«Da dove si guardano le Dolomiti» è una domanda diversa da «cosa si vede». E quasi mai la risposta è una cima. Le viste che tutti riconoscono sono prese da un prato, dal bordo di un altopiano o dalla terrazza di un rifugio: cioè dal lato opposto a quello che stai fotografando.

Qui ci sono quindici punti, uno per uno, con quello che si vede, come ci si arriva — a piedi, con un impianto o in auto fino a un parcheggio — e una riga sull'ora o sulla stagione che conviene. I tempi e i dislivelli delle camminate vengono dalle nostre schede; quote, orari e date degli impianti li abbiamo letti il 7 ottobre 2026 sui siti dei gestori.

Se invece cerchi l'ora giusta più che il posto, la guida è un'altra: alba e tramonto nelle Dolomiti.

Un punto panoramico non è una cima

Per vedere una montagna devi starne lontano. È il motivo per cui i posti di questo elenco sono quasi tutti erba, pascolo o roccia piatta: il prato di fronte alle Odle, il crinale che corre parallelo alla parete. Dalla vetta vedi tutto tranne la vetta su cui sei.

La quota conta meno di quanto sembri. Il belvedere di Santa Maddalena sta poco sopra il fondovalle e dà una delle immagini più riconoscibili dell'Alto Adige; il Sass Pordoi sta a 2.950 metri e dà un orizzonte lontano ma nessun primo piano. Contano la distanza dalla parete e quanto orizzonte è libero. I modi per arrivarci sono tre.

  • Con un impianto: scendi dalla cabina e sei già al punto, o quasi (Seceda, Sass Pordoi, Lagazuoi, Alpe di Siusi, Col Raiser, Pradel)
  • In auto fino a un passo o a un parcheggio, e poi pochi passi (Passo Pordoi, Passo Rolle, Lago di Misurina, Santa Maddalena)
  • A piedi, perché non c'è altro modo (Nuvolau, Rifugio Locatelli, Fonda Savio, Sass Songher, prati di Armentara)

La cresta del Seceda: dov'è, e perché non è una cima

È la fotografia che quasi tutti hanno visto prima di sapere dove fosse, e in inglese la cercano con il nome dei cartelli: Ridge Line. L'immagine inganna. Sembra una cresta da alpinisti, ed è il bordo di un altopiano.

Il Seceda, sopra Ortisei, è la punta di una distesa di pascolo che sale dolce da sud e si spezza di colpo verso nord, sopra la Val di Funes. Da quel taglio le guglie delle Odle stanno allineate una dietro l'altra: è il profilo che riconosci. Non devi salire niente, devi arrivare al bordo.

Da Ortisei ci sono due impianti in fila, la cabinovia per Furnes e poi la funivia. Il gestore dà la stazione a monte a 2.500 metri e mette il suo punto panoramico, il Panoramapoint, alla croce di vetta, poco più in alto: con l'aria pulita l'elenco di quello che si vede arriva al gruppo di Brenta, all'Adamello, all'Ortles e al Grossglockner. Dall'uscita della funivia al bordo sono pochi minuti quasi in piano. L'andata e ritorno costa 74 euro, 37 dagli 8 ai 15 anni, gratis sotto gli 8 con un adulto.

Chi vuole camminare ha l'anello del Seceda: 8 chilometri, 350 metri di dislivello, circa tre ore. Il resto dell'altopiano, con le malghe e il Pieralongia, è nella scheda dell'altopiano del Seceda. Conviene presto al mattino, quando la luce prende le Odle di taglio e l'altopiano è ancora vuoto.

Odle, Sassolungo e Sciliar: Col Raiser, Santa Maddalena, Alpe di Siusi

Col Raiser sono le Odle guardate da sotto invece che di fronte. La cabinovia a otto posti sale da Santa Cristina e lascia a 2.106 metri in mezzo ai pascoli; da lì il sentiero per il Rifugio Firenze corre quasi in piano sotto le pareti, 8 chilometri e 300 metri di dislivello, due ore e mezza. Conviene nel pomeriggio, con la parete sud in luce piena.

