Il Parco naturale Fanes-Senes-Braies misura 25.485 ettari ed è il più esteso dei quattro parchi naturali dolomitici dell'Alto Adige. La Provincia di Bolzano lo ha istituito nel 1980 e lo divide fra sei comuni: Dobbiaco, Braies, Valdaora, Badia, Marebbe e La Valle. In tedesco si chiama Naturpark Fanes-Sennes-Prags.

Dentro la cerchia di pareti non ci sono guglie e basta: ci sono altipiani larghi, malghe e laghi. Gli altipiani di Fanes e di Senes e Prato Piazza sono, scrive la Provincia, il cuore del parco, e sono fra i terreni carsici più marcati delle Dolomiti. Il Lago di Braies e il Lago di Dobbiaco stanno dentro i suoi confini.

Qui trovi com'è fatto, cosa ci si vede, da dove si entra e dove si lascia l'auto. Le regole valide in tutti i parchi dolomitici — cani, droni, tende, bici, funghi — sono nella guida ai parchi naturali delle Dolomiti.

Un altopiano che si beve l'acqua

La Provincia scrive che in nessun'altra zona delle Dolomiti la morfologia è segnata dal carsismo come a Fanes, Senes e Fosses. L'anidride carbonica sciolta nell'acqua ha intaccato i calcari del Giurassico e in parte la dolomia principale, e ha lasciato campi carreggiati, fenditure, pozzi, doline, valli secche e grotte, fra cui quella delle Conturines.

Il risultato è che l'acqua, in superficie, quasi non si vede. Quando il Lago Piciodel è basso compare un grosso inghiottitoio a imbuto: il ruscello sparisce lì sotto e riaffiora due chilometri più a valle, a Pederü. A Fodara Masaronn esce di nuovo da quaranta sorgenti. Nella zona del Lago Verde l'acqua sgorga da centinaia di fessure, e fra le cascate più basse si sono insediati muschi d'acqua.

Le rocce degli altipiani hanno fra i 225 e i 190 milioni di anni: dolomia principale, poi calcare di Dachstein e calcari grigi giurassici, le bancate chiare che formano le cime della Croda Rossa, della Croda del Beco, del Sasso della Croce, del La Varela e del Col Bechei. Dove gli strati inclinati sono franati a valle restano i macereti che qui chiamano città di sassi, sotto il Sasso delle Dieci, il Sasso delle Nove, la Cima La Stiga e la Croda del Beco.

Cosa si vede: laghi, malghe, due altipiani

I due laghi più noti sono ai bordi del parco. Nel Lago di Braies si riflettono le pareti della Croda del Beco; sulla riva sud del Lago di Dobbiaco ci sono prati umidi che la Provincia indica come habitat importante per molti uccelli acquatici. Più in alto, sull'altopiano, ci sono laghetti piccoli: il Lago di Limo, il Lago Verde, il Lago Piciodel. Intorno al Lago di Limo affiorano gli ammonitici rossi, calcari pieni di fossili a spirale.

L'altopiano di Fanes, con le sue malghe e i suoi rifugi, è il luogo più frequentato del parco: ci si arriva da Pederü con l'itinerario per il Rifugio Lavarella. Prato Piazza, a circa 2.000 metri, è l'altro balcone: prati larghi con la Croda Rossa di fronte.

Un dettaglio per chi guarda le rocce: i sedimenti marini più recenti di tutte le Dolomiti stanno al Col Bechei, 2.794 metri, sopra il Lago di Limo. Sono il ricordo di un'ultima, breve invasione del mare quando le Alpi si stavano già sollevando.

Gli animali, e a che quota li trovi

L'animale simbolo del parco è la marmotta, frequente sui pascoli di Fanes e Senes e nella zona di Prato Piazza. Si vede anche dai sentieri, scrive la Provincia, ma solo se stai fermo e in silenzio: altrimenti la sentinella fischia e il gruppo sparisce nelle tane. Il fischio serve soprattutto contro l'aquila reale, il suo nemico principale.

Gli altipiani e le Dolomiti di Braies sono buon terreno per i camosci, che d'estate pascolano in gruppi di femmine e giovani. Nei boschi ci sono il capriolo e il cervo, tornato dall'inizio del Novecento dopo essere scomparso; all'imbrunire girano volpe, tasso, faina e martora. Fra gli uccelli di bosco ci sono il gallo cedrone e il francolino di monte, al limite degli alberi il gallo forcello.

  • Fino a circa 2.000 metri: boschi fitti di abete rosso, con larice e, più in alto, pino cembro
  • Fra 2.000 e 2.800 metri: prati calcarei di sesleria e carice, con stella alpina, papavero retico e iberidella grassa sui ghiaioni
  • Sopra i 3.000 metri: solo roccia, con le piante che crescono nelle fessure

Da dove si entra e dove si lascia l'auto

Il parco si entra da quattro lati, e ciascuno ha il suo parcheggio di fondovalle.

La porta più diretta è la Val de Mareo, dietro San Vigilio di Marebbe: la Provincia la chiama uno degli accessi più importanti verso il cuore del parco. La strada finisce a Pederü, e da lì si sale a piedi sugli altipiani. A San Vigilio, all'inizio della valle, c'è il centro visite, con parcheggio gratuito.

Dalla Val Pusteria si entra dalla Val di Braies, verso il lago, e da Ponticello, dove comincia la strada a pedaggio per Prato Piazza. Da Dobbiaco si entra invece dalla Val di Landro, e a Cimabanche parte il sentiero 18 che sale a Prato Piazza. Dall'Alta Badia si sale dalla Capanna Alpina sopra Armentarola e dai prati di Armentara sopra La Valle.

