 42 del 30 settembre 1996. Con 36.950 ettari è il più esteso dei due parchi del Friuli Venezia Giulia. Sta fra la Valcellina, l'alta valle del Tagliamento e la Val Tramontina, nelle province di Pordenone e Udine, e ha sede a Cimolais. Le sue vallate non hanno strade principali né paesi: ci sono solo alcune strade di fondovalle e piste di servizio. Il simbolo della Val Cimoliana, il cuore del parco, è il Campanile di Val Montanaia.

Le regole nei parchi dell'Alto Adige

Ogni parco naturale altoatesino è tutelato da un decreto di vincolo paesaggistico, e i decreti dei quattro parchi dolomitici sono stati emanati in base alla legge provinciale 25 luglio 1970, n. 16, sulla tutela del paesaggio. Per piante, fossili e minerali vale in tutti i parchi la legge provinciale 12 maggio 2010, n. 6, la legge di tutela della natura. La Provincia riassume le regole in una pagina sola, uguale per tutti i parchi.

I decreti contengono anche gli elenchi precisi. Nel parco Tre Cime le bici sono vietate su sette sentieri o tratti, sei dei quali toccano il rifugio Locatelli. Fra questi c'è il 101 fra la Forcella di Lavaredo e il rifugio: se pensi di fare in bici il giro delle Tre Cime, su quel tratto non si passa. Nel Puez-Odle le bici sono vietate sul sentiero delle Odle, il sentiero Adolf Munkel. In tutti e quattro i parchi i veicoli ammessi non possono superare i 30 all'ora.

Sui droni ci sono due livelli, il divieto dei parchi e le zone geografiche dell'ENAC. Dal 30 gennaio 2023 i sette parchi naturali altoatesini sono fra le 18 zone in cui i droni sotto i 25 kg non possono volare, anche quelli piccoli e senza telecamera. Fra i voli che non si possono autorizzare la Provincia elenca quelli amatoriali, per i matrimoni, pubblicitari o per i social.

  • Cani: ammessi, di qualsiasi razza e taglia, sotto stretta sorveglianza e mai liberi di vagare; la Provincia raccomanda il guinzaglio
  • Droni: vietati; ammessi solo per conto dei parchi o per attività di pubblico interesse coerenti con la tutela, e in deroga per ricerca scientifica e rilievi tecnici
  • Tende: vietato pernottare in tenda; l'unica eccezione è il bivacco alpinistico, provvisorio e non previsto
  • Fuochi: vietati all'aperto, salvo per il lavoro agricolo e forestale e per le ricorrenze tradizionali
  • Bici ed e-bike: vietate sui sentieri indicati nei decreti; la Provincia consiglia i percorsi ufficiali per mountain bike
  • Piante e fiori: tutte le specie sono protette e non si raccolgono
  • Funghi: raccolta di norma vietata; è consentita solo a proprietari e residenti nei comuni del parco, con limiti
  • Minerali e fossili: serve un permesso speciale, solo per scopi scientifici o didattici
  • Veicoli a motore: vietati in linea di principio, salvo permessi eccezionali
  • Rifiuti e rumori: vietato lasciare rifiuti, anche organici, e disturbare con rumori inutili

Cani e droni negli altri parchi: dove cambia di più

Sul cane la differenza è netta. In Alto Adige il guinzaglio è raccomandato, altrove è la regola. Nell'Adamello Brenta e nel Paneveggio le norme del parco obbligano a tenerlo sempre al guinzaglio, con eccezioni per il soccorso, la custodia del bestiame e poche altre attività di lavoro. Nelle Dolomiti Bellunesi il cane al guinzaglio è ammesso ovunque tranne che nelle zone A, le riserve integrali. Anche il parco d'Ampezzo e le Dolomiti Friulane chiedono di tenerlo al guinzaglio.