Il belvedere di Santa Maddalena, in Val di Funes, dà l'altra immagine famosa: il paese con la sua chiesa nei prati e l'arco delle Odle dietro. Ci si arriva con una passeggiata di circa due chilometri dal centro del paese, su strada e sentiero; sulle mappe il punto è segnato come Santa Maddalena viewpoint, e la nostra scheda del belvedere dice il resto. Conviene al mattino presto, che è anche l'ora meno affollata, e in ottobre, con i larici girati.

L'Alpe di Siusi non è un punto solo: sono 56 chilometri quadrati di prati fra lo Sciliar e il Sassolungo, e quasi ogni dosso è un belvedere. La cabinovia da Siusi porta a Compaccio, 1.844 metri, in 15 minuti, e costa 30 euro andata e ritorno o 21 a corsa singola. In auto di giorno non si sale: la strada è chiusa al traffico privato dalle 9 alle 17 quando l'impianto gira, e dal 2026 i parcheggi in quota si prenotano, come spieghiamo nella guida sull'accesso all'Alpe di Siusi. L'anello dell'Alpe è di 10 chilometri con 300 metri di dislivello. Conviene alla sera: il panorama sul Sassolungo e il Catinaccio guarda a ovest e a sud-ovest.

Attorno al Sella: Sass Pordoi e Viel del Pan

Il Sass Pordoi è il modo più rapido per stare a tremila metri senza camminare. La funivia parte dal Passo Pordoi, 2.239 metri, e in circa quattro minuti arriva a 2.950, su un altopiano di roccia che chiamano la Terrazza delle Dolomiti: 18 euro di sola andata, 32 andata e ritorno, 10,50 e 19 per i ragazzi. Si riconoscono la Marmolada, il Sassolungo e il Catinaccio, e chi ha gambe prosegue per il Piz Boè. Conviene nelle giornate limpide dopo una perturbazione: qui si paga tutto in visibilità.

Il Viel del Pan è l'opposto: niente quota, tutto primo piano. Corre su un crinale a circa 2.400 metri sopra il passo, con la Marmolada sempre di fronte e il Lago di Fedaia più in basso. Il sentiero parte dal Passo Pordoi: 7 chilometri, appena 200 metri di dislivello, due ore e mezza, con un rifugio a metà strada. La scheda racconta la vecchia via del pane. Conviene al mattino, quando il ghiacciaio è già in luce.

Cortina: Lagazuoi, Nuvolau e Cinque Torri

Il Lagazuoi è il punto panoramico più comodo delle Dolomiti d'Ampezzo. La funivia sale dal Passo Falzarego alla stazione a monte, circa 2.732 metri, appena sotto la vetta, dove c'è il Rifugio Lagazuoi con la terrazza su Tofane, Conturines, Cime di Fanes, Odle e Marmolada. Nel 2026 l'impianto ha lavorato dal 6 giugno al 18 ottobre. Dentro la montagna ci sono le gallerie della Grande Guerra, che si scendono con torcia e attrezzatura (scheda). Conviene nel tardo pomeriggio, quando la terrazza si svuota.

Il Nuvolau è un cocuzzolo isolato a 2.575 metri, con un rifugio in cima e la vista che gira tutt'intorno. Ci si va solo a piedi, dall'altopiano delle Cinque Torri. Occhio alle date: il Rifugio Nuvolau ha chiuso la stagione 2026 e annuncia la riapertura dal 20 giugno al 20 settembre 2027.

Le Cinque Torri stanno sullo stesso altopiano e sono il belvedere facile della zona: pilastri di roccia a 2.361 metri fra le Tofane e il Lagazuoi, con le trincee recuperate della Grande Guerra in mezzo. La seggiovia parte dal piazzale di Bai de Dones, 1.889 metri, e lascia al Rifugio Scoiattoli; l'anello è di 6 chilometri con 250 metri di dislivello, due ore e mezza, e lo fanno anche le famiglie (scheda). Conviene con il sole basso, che stacca le torri una dall'altra.