Le regole di accesso, valle per valle

In questo parco le strade sono regolate in modo diverso da una valle all'altra, e le regole cambiano con la stagione. Oggi, a ottobre, l'ente turistico della Valle di Braies scrive che in valle non ci sono limitazioni al traffico, tranne la strada a pedaggio di Prato Piazza, e che non serve prenotare niente.

D'estate è un'altra cosa. Nel 2026, dal 1° luglio al 15 settembre e fra le 9 e le 16, nella Valle di Braies si entrava solo con un mezzo pubblico, a piedi, in bici o con una prenotazione: il biglietto combinato costava 44 euro e ne restituiva 22 come voucher. L'ente turistico avvisa che nel 2027 ci sarà di nuovo un regolamento stradale nei mesi estivi, con i dettagli in primavera. Il confronto con gli altri laghi è nella guida ai parcheggi dei laghi.

A Prato Piazza la strada da Ponticello è a pedaggio tutto il periodo di apertura e i posti auto sono pochi: 3 Zinnen Dolomites scrive che in genere si sale prima delle 10 e dopo le 15, e che quando il parcheggio è pieno l'accesso viene chiuso. D'estate c'è la linea 443 da Dobbiaco, Villabassa e Monguelfo; d'inverno una navetta da Ponticello. A piedi da Ponticello ci vogliono circa due ore e mezza.

Come è nato il parco, e cosa ha fermato

Il decreto di vincolo è del 1980. La Provincia racconta che Prato Piazza rischiava di diventare una seconda Alpe di Siusi: erano già stati progettati un carosello di skilift, campi da tennis, un villaggio turistico e vasti parcheggi, e l'istituzione del parco lo salvò all'ultimo momento. Fra i comuni del parco, La Valle è quello che ha conservato meglio il carattere rurale ed è l'unico senza impianti sciistici.

Dall'estate 2009 il parco è parte delle Dolomiti Patrimonio UNESCO, nel sistema delle Dolomiti Settentrionali, ed è anche area della rete europea Natura 2000. Il centro visite di San Vigilio di Marebbe racconta la formazione delle Dolomiti, l'orso delle Conturines e gli ambienti del parco, con un rilievo tridimensionale del territorio: nel 2026 è aperto fino al 31 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, con ingresso libero.

Dentro il parco

Le nostre schede che cadono nei gruppi montuosi del parco.

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Il Lago di Braies, Pragser Wildsee in tedesco, è un lago alpino a 1.496 metri in Val Pusteria, famoso per le acque verde smeraldo, lo storico imbarcadero e le barche di legno a remi ai piedi della Croda del Becco. In estate l'accesso alla valle è regolamentato: prenota online o arriva presto.

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Il Lago di Dobbiaco (Toblacher See) è uno specchio d'acqua di origine franosa a 1.251 metri, sulla strada che da Dobbiaco scende verso Landro e Cortina. Un sentiero pianeggiante gli gira attorno in poco più di un'ora, d'estate si noleggiano barche e pedalò, d'inverno la conca diventa uno dei centri del fondo delle Dolomiti.

Rifugi

Domande frequenti

Quanto è grande il Parco naturale Fanes-Senes-Braies?
25.485 ettari, secondo la scheda della Provincia di Bolzano: è il più esteso dei quattro parchi naturali dolomitici dell'Alto Adige. Si divide fra i comuni di Dobbiaco, Braies, Valdaora, Badia, Marebbe e La Valle, e il dislivello fra il punto più basso e il più alto è di 1.929 metri.
Quando è stato istituito il parco Fanes-Senes-Braies?
Nel 1980, con un decreto di vincolo paesaggistico della Provincia autonoma di Bolzano. È il terzo dei quattro parchi dolomitici altoatesini per anno di nascita, dopo lo Sciliar-Catinaccio (1974) e il Puez-Odle (1978), e prima del Tre Cime (1981).
Come si arriva a Prato Piazza?
Con la strada a pedaggio che parte da Ponticello, in Val di Braies. I posti auto sono limitati e in genere si sale prima delle 10 e dopo le 15; quando il parcheggio è pieno l'accesso viene chiuso. D'estate c'è la linea 443 da Dobbiaco, Villabassa e Monguelfo, d'inverno una navetta da Ponticello. A piedi da Ponticello ci vogliono circa due ore e mezza.
Serve la prenotazione per entrare in Val di Braies?
Dipende dal periodo. In autunno no: l'ente turistico della valle scrive che non ci sono limitazioni al traffico, a parte la strada a pedaggio di Prato Piazza. Nell'estate 2026 invece, dal 1° luglio al 15 settembre fra le 9 e le 16, si entrava solo con mezzo pubblico, a piedi, in bici o con prenotazione, e il biglietto combinato costava 44 euro con 22 euro di voucher. La regolazione tornerà nell'estate 2027.
Dove si lascia l'auto per l'altopiano di Fanes?
A Pederü, in fondo alla Val de Mareo dietro San Vigilio di Marebbe: da lì si sale a piedi sull'altopiano, dove ci sono i rifugi Fanes e Lavarella. La Provincia indica la Val de Mareo come uno degli accessi più importanti verso il cuore del parco.
Dov'è il centro visite del parco e quando è aperto?
A San Vigilio di Marebbe, in via Katharina Lanz 96, con parcheggio gratuito davanti. Nel 2026 è aperto fino al 31 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18, ultimo ingresso alle 17:30, ingresso libero; chiude nei giorni festivi ufficiali tranne il 15 agosto.
Il parco Fanes-Senes-Braies è Patrimonio UNESCO?
Sì. Dall'estate 2009 fa parte delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, nel sistema delle Dolomiti Settentrionali, ed è anche area della rete europea Natura 2000. Patrimonio e parco però non coincidono: hanno confini e leggi diversi.