Sui droni nessuno dei parchi di Trentino e Veneto concede voli per svago. Nell'Adamello Brenta si autorizzano solo sorvoli per esigenze di interesse pubblico e professionale, non per attività private o amatoriali. Nel Paneveggio il sorvolo sotto i 500 metri dal suolo è vietato senza autorizzazione, e i droni volano liberamente solo per soccorso, sorveglianza e ricerche del parco, o con permesso per lavori pubblici e privati. Ad Ampezzo il sorvolo con droni è vietato senza un'autorizzazione scritta, che il parco rilascia per documentari naturalistici, rilievi, soccorso e sicurezza, e che va chiesta almeno quattro giorni prima. Nelle Dolomiti Bellunesi l'ente autorizza i droni solo per le attività di interesse del parco, come la ricerca o le riprese concordate. Le Dolomiti Friulane scrivono che ogni sorvolo, anche amatoriale o sportivo, va prima verificato e autorizzato dall'ente.

Tende, fuochi, bici e funghi fuori dall'Alto Adige

Anche qui ogni parco ha le sue norme. Le tende sono il punto più restrittivo, i funghi quello più vario. Le regole in sintesi, dalle norme dei parchi:

Per la bici fuori dai parchi e sui percorsi aperti c'è la nostra guida alla bici nelle Dolomiti.

  • Adamello Brenta, tende: campeggio libero vietato; ammessa solo una tenda singola per il bivacco alpino, dal tramonto all'alba, dove non ci sono strutture ricettive e lontano dalle rive dei laghi
  • Paneveggio, tende: la tenda singola, dal tramonto all'alba, è ammessa solo per attività alpinistiche, cioè per aprire o salire una via; non per chi cammina sui sentieri o sulle ferrate
  • Dolomiti Bellunesi, tende: campeggio libero e bivacco vietati, salvo emergenza; il bivacco in parete durante una salita conta come emergenza
  • Dolomiti d'Ampezzo, tende: non si campeggia con tende e camper; ci sono aree di sosta a valle, bivacchi fissi e rifugi
  • Dolomiti Friulane, tende: il parco chiede di piantarla solo in caso di estrema necessità
  • Fuochi: nell'Adamello Brenta solo nei punti fuoco fissi autorizzati, nel Paneveggio solo nei luoghi predisposti dal parco, nelle Dolomiti Friulane solo nelle aree attrezzate, ad Ampezzo mai
  • Fuochi nelle Dolomiti Bellunesi: vietati tutto l'anno, salvo i bracieri fissi delle aree attrezzate; non sono ammessi nemmeno i fornelli da campo e i barbecue portatili
  • Bici nell'Adamello Brenta: ammesse su strade e piste forestali; sui sentieri vietate dove lo stabilisce la Provincia, e il parco può aggiungere altri tratti
  • Bici nel Paneveggio: vietate sui sentieri, nei prati, nei pascoli e nel bosco, salvo i percorsi che il parco indica per la mountain bike
  • Bici nelle Dolomiti Bellunesi: solo sulle strade pubbliche, sulle strade silvo-pastorali delle zone C e D e sugli itinerari indicati nelle zone B
  • Bici ad Ampezzo: niente mountain bike sui sentieri; i percorsi ciclabili sono segnati in azzurro sulla carta del parco
  • Fiori: nell'Adamello Brenta vietato raccogliere la flora spontanea, ammessi i piccoli frutti; ad Ampezzo vietato raccogliere o danneggiare qualsiasi pianta
  • Funghi nell'Adamello Brenta: si seguono le norme provinciali, con limiti per i non residenti nelle riserve
  • Funghi nel Paneveggio: le norme del parco li riservano ai residenti in provincia di Trento e li vietano nelle riserve integrali
  • Funghi nelle Dolomiti Bellunesi: solo residenti, nativi dei comuni del parco e proprietari, nelle zone C e D, al massimo 3 kg a testa al giorno
  • Funghi ad Ampezzo: vietati, anche quelli non commestibili, come fossili, minerali e reperti della guerra
  • Funghi nelle Dolomiti Friulane: serve un permesso degli enti competenti

Parchi e Patrimonio UNESCO non sono la stessa cosa

Il Patrimonio UNESCO, dal 2009, è fatto di nove sistemi montuosi. I parchi hanno confini propri, leggi diverse e storie diverse. La Fondazione Dolomiti UNESCO scrive che quasi tutta la superficie dei nove sistemi è tutelata: da parchi nazionali, regionali o provinciali, come monumento o come zona SIC e ZPS. Nell'elenco dei parchi che condividono il territorio del riconoscimento ci sono i nove di questa guida, più il monumento naturale del Bletterbach.