Misurina e Sesto: Cadini, Monte Piana e il lato nord delle Tre Cime

I Cadini di Misurina sono una selva di guglie, e il punto da cui si vedono in fila sta vicino al Rifugio Fonda Savio, 2.367 metri, lungo i sentieri che portano alle forcelle. Dal Lago di Misurina, 1.756 metri, sono 7 chilometri e 450 metri di dislivello, tre ore, ma la nostra scheda lo dà per escursionisti esperti e alcuni tratti sono esposti. Conviene fra luglio e settembre: quei passaggi con il ghiaccio non si affrontano. Il gruppo è nella scheda dei Cadini.

Il Monte Piana è un altopiano a 2.324 metri che guarda le Tre Cime, i Cadini e tutto l'anfiteatro intorno, ed è anche un museo all'aperto della Grande Guerra (scheda). Dal Lago di Misurina sale una vecchia strada militare di circa cinque chilometri fino al Rifugio Bosi, 2.205 metri, che d'estate si fa anche con le navette fuoristrada; a piedi il percorso è di 7 chilometri con 350 metri di dislivello. Conviene in una giornata senza foschia: qui vale la distanza, non il primo piano.

Il versante nord delle Tre Cime è l'unico punto da cui le tre torri si vedono nere e verticali, come le vedevano gli alpinisti che ne hanno fatto la storia. Si sale dalla Val Fiscalina, sopra Sesto, sul sentiero 102 fino al Rifugio Locatelli, 2.405 metri: tre ore abbondanti e attorno ai mille metri di dislivello (scheda). Dal lato sud si arriva in auto, ma l'accesso va prenotato: è la guida su come si arriva alle Tre Cime. Conviene al mattino, con il sole sulle pareti nord.

Pale, Alta Badia e Brenta: Segantini, Armentara, Sass Songher, Pradel

Baita Segantini, 2.170 metri vicino al Passo Rolle, ha davanti un laghetto che con l'acqua ferma restituisce il profilo del Cimon della Pala. Ci si arriva con una sterrata dal passo, e l'anello per la Val Venegia misura 10 chilometri con 400 metri di dislivello. L'accesso in auto al tratto finale cambia di stagione in stagione, quindi si controlla prima di partire (scheda). Conviene all'alba, che è l'ora per cui questo posto è diventato famoso.

I prati di Armentara, sopra La Val in Alta Badia, sono il contrario di un affaccio: qui non guardi giù, guardi su. I pascoli stanno ai piedi della parete del Sasso di Santa Croce, che sfiora i 3.026 metri, con il santuario infilato sotto la roccia. Si sale a piedi dal paese su sentieri morbidi, buoni anche per le famiglie (scheda). Conviene a inizio estate, quando i prati fioriscono.

Il Sass Songher è la piramide isolata sopra Corvara, 2.665 metri, e dalla cima lo sguardo prende Puez-Odle, Sella, Marmolada, Tofane, Fanes e il Sasso della Croce. Non è una passeggiata: la via più breve sale da sud con circa 630 metri di dislivello in poco più di due ore, con un breve tratto attrezzato nel finale che vuole passo sicuro e niente vertigini (scheda). Conviene d'estate e con tempo stabile.

Il Pradel, sopra Molveno, è il belvedere delle Dolomiti di Brenta: dai suoi prati si vedono insieme il lago e le guglie. La telecabina a otto posti parte da Molveno e arriva a 1.320 metri in circa sei minuti, e una seggiovia prosegue fino al Palon di Tovre, 1.530. Nel 2026 gli impianti lavorano tutti i giorni fino al 1° novembre, dalle 8:30 alle 17:15 a partire dal 5 ottobre. Chi resta in basso ha l'anello del Lago di Molveno, 12 chilometri quasi in piano (scheda). Conviene nel tardo pomeriggio, quando il lago è fermo.

A metà ottobre: cosa è ancora aperto

Molti di questi punti si raggiungono con un impianto, e in autunno gli impianti chiudono uno dopo l'altro. Le date lette il 7 ottobre 2026 sui siti dei gestori sono queste.

Il resto dell'elenco non dipende da nessun impianto: Santa Maddalena, il Viel del Pan dal Passo Pordoi, Baita Segantini, i prati di Armentara, il Monte Piana e il Locatelli dalla Val Fiscalina si fanno a piedi finché la neve lo permette. Per le date della stagione invernale, comprensorio per comprensorio, c'è la guida sull'apertura degli impianti 2026/27.

  • Seceda, funivie da Ortisei: fino al 2 novembre 2026, dalle 8:30 alle 17:30
  • Cabinovia dell'Alpe di Siusi: fino al 2 novembre 2026, dalle 8 alle 18
  • Sass Pordoi: fino al 1° novembre 2026; dal 19 ottobre l'ultima corsa è anticipata alle 16:30
  • Molveno-Pradel: fino al 1° novembre 2026, dalle 8:30 alle 17:15
  • Lagazuoi: la stagione 2026 si è chiusa il 18 ottobre
  • Rifugio Nuvolau: stagione 2026 finita, riapre il 20 giugno 2027

Domande frequenti

Qual è il punto panoramico più cercato delle Dolomiti?

La cresta del Seceda, sopra Ortisei, che in inglese si cerca come «Seceda ridgeline». È il bordo settentrionale di un altopiano di pascolo che si spezza sopra la Val di Funes, con le guglie delle Odle allineate alle spalle. Dalla stazione a monte della funivia, che il gestore dà a 2.500 metri, ci si arriva in pochi minuti quasi in piano.

La cresta del Seceda è una cima? Quanto si cammina?

Non è una cima e non si arrampica. È il bordo di un altopiano erboso che sale dolce da sud e cade verticale verso nord. Dall'uscita della funivia bastano pochi minuti di cammino quasi piano. Chi vuole camminare davvero ha l'anello del Seceda, 8 chilometri e 350 metri di dislivello, circa tre ore.

Quali punti panoramici si raggiungono senza camminare?

Il Sass Pordoi, dove la funivia sale dal Passo Pordoi a 2.950 metri in circa quattro minuti; il Lagazuoi, con la funivia dal Passo Falzarego fino a circa 2.732 metri; il Seceda da Ortisei; l'Alpe di Siusi con la cabinovia da Siusi, 15 minuti fino a Compaccio; il Pradel sopra Molveno, sei minuti di telecabina. Dalle stazioni a monte il panorama è già lì.

Da dove si vedono meglio le Tre Cime di Lavaredo?

Dal versante nord, quello del Rifugio Locatelli a 2.405 metri, dove le tre torri si presentano frontali e verticali. Dalla Val Fiscalina sopra Sesto si sale lungo il sentiero 102 in tre ore abbondanti, con circa mille metri di dislivello. Dal lato sud si arriva in auto al Rifugio Auronzo, ma l'accesso alla strada a pedaggio va prenotato online in anticipo.

A ottobre gli impianti per i punti panoramici sono ancora aperti?

Alcuni sì. Nel 2026 le funivie del Seceda e la cabinovia dell'Alpe di Siusi lavorano fino al 2 novembre, il Sass Pordoi e gli impianti di Molveno-Pradel fino al 1° novembre, con l'ultima corsa anticipata nel pomeriggio. La funivia del Lagazuoi ha chiuso il 18 ottobre. Le date le pubblicano i gestori e cambiano ogni anno: si controllano prima di partire.

Qual è un punto panoramico adatto alle famiglie?

L'anello delle Cinque Torri, 6 chilometri con 250 metri di dislivello, con la seggiovia da Bai de Dones che evita la salita. Vanno bene anche i prati dell'Alpe di Siusi, quasi piatti, il belvedere di Santa Maddalena, circa due chilometri dal paese, e i prati di Armentara sopra La Val.

Da dove si guardano le Dolomiti di Brenta?

Dal Pradel sopra Molveno, un altopiano di prati a 1.320 metri che si raggiunge in sei minuti di telecabina e da cui si vedono insieme il lago e le guglie del Brenta. Restando in basso, il giro del Lago di Molveno è di 12 chilometri quasi in piano, con la parete sempre di fronte.