Le due mappe però non coincidono. L'Adamello Brenta comprende anche l'Adamello e la Presanella, ma nel Patrimonio è entrato il gruppo di Brenta. Del Paneveggio è Patrimonio gran parte del settore orientale, il gruppo delle Pale di San Martino: l'ente lo descrive come una porzione consistente di uno dei nove sistemi. Le schede dei parchi altoatesini, invece, presentano ciascun parco come parte delle Dolomiti riconosciute nel 2009.

I centri visite raccontano anche il Patrimonio: a Dobbiaco c'è una mostra permanente sulle Dolomiti UNESCO, a Zannes un punto informativo dedicato. I nove sistemi uno per uno sono nella pagina sulle Dolomiti UNESCO, e i luoghi da vedere dentro e fuori dai parchi nella guida a cosa vedere nelle Dolomiti.

Domande frequenti

Quali sono i parchi naturali delle Dolomiti?

Sono nove, quelli che la Fondazione Dolomiti UNESCO elenca sul territorio del Patrimonio. In Alto Adige Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Sciliar-Catinaccio; in Trentino Paneveggio-Pale di San Martino e Adamello Brenta; in Veneto le Dolomiti d'Ampezzo e il parco nazionale Dolomiti Bellunesi; in Friuli Venezia Giulia le Dolomiti Friulane.

Nel parco naturale Tre Cime il cane deve stare al guinzaglio?

La Provincia di Bolzano ammette i cani sotto stretta sorveglianza, mai liberi di vagare, e raccomanda il guinzaglio per non disturbare la fauna. Nei parchi trentini, Adamello Brenta e Paneveggio, il guinzaglio invece è sempre obbligatorio.

Si può far volare un drone nei parchi delle Dolomiti?

Per svago no, nei parchi dell'Alto Adige, del Trentino e del Veneto. In Alto Adige i sette parchi naturali sono dal 30 gennaio 2023 zone ENAC vietate ai droni sotto i 25 kg, e la Provincia non autorizza riprese amatoriali, per matrimoni o per i social. Negli altri parchi di Trentino e Veneto servono autorizzazioni, che si danno solo per lavoro, ricerca, documentazione o soccorso. Nelle Dolomiti Friulane ogni sorvolo, anche amatoriale, va prima autorizzato dall'ente.

Si può campeggiare o bivaccare nei parchi delle Dolomiti?

Il campeggio libero è vietato nei parchi dell'Alto Adige, del Trentino e del Veneto. In Alto Adige resta ammesso il bivacco alpinistico, nell'Adamello Brenta una tenda singola dal tramonto all'alba, nel Paneveggio la tenda solo per chi apre o sale una via alpinistica. Nelle Dolomiti Bellunesi anche il bivacco è vietato, salvo emergenza. Le Dolomiti Friulane chiedono di piantare la tenda solo in caso di estrema necessità.

Si possono raccogliere funghi nei parchi naturali dell'Alto Adige?

Di norma no. La raccolta è consentita solo ai proprietari e ai residenti nei comuni del parco, con limiti. I fiori e tutte le altre piante non si raccolgono: nei parchi naturali altoatesini sono tutte protette.

Dove sono i centri visite dei parchi naturali dell'Alto Adige?

A Dobbiaco per il Tre Cime, a San Vigilio di Marebbe per il Fanes-Senes-Braies, a Santa Maddalena in Val di Funes per il Puez-Odle e a Siusi per lo Sciliar-Catinaccio. Nel 2026 i primi tre aprono dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, fino al 31 ottobre. Quello di Siusi apre dal lunedì al sabato. L'ingresso è libero.

I parchi naturali coincidono con le Dolomiti UNESCO?

No. Il Patrimonio è fatto di nove sistemi, i parchi hanno confini propri. Quasi tutta la superficie dei sistemi è tutelata da parchi, monumenti o siti Natura 2000, ma un parco può comprendere anche montagne fuori dal Patrimonio, come l'Adamello e la Presanella nell'Adamello Brenta.